E’ uscito nello scorso dicembre per Dynamic Romantic Florence – Songs for Voice and Piano, il nuovo album del mezzosoprano Marina Comparato qui accompagnata al pianoforte da Gianni Fabbrini, partner artistico di lunga data. Registrato nel novembre 2024 al Teatro del Maggio di Firenze, che sostiene il progetto, il disco – una prima mondiale dell’opera vocale da camera di Luigi Gordigiani (tranne i due Canti popolari toscani, brani 21 e 22) – riporta alla luce il compositore che la stampa ottocentesca definiva con affetto “lo Schubert italiano”, maestro della romanza da salotto e figura cardine della Firenze risorgimentale.
I due artisti hanno infatti deciso di ridar voce e lustro alla liederistica, da troppo tempo dimenticata, del compositore Luigi Gordigiani. Fu essenzialmente compositore di arie da salotto; nacque a Modena nel 1806 e morì a Firenze nel 1860. Figlio del baritono Antonio Gordigiani e della cantante Sofia Ducloître, visse tra teatri e tournée fin da bambino, studiò musica in varie città. Dopo la morte del padre, iniziò a scrivere brani strumentali per pianoforte, spesso pubblicati con pseudonimi tedeschi; il conte Demidoff divenne suo mecenate. Compose anche molte opere ma che non furono mai rappresentate. Tra il 1851 e il 1853 soggiornò a Parigi e Londra, ottenendo grande successo con concerti e cantate. La regina Vittoria lo invitò a esibirsi a corte, definendolo “Schubert italiano”. Tornato a Firenze, compose otto raccolte di canti popolari toscani che gli diedero fama in tutta Europa. Sposò Anna Giuliani, figlia del chitarrista Mauro, La figlia Leontina scrisse testi per le sue canzoni, mentre Michele divenne pittore. Gordigiani morì nel 1860 lasciando un’ eredità musicale legata alla tradizione vocale da camera italiana.

Operazione di riscoperta quanto mai interessante certamente derivata dall’adozione fiorentina dei due artisti ma che permette di gettare uno sguardo su quella parte della produzione musicale italiana dedicata al canto che non fosse melodramma. Genere musicalmente trascurato in Italia per recital e pure assai praticato proprio dai grandi musicisti del melodramma da Rossini, Donizetti, Mercadante, Bellini, Verdi, Ponchielli, per passare a Tosti, Gastaldon, Zandonai, fino a Respighi. Composte in generale su versi di poeti amatoriali dell’ambito salottiero o letterati riconoscibili di un preciso territorio erano un prodotto di consumo, che circuitava nei salotti musicali dove dilettanti e professionisti partecipavano in egual misura alla produzione e alla divulgazione musicale. Di facile lettura musicale e di rapida presa emotiva prende le distanze dalle trascrizioni pianistiche di brani d’opera e consegue un percorso da toni melodrammatici più contenuti.
I brani di Gordigiani rispecchiano lo stile cameristico del genere fatta di musica vivace adatta per ogni vocalità, tante scritte per mezzosoprano, ma a cui bisogna dare colore e intensità interpretativa, dimostrazione il brano Dal labbro tuo purpueo dalla raccolta La Rosa d’Inghilterra, forse quello che rispecchia maggiormente la scrittura operistica. Interessante la scrittura pianistica che può vivere di vita propria e non solo di accompagnamento scritta su ritmi di danze d’epoca. Non si tratta solo di musica che riflette la vita di salotti o ambienti borghesi ma produzione che si ricolloca anche in una riscoperta di ricerca letteraria del patrimonio popolare prodotti che mediano i due piani del colto e del popolare.

Non si discosta da questa situazione lo stesso Gordigiani in questa raccolta di 23 arie selezionate dalle sue raccolte ispirate principalmente alla Toscana come alle sue “Riembranze di Londra” che gli diedero fama e riconoscibilità internazionale. Se diversi pezzi sono scritti da Anonimi verseggiatori, alcune composizioni sono di autori rappresentanti della letteratura di quel preciso contesto storico di metà Ottocento. Vi troviamo poesie dei trentini Giovanni Prati e Andrea Maffei, presto onorati del titoli di Senatori del nuovo Regno d’Italia e specie Andrea Maffei assai introdotto nell’ambito della cultura fiorentina. Di lui esiste un ritratto fatto da Michele Gordigiani, il pittore figlio di Luigi. Altri, più defilati come Leopoldo Micciarelli e il veneziano Luigi Carrer, ma anche una riconoscenza alla figlia Leontina e alla sua capacità poetica.
Un bel progetto che apre una finestra su quanto esisteva oltre la pratica del melodramma merito ai due artefici come auspica la stessa Comparato
«Conoscere Luigi Gordigiani è stato come entrare in punta di piedi in un salotto musicale della Firenze ottocentesca Mentre studiavo le sue splendide romanze da camera per il progetto discografico, mi sono immersa nella ricerca storiografica su questo musicista, scoprendone a poco a poco l’ambiente, i suoi mentori, i suoi discendenti, le curiosità sulle sue composizioni. Il Cd è diventato quindi lo spunto per un progetto più ampio, riscoprire e raccontare, anche attraverso brevi video, la figura dello “Schubert italiano”. Spero che Romantic Florence accarezzi la fantasia dell’ascoltatore, come ha stuzzicato la mia!»








