Presentata alla città nella corni
ce di Palazzo Maffei a Verona una nuova installazione site specific che adorna il vano dello scalone elicoidale monumentale del palazzo veronese. Del resti palazzo Maffei era già descritto nella Verona Illustrata di Scipione Maffei del 1732 come uno dei palazzi più importanti della città proprio grazie alla sua scala elicoidale come sospesa nel vuoto. Cometa: creazione dell’artista veronese di Anna Galtarossa è l’opera realizzata appositamente per il Palazzo Maffei, museo d’arte per le sue collezioni. Così viene descritta: Una Cometa, con una coda da 13 metri, ruota lentamente, in un susseguirsi di materiali organici, industriali e colorati, mescolando ironia, invenzione fantastica e riflessioni ecologiche. Il tempo pare sospeso e la Cometa danza, portando con sè il suono dell’universo e, nella sua coda, elementi familiari, riprogrammati come nuova materia per il mondo che verrà dopo il nostro. Il suo movimento lento, in bilico tra esistenza e distruzione, dove la porterà e noi come reagiremo a tutto ciò ?
Si tratta di una specie di gioco di materiali che prende tutta l’altezza del vano scala che si sviluppa per tre livelli dal lucernaio fino all’ingresso del pianoterra, tra stoffe di varia provenienza, tra il riciclato e plastiche trasparenti e colorate che fanno vela, reti di lana in modo da ruotare lentamente spinte da una piccola ventola appesa in un lato sullo scalone.

La presentazione dell’evento è stata condotta dall’esperta di arte contemporanea Gabriella Belli (già responsabile del MART Museo d’arte di Rovereto Trento e poi dei musei Civici di Venezia) curatrice dell’installazione e componente del comitato scientifico di Palazzo Maffei.
Il suo intervento ha chiarificato il significato dell’installazione in un contesto monumentale assai delicato, ma soprattutto definito un ritratto dell’artista che si muove tra New York e Verona. Il progetto si può definire una sintesi fantasiosa di memoria (uso di oggetti divaria provenienza) e di esplorazione e di interpretazione dello spazio. L’artista veronese modella lo spazio, inventa, crea, gioca e lo altera, integrando storie e ricordi tra mondo reale e sogno. Del resto esiste un continuo rimando tra gli sguardi di chi osserva la scalinata e viene attratto dall’installazione e viceversa senza interferenze o disturbi in un uso rispettoso dello spazio scenico. Ad integrare l’installazione, uno spazio sonoro creato dal designer Nicolas Becker, autore di acclamate colonne sonore e ambienti sonori in film come Harry Potter, Batman, Sound of metal che gli valse l’Oscar come migliore colonna sonora. Per quel tocco di modernità che osserva con doveroso rispetto il passato della storia e dell’arte.












