Riva del Garda, Auditorium Comunale, 10 gennaio 2026, ore 17.30
Amici della Musica Riva del Garda 70a Stagione Concertistica
SI È SPENTA, COME UNA CANDELA”
Lettere di Wolfgang Amadeus Mozart alla madre
con Iaia Forte voce recitante
drammaturgia di Guido Barbieri
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Gabrio Taglietti
Leonardo Zunica – Stefano Giavazzi duo pianistico

Come concerto inaugurale della 70a stagione concertistica 2026 l’associazione Amici della Musica di Riva del Garda si è affidata ad uno spettacolo teatrale che ripercorre un’aspetto della vita di Mozart poco riconosciuto: il rapporto con la madre.
Sappiamo tutto della famiglia Mozart o quasi, ma in ombra rimane la madre del compositore: Anna Maria Pertl che lo accompagnò nel viaggio a Mannhein e a Parigi, e dove morì e sepolta nel cimitero di Saint Eustache nel luglio del 1778. E su questo elemento che Guido Barbieri, musicologo, critico musicale e voce storica di Radio 3 Rai nonchè consulente di Rai 5 ha ricostruito la vicenda Mozart con gli occhi della madre riprendendo la lettera di Wolfang al padre in cui annuncia la morte per malattia della madre. “Si è spenta come una candela”, produzione di MantovaMusica, riprende un affranto di Wolfgang dando la tragica notizia a casa al padre Leopold. Costruito con musiche originali di Gabrio Taglietti che dialogano con alcune opere per pianoforte a quattro mani del genio salisburghese, eseguite da Leonardo Zunica e Stefano Giavazzi, artefici di MantovaMusica, lo spettacolo risulta un toccante racconto musicale che vede protagonista Iaia Forte nei panni di Anna Maria Walpurga Pertl, la madre del compositore, scomparsa a Parigi nel 1778, durante il celebre e sfortunato viaggio francese di Mozart in cui l’accompagnò.

Leonardo Zunica e Stefano Giavazzi

Iaia Forte Gabrio Taglietti Guido Barbieri
Presentato in prima assoluta a Viterbo nel corso dell’anno passato, è approdato in questo gennaio, musicalmente dedicato al Viaggio di Mozart in Italia, a Mantova al Teatro Bibbiena, e immediatamente il giorno successivo a Riva del Garda. Certo la cittadina lacustre non ha nulla da condividere con Mozart ma dista una ventina di kilometri da Rovereto, città che lo ospitò agli inizi del 1770 in due esibizioni, primo incontro con l’ambiente culturale italiano anche se solido dominio diretto dell’Impero austriaco viennese, come la Lombardia di quel tempo. Un giovanissimo, poco più che bambino, Wolfgang “Amadé” Mozart iniziò a viaggiare per l’Europa assieme al padre Leopold e alla famiglia alla ricerca della perfezione musicale e di riconoscibilità fuori dagli spazi, sempre più angusti della Salisburgo vescovile che assicurava una, anche se misera, sicurezza economica. Ma è nel 1769 che intraprese il primo viaggio, dei tre viaggi in Italia, insieme al padre alla ricerca di nuove committenze e di suggestioni musicali lungo in itinerario per la penisola italiana che toccò varie località, più o meno importanti nell’allora Italia del dispotismo illuminato Rovereto, Ala, Verona, Mantova, per poi arrivare a Milano e Bologna per proseguire per Roma e Napoli.

Melologo più che monologo, in cui le musiche non sono semplici citazioni, ma diventano colonna sonora, con protagonista l’attrice Iaia Forte che ha dato voce ad Anna Maria Pertl, coniugata Mozart dove la voce della protagonista si interseca sulle musiche al pianoforte di estratti delle sonate a 4 mani di Mozart intrecciate dalle composizioni originali di Gabrio Taglietti che fungono da tappeto musicale, già docente di composizione al conservatorio di Mantova, create per l’occasione. Le musiche, tra note mozartiane K 19 in do maggiore, composta durante il viaggio londinese del 1765, fino alle più mature K 497 in fa maggiore e K 521 in do maggiore, appartenenti agli stessi anni inquieti e febbrili del Don Giovanni, e composizioni originali fanno da collante ai vari momenti in cui è costruito lo spettacolo in cui la voce narrante di Iaia Forte resuscita la figura materna di Mozart, richiamandola in vita proprio dal suo sepolcro parigino. Cosi prende avvio il flusso di ricordi che ricostruisce una vicenda familiare di cui è nota solo una parte, quello del figlio geniale e di un consorte assente e di un padre patriarca.

Spettacolo originale dove per voce della madre l’autore fa emergere gli aspetti più domestici della vita del genio salisburghese, i rapporti anche complicati tra Leopold e la moglie in merito alla carriera di Wolfgang, l’ostinazione del padre nel cercare opportunità di musicali ma che alla fine non portavano alcun vantaggio alla vita quotidiana, fatta di difficoltà economiche, disillusioni, estenuanti assenze del figlio per il quale la madre non esita ad intraprendere il viaggio a Parigi. La narrazione testuale di Guido Barbieri anche con sottile ironia ripercorre questi aspetti attingendo dalla corrispondenza mozartiana ma dando vita autonoma proprio all’elemento femminile, lasciata nell’ombra e che riemerge ricordata sommariamente da in dipinto in cui è raffigurata in un ritratto appeso su una parete in cui viene rappresentato al clavicembalo Wofgang, con Nannerle, il padre con violino un mano e lei una presenza assenza.
Una proposta che è stata accolta con successo e calore da un folto pubblico in cui si incrociavano frequentatori di teatro e di musica, impreziosita dalle presenze di Guido Barbieri, autore e regista dello spettacolo e del compositore Gabrio Taglietti.

Per loro assieme ai pianisti Leonardo Zunica e Stefano Giavazzi meritati applausi per uno spettacolo che ha visto proprio a Riva del Garda il suo assetto definitivo.
Ed ecco l’inserto finale in cui Wolfgang Mozart comunica al padre la scomparsa della madre
“si è spenta come una candela”






