di Paolo De Leo

TITOLOFranco Battiato. Il lungo viaggio
REGIARenato De Maria
ATTORIDario Aita, Elena Radonicich, Simona Malato, Ermes Frattini, Martina Bonan, Nicole Petrelli, Giulio Forges Davanzati, Cisky Capizzi, Francesco Giulio Cerilli, Anna Castiglia, Joan Thiele
USCITA2 febbraio 2026
DISTRIBUZIONENexo Studios

Il film racconta con passione e ricchezza di dettagli la vita intensa di uno dei più grandi artisti della musica italiana. Per scoprire tutte le sale dove sarà possibile vedere il film, visitate il sito ufficiale nexostudios.it, punto di riferimento per tutte le informazioni sulle proiezioni.
Coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, “Franco Battiato. Il lungo viaggio” narra la vita dell’artista, interpretato da Dario Aita, dal suo arrivo a Milano negli anni Settanta fino al ritorno in Sicilia. È disponibile anche il trailer ufficiale del film. La storia segue il percorso interiore di Battiato, sempre alla ricerca di una spiritualità autentica, mostrando la crescita del suo talento musicale e gli incontri fondamentali della sua carriera, come quelli con Giuni Russo, Juri Camisasca e Giusto Pio, amico e collaboratore.

Franco Battiato. Il lungo viaggio Ermes Frattini e Dario Aita-foto Nexos Studios

Il biopic del 2026, diretto da Renato De Maria, ha suscitato opinioni contrastanti: è stato apprezzato per l’interpretazione intensa di Dario Aita e per l’atmosfera onirica, ma ha diviso il pubblico per lo stile narrativo scelto.
Ecco i punti principali delle recensioni sul film del 2026:
Il problema dei biopic è spesso l’equilibrio tra documentario e fiction; chi conosce bene il personaggio, come fan e giornalisti, noterà alcune incongruenze nella sceneggiatura. In “Franco Battiato – Il lungo viaggio” ci sono, ma non risultano fastidiose né troppo evidenti. La narrazione presenta accelerazioni funzionali e qualche licenza creativa, come una discussa scena immaginaria tra Giuni Russo e Battiato la sera del celebre passaggio a Sanremo di Alice con “Per Elisa”.
Nel film, personaggi come Giuni Russo, Fleur Jaeggy e Giusto Pio sono chiamati per nome, quest’ultimo interpretato da Giulio Forges Davanzati e molto vicino alla persona reale. Altri, come Giorgio Gaber, Ombretta Colli, Juri Camisasca e Antonio Ballista, compaiono solo brevemente.
Alcune caratterizzazioni, come quelle di Angelo Carrara e Gianni Sassi, risultano un po’ caricaturali, così come i discografici milanesi, rappresentati con un accento milanese non sempre autentico. Inoltre, alcune affermazioni nel film, come quella secondo cui “Patriots” vendette meno de “L’era del cinghiale bianco”, sono inesatte.

Franco Battiato. Il lungo viaggio Dario Aita foto Nexo Studios

Tuttavia, essendo un biopic e non un documentario, queste libertà sono comprensibili. Alcuni dettagli biografici sono molto curati: la partita di calcio in cui Battiato si ruppe il naso (anche se ricostruita in modo diverso), le partite a poker con Fleur e Roberto Calasso usando libri Adelphi come fiches, l’esibizione del 1989 davanti a Papa Giovanni Paolo II, dove Battiato non riuscì a concludere “E ti vengo a cercare”, e l’intervista televisiva del 1981 a Mario Luzzatto Fegiz per “Mister Fantasy”.
La fedeltà ai fatti reali in alcune scene mette in risalto le incongruenze in altre: per esempio, nel film la madre di Battiato arriva a Milano solo nel 1971, mentre in realtà arrivò molto prima. Dal punto di vista narrativo, però, questa scelta funziona e rende il racconto più fluido.
La carriera di Battiato è raccontata a salti, tralasciando la fase precedente a “Fetus” e gli album tra “Sulle corde di Aries” e “L’era del cinghiale bianco”, fermandosi quasi alla fine degli anni Novanta con una scena poco credibile sulla scrittura de “La cura”.

Franco Battiato. Il lungo viaggio Simona-Malato Dario Aita ed Elena Radonicich foto di Azzurra Primavera

In sintesi, questo biopic, simile a “Bohemian Rhapsody” sui Queen, non offre una narrazione completamente fedele e dettagliata della vita di Battiato, pur ricostruendo con cura alcuni videoclip storici. È un film che esplora il legame profondo tra Battiato e sua madre, figura centrale nella sua esistenza. Simona Malato, che interpreta la madre, offre una performance convincente e misurata, priva di eccessivi sentimentalismi che avrebbero appesantito la narrazione. Anche Dario Aita si distingue nel ruolo di Battiato, interpretandolo e cantandone le canzoni con passione, anche se la scelta di imitare la voce e il modo di parlare dell’artista potrebbe non piacere a tutti. Non ditelo a nessuno, ma “Franco Battiato. Il lungo viaggio” è un film da vedere assolutamente. È anche un omaggio a Milano, e siamo stati felici di partecipare all’anteprima, gremita di registi, musicisti, giornalisti, editori e altri. Un grande successo nella sala dell’Anteo il 22 gennaio. Scommettiamo su un altro tutto esaurito nelle proiezioni del 2, 3 e 4 febbraio, prima che il film arrivi in TV come produzione Rai. Ma davvero, non ditelo a nessuno e correte a scoprire la storia di un uomo e di un musicista straordinario, che raramente perse la calma anche di fronte ai discografici più rigidi. Perché sì, la prima cosa che abbiamo scoperto al cinema è che nella vita di Battiato c’era spesso un “uomo d’azione”, con voce quasi stridula, curioso di ascoltare le sue idee insolite ma anche impaziente che lui avesse successo. Uno di questi discografici, Bruno Tibaldi, era presente e ha raccontato un aneddoto: “Io sono il discografico che ha firmato il contratto con Franco Battiato per la EMI e ho realizzato con lui ‘L’era del cinghiale bianco’ (che non era il primo disco di Battiato, ma qui arriva il bello). Mi telefonò più volte Angelo Carrara, il suo manager, per propormi un incontro senza dirmi il nome. Alla fine scoprii che era Franco Battiato e io dissi: ‘No, ma fa dischi poco commerciali, come Fetus e Pollution…’ Però ricordai che aveva partecipato a un disco estivo con una canzone chiamata ‘È l’amore’, così pensai: ‘Magari si riprende…’. Angelo Carrara insistette molto per l’incontro, che avvenne nel mio ufficio a Roma. Carrara parlava tanto… e Franco stava zitto su un divano in un angolo. Capito che Carrara…

Franco Battiato. Il lungo viaggio cast foto di Azzurra Primavera

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