TRENTO, 12 e 26 GENNAIO 2025
FESTIVAL “I VOLTI DEL ROMANINO. RABBIA E FEDE”
DUE PRODUZIONI MUSICALI ORIGINALI
PER RACCONTARE L’ARTE DEL CINQUECENTO
a cura Associazione Culturale Cieli Vibranti
(foto Trento. Castello del Buonconsiglio. Loggia del Romanino)

La tredicesima edizione del festival “I volti del Romanino. Rabbia e fede” torna a
Trento, nel Castello del Buonconsiglio, con il sostegno della Provincia Autonoma,
per due produzioni musicali originali, sviluppate appositamente per la manifestazione,
che raccontano il Rinascimento attraverso l’artista che più di tutti ha lasciato la sua impronta nella storia del Castello trentino.

La prima produzione, in programma domenica 12 gennaio alle ore 16, prevede un viaggio nella musica profana del Rinascimento, in parallelo alle figure mitologiche e fantastiche dipinte da Romanino, con la partecipazione del gruppo vocale Comes Amoris, con la cantante Chiara Bertolotti, Claudia Pasetto alla viola da gamba soprano, Giulia
Marcomini alla viola da gamba tenore, Claudia Del Bello alla viola da gamba bassa, Mario
Filippini alla viola da gamba bassa e Giulio Petrella al liuto. Più che un concerto, un viaggio
nell’epoca di Romanino e della sua pittura inquieta.
La seconda produzione, in programma domenica 26 gennaio alle ore 16, “Voci per
Romanino”, vedrà protagoniste le diverse formazioni vocali del gruppo Carminis Cantores,
dirette da Ennio Bertolotti, che proporranno un programma originale, eseguendo pagine del
Cinquecento e di autori contemporanei, con un particolare riferimento ad autori bresciani
(Romanino nacque proprio in provincia di Brescia). Un’occasione per un confronto tra l’epoca di Romanino e la nostra, svelando le nascoste risonanze tra due mondi sonori lontani, mettendo in luce la contemporaneità e l’attualità della lezione artistica di Girolamo Romani.
Per ulteriori informazioni, www.buonconsiglio.it

Il festival “I volti del Romanino. Rabbia e fede”, promosso dall’associazione Cieli Vibranti, è un progetto culturale innovativo dedicato al grande artista bresciano e si sviluppa secondo tre linee principali. A tempo di Romanino: Un tuffo nel Rinascimento, con concerti e spettacoli teatrali che rievocano le atmosfere, i colori e le passioni di un secolo di rivoluzioni; Romanino opera aperta: Convegni, tavole rotonde e conferenze per valutare lo stato di avanzamento degli studi su Romanino e offrire nuove prospettive teoriche.
Contemporaneamente Romanino: Il passato attraverso il presente performance musicali, teatrali e video, affidate a giovani artisti, per reinventare il mondo creativo di Romanino.
Molto più di un festival.

Il festival “I volti del Romanino. Rabbia e fede”, nato nel 2012, si è in pochi mesi imposto come un’iniziativa culturale innovativa, capace di coniugare la valorizzazione del patrimonio artistico, l’impulso a nuove forme di creatività e la promozione turistica del territorio. Un progetto che attorno all’opera del grande artista bresciano ha saputo catalizzare le energie di istituzioni pubbliche e realtà private, coinvolgendo numerose città e paesi del nord Italia: Brescia, Bergamo, Padova, Cremona, Trento, Asola, Concesio, Pisogne, Breno, Bienno, Montichiari, Roncadelle, Rodengo Saiano, Tavernola Bergamasca. La rassegna ha quindi prodotto il risultato eccezionale di far lavorare insieme regioni, province, comuni diversi, promuovendo una “Rete Romanino” che sarà in futuro prezioso strumento per la valorizzazione culturale e turistica del territorio. Girolamo Romanino è da sempre al centro di dibattiti e riflessioni, critiche e riscoperte, e ha acceso in passato l’immaginazione di intellettuali quali Giovanni Testori, Pier Paolo Pasolini e Renato Guttuso. Non a caso uno dei format del festival ha per titolo “Romanino opera aperta”, a sottolineare la pluralità di spunti di interesse che ancora oggi l’artista offre ai commentatori. L’arte non coincide con i beni culturali, ma si esprime attraverso di essi; è un sostrato di idee e sentimenti che appartengono all’uomo in ogni epoca e sanno parlare agli uomini di tutte le epoche. Romanino ci sfida ancora oggi e così devono fare i nuovi artisti: infrangere le regole per inventarne di nuove, trovare punti di vista alternativi e, immergendosi nel ricchissimo passato che l’Italia custodisce, cominciare ad inventare il futuro.
A cura di Fabio Larovere






