Libera Università di Bolzano | 15 settembre 2025, ore 18.00
Entrare nella Piccola Biblioteca arabo-sicula immaginaria evocata lunedì 15 settembre in un’Aula della Libera Università di Bolzano significa attraversare un portale tra epoche e lingue: latino, arabo, greco e siculo si intrecciano tra le parole, mentre le note tracciano il contorno musicale di un’isola sospesa tra continenti e culture. La magia di questo spazio fittizio risiede nella capacità di rendere tangibile il dialogo tra popoli, dove ogni frase musicale diventa ponte tra passato e presente, tra conflitto e incontro, tra bellezza e memoria.
La narrazione di Anselmo Vilardi guida l’ascoltatore attraverso le vicende storiche, intrecciando contesto e suggestioni con precisione e leggerezza. La sua voce si fonde con il tessuto sonoro creato dagli strumenti, accompagnando il pubblico in un percorso che rende concreti i secoli di contatti, scambi e conflitti tra culture.
Le composizioni di Giovanni Parrinello, Nicola Segatta e Olmo Chittò si sviluppano con naturalezza, come se ogni nota nascesse dal crogiolo stesso della Sicilia arabo-normanna. Deus ex machina del progetto, Giovanni Parrinello unisce al rigoroso lavoro di ricerca sulle tradizioni siciliane un’interpretazione vocale sublime, capace di restituire al pubblico la forza e la poesia di un patrimonio antico. Il violoncello di Segatta, intessuto di armonie antiche e moderne, lega le tessiture strumentali con forza e grazia; il serpentone di Michel Godard conferisce profondità e scavo timbrico, unendo tradizione rinascimentale e sperimentazione contemporanea. La chitarra di Luis Borda aggiunge calore, brillantezza e modulazioni sorprendenti, mentre la versatilità di Dimitri Psonis, passando tra lira, oud e santur, crea un tessuto sonoro che è ponte tra oriente e occidente. Le percussioni di Alessandro Darsinos non si limitano a scandire il tempo, ma intervengono con precisione coloristica, modulando accenti e dinamiche con eleganza e consapevolezza stilistica.Artesnews-group musicale in un'ambientazione storica, musica dal vivo, foto in bianco e nero, formazione musicale con strumenti acustici, performance artistica in ambienti eleganti e culturali, promozione eventi culturali ArteNews.

Ciò che colpisce è la coesione del gruppo: ogni musicista ascolta, dialoga, risponde e costruisce insieme, come se la musica fosse un organismo vivente, pronto a mutare pur mantenendo una coerenza interna. L’interazione tra narrazione e suono crea un effetto immersivo, in cui lo spettatore non si limita a ricevere passivamente, ma viene avvolto dall’idea di un viaggio condiviso tra epoche e culture. Le sfumature timbriche e dinamiche rivelano una cura estrema per l’equilibrio: nessuno strumento predomina, ma ciascuno contribuisce a un colore complesso e affascinante. Ogni strumento racconta la propria storia: il serpentone di Godard, antenato dei corni barocchi, mostra la sua potenza espressiva in fraseggi che sembrano dialogare con gli echi delle cattedrali normanne; l’oud di Psonis, con le sue corde vibranti, trasporta il respiro delle corti arabe; il santur rievoca la delicatezza dei palazzi siciliani, e il violoncello di Segatta vibra tra reminiscenze classiche e modulazioni contemporanee. La chitarra di Borda e le percussioni di Darsinos tessono trame ritmiche e melodiche che sorreggono l’intera architettura sonora. In questo insieme, le lingue e le culture si sovrappongono come in un mosaico, in cui ogni frase musicale è un tessera, un ponte, un racconto. Il pubblico si lascia avvolgere dal respiro collettivo, percependo la storia non come lezione lontana, ma come esperienza viva: conflitti, contatti e sincretismi prendono forma in melodie che uniscono dolore e bellezza, distruzione e rinascita. Uscendo da questa Piccola Biblioteca arabo-sicula, resta la percezione che la musica può diventare strumento di dialogo, che l’incontro tra mondi differenti genera comprensione e crescita. In un tempo segnato da chiusure e divisioni, Amari Siqilliya offre una lezione di civiltà: aprirsi all’altro, accogliere la conoscenza, ascoltare lingue e culture diverse, significa seminare futuro, prevenire conflitti e costruire un mondo più armonioso. La serata conferma la capacità dell’arte di trasformare la memoria in esperienza concreta e di rendere possibile un dialogo universale tra popoli.
ph.©Gabriele Barchetti

 

mostbet mostbet
Articolo precedenteMilano. Teatro alla Scala. Sinfonica di Milano: Tjeknavorian e orchestra in sintonia perfetta
Articolo successivoRoma. Teatro Trastevere. E fummo vivi, la narrazione tra guerra e sopravvivenza
Alessandro Arnoldo
Nato a Trento nel 1989, ha compiuto gli studi musicali e si è diplomato in direzione d’orchestra al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, sotto la guida di Daniele Agiman. Ha seguito corsi di perfezionamento e masterclass tenute da Riccardo Muti presso la Riccardo Muti Italian Opera Academy, Gianluigi Gelmetti presso l’Accademia Chigiana di Siena, Ernesto Palacio presso l’Accademia del Rossini Opera Festival, intitolata al Maestro Alberto Zedda. Ha diretto numerose orchestre esibendosi in Italia, Austria, Germania, Spagna, Georgia, Croazia, Lituania, Lettonia, Belgio e Repubblica Ceca, sia nell’ambito di importanti Festival internazionali, sia per eventi artistici e culturali (Accademia Teatro alla Scala di Milano, Akademie für Alte Musik – Brunek, RSI – Radiotelevisione Svizzera Italiana... ). La sua versione de Le Carnaval des Animaux di Camille Saint-Saens è inserita nel percorso didattico "C'é musica per tutti", libro di testo e DVD delle Edizioni Scolastiche Mondadori, Pearson Italia. Fondatore e direttore artistico dell’Associazione culturale Ad Maiora, ricopre anche il ruolo di direttore principale dell’orchestra I Filarmonici di Trento. Accanto alla sua attività musicale, è autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche di approfondimento culturale, corrispondente per la rivista ArtesNews e ideatore della rubrica settimanale Rondò per il quotidiano L’Adige. Si dedica inoltre all’insegnamento in corsi di perfezionamento musicale e collabora con TEDxTrento e il centro EURAC Research di Bolzano. Dal 2020 è stabilmente attivo come consulente musicale per la Fondazione Filarmonica di Trento, di cui dal 2025 assume la direzione artistica.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui