Trento, Teatro Sociale 5, 6, 7 febbraio 2026
Circuito Danza Tanz 2025-2026
Centro Santa Chiara
MM Contemporary Dance Company
The Wall Dance Tribute
coreografia Michele Merola
regia Manuel Renga
musica Pink Floyd
regia video Fabio Massimo Iaquone
drammaturgia Emanuele Aldrovandi
luci Gessica Germini
costumi Nuvia Valestri
attore Jacopo Trebbi
danzatori
Filippo Begnozzi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Fabiana Lonardo, Federico Musumeci,
Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa

Che la danza moderna abbia in Trentino una consolidata tradizione nata da decenni di attività di rassegne appositamente dedicate ha fatto in modo che si sia attivato un forte circuito regionale condiviso tra Bolzano. Teatro Stabile e Trento.Centro S. Chiara
Così per la rassegna dedicata alla grande danza all’interno della Stagione del Teatro Sociale programmata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento da giovedì 5 a sabato 7 febbraio è andata in scena al Teatro Sociale di Trento la MM Contemporary Dance Company con The Wall_Dance Tribute, con la coreografia firmata da Michele Merola e la regia di Manuel Renga.

Spettacolo coprodotto dai teatri emiliano di Ferrara Reggio Emilia Ravenna che hanno dato vita ad uno spettacolo complesso tra musica e danza dedicato al progetta discografico The Wall dei Pink Floyd del 1979 e dall’omonima pellicola cinematografica di Alan Parker.
Qui a Trento è stata arrivata la parte di danza, omettendo la parte strumentale dal vivo, che ha visto protagonisti i danzatori della MM Contemporary Dance Company, interpreti delle coreografie di Michele Merola, e l’attore Jacopo Trebbi, a dar voce alla musica e alle parole del lavoro dei Prink Floyd, su drammaturgia costruita da Emanuele Aldovrandi The Wall è un manifesto, un atto di protesta contro un mondo, contro una società che non rispetta gli uomini in quanto esseri senzienti e liberi nata dal sentimento di rabbia e frustrazione del leader della band britannica, Roger Waters, conscio del progressivo allontanamento tra artista e pubblico e di un mondo artistico del rock penetrato dall’abuso di droghe che hanno distrutto relazioni e menti.
Lo spettacolo è stato costruito come una narrazione a più voci dove le musiche, (qui registrate) la danza, la recitazione e le video proiezioni si incastrano a definire storia, coi flashback, voci dei personaggi in continua condivisione, che si sovrapporranno tra loro per costruire la storia di Pink (alterego di Waters, qui interpretato da Trebbi) e la sua “folle confusione”, raccontata attraverso l’intrecciarsi delle arti.

Si ricostruiscono i momenti più dolorosi della sua vita: la perdita del padre in guerra, l’iperprotezione materna, l’umiliazione scolastica, il matrimonio fallito e la lotta contro le pressioni dello show-business. Sul palco, Pink affronta il proprio isolamento interiore e il desiderio di abbattere il muro che lo separa dal mondo, riscoprendo la forza dell’empatia e della condivisione. Suggestivi i video dapprima proiettati su un velario che filtra i ricordi del protagonista. A mettere assieme tutti questi fili e situazioni è stato l’arduo compito del regista Manuel Renga. Regista emergente che abilmente riesce a transitare dal mondo dell’opera a quello dei spettacoli per bambini e a confrontarsi con una multimedialità che va oltre la funzione a semplice sipario ma che diventa narrazione. E del resto le coreografie di Merola sinuose nel definire lo spazio di azione ai danzatori raccontano gesti di relazione e di abbandono intervallandosi alla narrazione di Jacopo Treppi che si fa sempre più nevrotica quasi schizofrenica nel procedere al racconto. Le musiche dei Pink floyd non fanno solo da colonna sonora ma diventano di prepotenza oggetti di memoria.
E il pubblico di Trento, tanti gli over 60,ha risposto con entusiasmo nonostante la concomitanza di più eventi in città a significare che la danza unisce generazioni e linguaggi.






