STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2025-2026

 La Stagione inaugurerà con La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart. Rappresentato a Praga il 6 settembre 1791, questo titolo segna il ritorno di Mozart all’opera seria, dieci anni dopo l’Idomeneo.  Lo spettacolo andrà in scena in un nuovo allestimento con la regia di Paul Curran – che interpreta per la prima questo titolo mozartiano – con le scene e i costumi di Gary McCann. Sul podio di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice l’autorevole presenza di Ivor Bolton, che condurrà un cast composto per i ruoli principali da Daniel Behle; Cecilia Molinari al debutto nel ruolo di Sesto; Nicolò Balducci, al debutto nel ruolo di Annio; e Francesca Aspromonte, anch’essa per la prima volta in carriera interprete di Servilia. Cinque le recite in programma al Teatro La Fenice: il 20, 23, 25, 27, 30 novembre 2025.
Dal catalogo verdiano, andrà in scena Simon Boccanegra, la quinta partitura composta da Giuseppe Verdi proprio per il Teatro veneziano. Simon Boccanegra sarà in scena in un nuovo allestimento del regista Luca Micheletti, che si cimenta per la prima volta con questa pagina. La direzione d’orchestra sarà di Renato Palumbo. Eccezionale il cast, con Luca Salsi; Francesco Meli; Alex Esposito al debutto nel ruolo di Fiesco; e Francesca Dotto al debutto in quello di Amelia. Otto le repliche in programma al Teatro La Fenice, il 23, 25, 27, 29 gennaio, 1, 10, 12, 14 febbraio 2026.
Pietra miliare del repertorio feniceo, tornerà in scena La traviata di Giuseppe Verdi nello storico allestimento – divenuto ormai un simbolo del Teatro veneziano – che inaugurò la Fenice ricostruita dopo l’incendio. La messinscena, firmata dal regista canadese Robert Carsen, con le scene e i costumi di Patrick Kinmonth, a distanza di oltre vent’anni dal suo debutto è diventato un pezzo imprescindibile della programmazione della Fenice. Il direttore Stefano Ranzani sarà responsabile della parte musicale, alla guida di un cast composto per i ruoli principali da Rosa Feola, Stefan Pop, Roberto Frontali. Cinque le recite in programma al Teatro La Fenice: l’8, 11, 13, 15, 17 febbraio 2026.
Sul fronte della musica barocca, continuerà l’affondo nella riscoperta del Vivaldi operistico: dopo Dorilla in Tempe (2019), Farnace (2021), Griselda (2022), Orlando furioso (2018, 2023) e Il Bajazet (2024), sarà proposto un nuovo allestimento di Ottone in Villa. Dramma per musica in tre atti su libretto del napoletano Domenico Lalli, basato sul libretto Messalina di Francesco Maria Piccioli, Ottone in villa rappresenta il debutto operistico di Antonio Vivaldi (1678-1741).  Ottone in Villa andrà in scena con la regia di Giovanni Di Cicco. La direzione musicale sarà affidata a uno specialista del repertorio barocco e vivaldiano quale è Diego Fasolis. Interpreti principali Margherita Maria Sala nel ruolo del titolo e Michela Antenucci in quello di Tullia. Cinque le recite in agenda al Teatro Malibran: il 20, 22, 24, 26, 29 marzo 2026.
Dal repertorio tedesco andrà in scena Lohengrin, opera romantica scritta e composta da Richard Wagner, la sesta composizione nel catalogo cronologico delle sue opere.  Il nuovo allestimento veneziano del Lohengrin porterà la firma di Damiano Michieletto, che si misura per la prima volta con un titolo wagneriano. Ma i ‘debutti’ riguarderanno anche gli interpreti principali: Brian Jagde, impegnato nel ruolo del titolo; Chiara Mogini in quello di Ortrud e Äneas Humm quale Der Heerrufer des Königs. Dirige l’orchestra Markus Stenz, uno specialista del repertorio tedesco. Prodotto dalla Fenice in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma e il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, sarà in scena al Teatro La Fenice il 12, 15, 19, 22, 26 aprile 2026.
Dal repertorio francese sarà proposto il capolavoro di Georges Bizet, Carmen. Basata su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy tratto dall’omonima novella di Prosper Mérimée, riproposta nell’affascinante e controverso allestimento firmato dal regista Calixto Bieito, con lo scenografo Alfons Flores, la costumista Mercè Paloma e il light designer Alberto Rodriguez Vega: «Ambientata in una malfamata terra di confine tra Spagna e Africa – si legge nelle motivazioni – la Carmen messa in scena da Bieito […] restituisce al capolavoro di Bizet la sua teatralità ruvida, svelata da istantanee vitali e a volte scioccanti che si susseguono in sintonia con i momenti cruciali della partitura componendo uno strepitoso racconto». La direzione musicale sarà affidata a Francesco Ivan Ciampa. Interpreti principali Annalisa Stroppa, Marina Comparato, Jean-François Borras, Stefan Pop, Serena Gamberoni, Julie Mossay, Davide Luciano, Alessandro Luongo, Matteo Ferrara, Armando Noguera, Paolo Antognetti e Francesco Salvadori. L’allestimento, realizzato dalla Fenice in coproduzione con il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, il Teatro Regio di Torino e il Teatro Massimo di Palermo, sarà in scena al Teatro La Fenice per otto recite: il 24, 26, 27, 28, 29, 30, 31 maggio, 1 giugno 2026.
Forte del successo dell’Anna Bolena allestita nella scorsa Stagione, la Fenice proporrà un altro titolo poco frequentato di Gaetano Donizetti, Enrico di Borgogna. Opera eroica in due atti su libretto di Bartolomeo Merelli, basata sul dramma Der Graf von Burgund di August von Kotzebue, singolare drammaturgo e impresario teatrale di fine Settecento, questa partitura fu rappresentata per la prima volta al Teatro Vendramin San Luca di Venezia il 14 novembre del 1818 e, se si esclude la scena lirica del Pigmalione, rappresenta la prima vera opera del copioso catalogo donizettiano, la prima che venne effettivamente rappresentata. Vi si misurerà per la prima volta l’esperto direttore d’orchestra Corrado Rovaris, alla guida di un cast che comprenderà Teresa Iervolino, Giuseppina Bridelli, Dave Monaco e Omar Montanari quali interpreti principali. Con una curiosità: per tutti gli artisti si tratta di debutti nei rispettivi ruoli. La messinscena sarà firmata da Silvia Paoli. Questo nuovo allestimento, realizzato in collaborazione con il Festival Donizetti di Bergamo, sarà in scena al Teatro Malibran il 12, 14, 16, 18, 20 giugno 2026.
Per la prima volta in Italia, andrà in scena Venere e Adone di Salvatore Sciarrino. Basata su un libretto di Fabio Casadei Turroni e dello stesso Sciarrino, nata grazie a una commissione della Staatsoper di Amburgo, questa partitura contemporanea debuttò proprio ad Amburgo due anni fa, il 28 maggio 2023, e sarà riproposta a Venezia nel medesimo allestimento del debutto con la regia di Georges Delnon, le scene di Varvara Timofeeva e i costumi di Marie-Thérèse Josse. Della parte musicale sarà responsabile il direttore Kent Nagano, alla guida di un cast di prestigio composto da Layla Claire, Randall Scotting, Evan Hughes, Cody Quattelbaum, Matthias Klink, Kady Evanyshyn, Nicholas Mogg e Vera Tarlenko. Fonte principale del libretto è l’Adone di Giovan Battista Marino, poeta caro a Monteverdi, con un innesto, un ‘duettino’, una fine piega psicologica tolta al Venere e Adone di John Blow, maestro di Purcell. Il sottotitolo – Naufragio di un mito – dà qualche riferimento sull’opera. Lo spiega l’autore stesso: «Per comprendere meglio il sottotitolo, possiamo cominciare dalla fine. L’Epilogo, infatti richiama in scena la schiera dei personaggi al gran completo, ed essi cantano senza mezzi termini: avete assistito a una tremenda storia d’amore. Ma poi chi ha vinto, si domandano, Amore o Morte? […] Venere e Adone incarnano la parodia d’ogni umana debolezza. Adone, povero mortale, si rende ridicolo con la spavalderia di un adolescente; in realtà è un giocattolo nelle mani degli dei. Amore stesso, quintessenza di un capriccio spietato, lo compatisce mentre accetta di mettere una sua freccia fra quelle di Adone. Fra i protagonisti, paradossalmente, il Mostro sarebbe l’unico a mostrare vaghi accenni di sensibilità». Cinque le repliche in agenda al Teatro La Fenice, il 26, 27, 28, 30 giugno, 1 luglio 2026.
Attingendo dai grandi classici del repertorio feniceo, sarà riproposto il felicissimo allestimento dellElisir d’amore di Gaetano Donizetti. Melodramma giocoso in due atti su un libretto di Felice Romani, tratto dal libretto francese Le Philtre di Eugène Scribe, L’elisir d’amore fu presentato il 12 maggio 1832 al Teatro alla Canobbiana di Milano e segnò la definitiva consacrazione di Donizetti in quella piazza, dopo il lusinghiero trionfo di Anna Bolena (1830) e l’esito incerto di Ugo conte di Parigi (1832).  L’elisir d’amore sarà riproposto nella collaudatissima produzione con la regia di Bepi Morassi, con le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni. Dirige Francesco Ivan Ciampa. Quattro le repliche al Teatro Malibran: il 26, 28, 30 agosto, 1 settembre 2026.
Capolavoro del verismo italiano, andrà in scena Pagliacci, l’opera più nota di Ruggero Leoncavallo, (1858-1919), con Pietro Mascagni e Umberto Giordano tra i maggiori esponenti della ‘Giovane scuola’ verista italiana. Il libretto, redatto dallo stesso Leoncavallo, trae argomento da un fatto di cronaca realmente avvenuto a Montalto Uffugo in Calabria, un delitto di gelosia che originò un processo in cui fu giudice proprio il padre del compositore.  Sarà proposta in un nuovo allestimento con la direzione musicale di Daniele Callegari, con interpreti principali due nomi di assoluto richiamo: Gregory Kunde e Selene Zanetti quest’ultima al debutto nel ruolo di Nedda. La messinscena, con la regia di Andrea Bernard, rinnova inoltre l’ormai collaudata collaborazione della Fenice con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, che sarà responsabile di scene e costumi. Cinque le recite al Teatro Malibran, il 18, 20, 22, 24, 26 settembre 2026.
Chiuderà la Stagione un dittico novecentesco, composto da The Telephone di Gian Carlo Menotti, a ottant’anni esatti dalla sua genesi, e Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein, un titolo che a Venezia ancora non era ancora mai stato rappresentato. Opera buffa in un atto, su libretto dello stesso autore, Il telefono di Menotti nacque dalla penna di Menotti esattamente ottant’anni fa su invito della Ballet Society di New York, che chiese a Menotti un contraltare comico alla serata dedicata all’allestimento di un’altra sua partitura, The Medium, cui molto spesso ancora oggi viene abbinata. Il breve atto unico, della durata di una ventina di minuti, debuttò al Heckscher Theater di New York il 18 febbraio 1947 ma venne prodotto anche dall’Ethel Barrymore Theater di Broadway, riscuotendo un successo che si protrasse per centinaia di repliche. In Europa fu rappresentato fin dal 1948 (Londra, Parigi) mentre la prima italiana fu al Festival internazionale di musica di Venezia (1948), in coppia con il dodecafonico Incubo di Riccardo Nielsen. Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein andrà in scena in prima rappresentazione veneziana: l’opera in un atto e sette scene su libretto dello stesso Bernstein è una delle sole due pagine per il teatro lirico per le quali il compositore americano scrisse sia parole che musica, insieme al Peter Pan. Dal carattere oscuro, cupo, misterioso, questa partitura del giovane Bernstein sembra voler rappresentare un quadro autobiografico della propria vita familiare, con delle punte di sarcasmo quasi autopunitivo. Trouble in Tahiti debuttò il 12 giugno 1952 al Festival of the Creative Arts di Bernstein nel campus della Brandeis University di Waltham, Massachusetts, davanti a un pubblico di quasi tremila persone. Il dittico sarà presentato in un nuovo allestimento con la regia di Gianmaria Aliverta. La direzione musica sarà di Francesco Lanzillotta. Nel cast spicca la presenza del baritono Allen Boxer.
Cinque le repliche al Teatro Goldoni il 9, 10, 11, 13, 14 ottobre 2026.

Sempre nel contesto della programmazione Education giungerà a Venezia Il piccolo principe di Pierangelo Valtinoni, l’opera per ragazzi su libretto di Paolo Madron ispirata al celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, nata nel 2022 su commissione del Teatro alla Scala di Milano. Verrà allestita con la regia di Emanuele Gamba e sotto la direzione musicale di Luisa Russo, nell’ambito della collaudata collaborazione della Fenice con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Quattro le repliche in programma al Teatro Malibran, tra recite riservate alle scuole e riprese aperte a tutto il pubblico: il 15, 16, 17, 18 aprile 2026.

Anche quest’anno la Fenice proporrà un ‘pacchetto’ di quattro spettacoli di Danza, che, da febbraio a ottobre 2026, intrecciandosi con le produzioni liriche della medesima Stagione, comprenderà grandi classici, creazioni moderne e lavori di autori contemporanei. Il primo titolo è Lo schiaccianoci, capolavoro immortale della storia del balletto classico, creato dal grande coreografo Marius Petipa sulla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Verrà proposto in una nuova versione realizzata dal coreografo canadese Wayne Eagling in collaborazione con Tamás Solymosi. L’interpretazione sarà affidata a étoiles, primi ballerini, solisti e corpo di ballo dell’Opera Nazionale di Budapest, per la quale la coreografia è stata specificamente ideata. La musica sarà eseguita dall’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Gábor Hontvári. Cinque le repliche al Teatro La Fenice, il 25, 26, 27, 28 febbraio, 1 marzo 2026. Altro evento ballettistico di grandissimo prestigio, sarà quello che vedrà protagonista la Martha Graham Dance Company, che giungerà a Venezia – cinquantuno anni dopo la sua ultima apparizione in laguna – per celebrare i cento anni della sua fondazione. La compagnia, fondata nel 1938 da Martha Graham in sostituzione del precedente Dance Group nato appunto nel 1926, può essere ritenuta come la più antica compagnia di modern dance americana. Definita «una delle sette meraviglie dell’universo artistico» dal «Washington Post», la Martha Graham Dance Company eseguirà tre creazioni della sua fondatrice, Diversion of Angels (1948), su musica di Norman Dello Joio, Lamentation (1930) su una partitura di Zoltán Kodály; e Chronicle (1936) su musica di Wallingford Riegger. Questi eccezionali ‘pezzi’ di storia di danza moderna saranno affiancati da Imagine, una nuova produzione firmata dal coreografo americano Hope Boykin, su musica di Leonard Bernstein proposta nell’arrangiamento di Christopher Rountree. Cinque le repliche in programma al Teatro La Fenice, il 6, 7, 8, 9, 10 maggio 2026.
Seguiranno due spettacoli di danza che affrontano da diversi punti di vista l’atroce attualità della guerra. Nel primo dei due appuntamenti, debutterà a Venezia l’Hamburger Kammerballett, compagnia di danza composta da ballerini professionisti con formazione classica, nata nel 2022 con l’obiettivo di sostenere i danzatori ucraini rifugiati in Germania. Attualmente ne è direttore artistico Edvin Revazov, dal 2003 ballerino e dal 2010 primo solista dell’Hamburg Ballet John Neumeier. La compagnia proporrà a Venezia due coreografie, entrambe firmate da John Neumeier: Hamlet Connotations, su musica di Aaron Copland, creato per l’American Ballet Theatre nel 1976; e Petruška Variations, su musica di Igor Stravinskij. Interprete al pianoforte Michal Bialk. Lo spettacolo sarà proposto al Teatro Malibran in doppia replica, il 16 e il 17 ottobre 2026.  Andrà poi in scena Dear Son, il ritratto di una famiglia scossa dalla perdita di un figlio partito per la guerra. Una storia d’amore, speranza e memoria che, trascendendo le barriere del tempo e dello spazio, vuole essere un invito a riflettere sulla fragilità della vita in una società segnata dalla persistenza di guerre e conflitti. La coreografia, su musiche di autori vari, è opera di Sasha Riva e Simone Repele, due danzatori e coreografi che si sono imposti sulle scene internazionali con una cifra estetica in grado di coniugare un approccio teatrale e un vocabolario neoclassico a un linguaggio e un’estetica fortemente contemporanea, caratterizzata dalla centralità del gesto e del movimento. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Malibran in doppia replica, il 23 e il 24 ottobre 2026.

La Stagione Sinfonica 2025-2026

Si svolgerà a partire dal 28 novembre 2025 fino al 31 ottobre 2026, con direttori tra i più celebri a livello internazionale, attesi ritorni e interessanti debutti, nella sala grande del Teatro La Fenice e al Teatro Malibran. L’apertura di Stagione sarà affidata a Ivor Bolton, che dirigerà un programma musicale dedicato a Johannes Brahms. Per la prima volta in Fenice, il direttore giapponese Kazuki Yamada dirigerà musiche di Tōru Takemitsu e Rachmaninov, e condurrà il violoncellista solista Ettore Pagano nel Primo Concerto di Saint-Saëns. Altro debutto veneziano, Vincenzo Milletarì proporrà musiche di Martucci e Rimskij-Korsakov, oltre al Concerto per pianoforte e orchestra in fa diesis minore di Skrjabin nel quale spiccherà il talento solistico di Gianluca Bergamasco, vincitore del Premio Venezia 2024. Novità della programmazione, sarà in agenda un recital lirico dedicato a Giuseppe Verdi e Franz Liszt, con due interpreti d’eccezione: il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi, accompagnati al pianoforte da Nelson Calzi. Debutterà sul podio veneziano Constantinos Carydis, che sarà protagonista di un concerto dal programma originale con musiche di Guiraud, Pärt, Koukos e Berlioz. Inoltre giungerà per la prima volta in Fenice Michael Hofstetter, per dirigere un programma di musiche sacre, con la Sinfonia Al Santo Sepolcro di Vivaldi, il Credo di Antonio Lotti e lo Stabat Mater di Pergolesi. Torneranno Markus Stenz, impegnato nell’esecuzione di pagine di Jean-Féry Rebel, Haydn e Schumann; Alpesh Chauhan, che si misurerà con musiche di Smetana, Kodály e Sibelius; e John Axelrod, che proporrà un programma novecentesco con composto da brani di Michael Daugherty, Aaron Copland e Charles Ives. Sarà un graditissimo ritorno quello di Ton Koopman, che interpreterà tre pagine di Mozart: il mottetto «Ave verum corpus»; la Messa dell’incoronazione e la Sinfonia n. 40. Mentre Corrado Rovaris affiancherà alla Sinfonia n. 38 Praga la Pastorale d’Été di Arthur Honegger e Tres Tangos di Astor Piazzolla, con il bandoneon solista di Mario Stefano Pietrodarchi. Richard Strauss, Dvořák e Brahms saranno gli autori in programma nel concerto diretto da Cornelius Meister, anch’egli al debutto in Fenice. Daniele Callegari eseguirà la Sinfonia in do di Bizet e la Piccola Russia di Čajkovskij. Neil Thomson condurrà invece un programma originale composto dal Capriccio spagnolo di Rimskij-Korsakov, il Concerto d’Aranjuez di Rodrigo – con Marco Tamayo alla chitarra solista – e le Enigma Variations di Elgar. E ancora, Alfonso Caiani dirigerà il Coro del Teatro La Fenice nei Carmina burana di Carl Orff nella versione per soli, coro, due pianoforti e percussioni e con la complicità dei Piccoli Cantori Veneziani. Due le orchestre ospiti: la Kremerata Baltica che, sotto la direzione del suo fondatore, Gidon Kremer, eseguirà musiche di Ginastera, Piazzolla e Franck. E l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, con la quale tornerà in Fenice Riccardo Muti con un concerto straordinario, fuori abbonamento. È confermato l’emozionante Concerto di Natale nella Basilica di San Marco e nel Duomo di Mestre, con Marco Gemmani e la Cappella Marciana che eseguiranno musiche sacre di Natale Monferrato, offrendoci in particolare la ricostruzione di un Vespro di Natale a San Marco nel 1675. Si rinnoveranno inoltre, anche in questa nuova Stagione, due eventi mainstream della programmazione fenicea: il Concerto di Capodanno con la direzione musicale di Michele Mariotti, solisti il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman, che sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai1; e il concerto sinfonico in Piazza San Marco, in piena estate, con Orchestra e Coro del Teatro La Fenice.

 

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