di Gianluca Macovez
Udine, Teatro ‘Giovanni da Udine’, 9 novembre 2025
FORCE OF NATURE’
Con:
Natalia Osipova Patricio Revé Francesca Velicu Daniel McCormick Eryck Brahmania Jason Kittelberger
Atto I
Natalia Osipova, Patricio Revé
Pas de deux da ‘Romeo e Giulietta’ su musiche di Sergej Prokof’ev
coreografia Kenneth MacMillan
Francesca Velicu, Daniel McCormick
‘Le Corsaire’ su musiche di Adolphe Adam
coreografia Marius Petipa
Natalia Osipova, Patricio Revé
‘Valse Triste’ su musiche di Jean Sibelius
coreografia Alexey Ratmansky
Jason Kittelberger, Francesca Velicu
‘Damaged Skin’ su musiche di Sergej Rachmaninov
coreografia Jason Edward Kittelberger
Natalia Osipova
‘Isadora’ su musiche di Johannes Brahms, Waltzes n. 1, 2, 8, 10, 13, 15, op. 39
pianista Daniele Bonini
coreografia Frederick Ashton
Atto II
Natalia Osipova, Jason Kittelberger, Francesca Velicu, Eryck Brahmania
‘Ashes’ su musiche di Nigel Kennedy and the Kroke Band
coreografia Jason Kittelberger
Natalia Osipova , riconosciuto vertice della danza mondiale, è arrivata ad Udine con il suo spettacolo ‘Force of Nature’, per aprire la stagione Danza del ‘Giovanni da Udine’ .Il fatto che il teatro friulano possa contare su una direttrice artistica come Fiorenza Cedolins, autentica primadonna della scena lirica internazionale, certamente fa la differenza e consente ad un teatro, tutto sommato, periferico ad assurgere a ruoli di primissimo piano in occasione di spettacoli decisamente rilevanti, come questo: unica presenza italiana per quest’anno della compagnia Bloom Dance Project, fondata nel 2022 dalla ballerina russa, naturalizzata britannica, con il marito Jason Kittelberger,per promuovere la danza ad un pubblico sempre più ampio e possibilmente nuovo.
Portare ad Udine nomi che, al momento, non hanno in previsione altre repliche nella nostra penisola, oppure proporre serate di grande livello qualitativo come sarà anche la prossima ‘Together at Christmas’ dei pluripremiati The Swingler Singer, il 14 dicembre, significa attirare un pubblico nuovo, vivace, interessato, che possa dare alla cittadina friulana una visibilità nazionale che merita ma che da tempo ha perso e che certo non recupererà con partite contestate e spettacoli di giro. Il sold out di ‘Force of Nature’ ed il successo dell’intera stagione firmata dal soprano friulano dimostrano che il pubblico è pronto ad accogliere proposte desuete purchè ben calibrate, culturalmente pregne, ma non troppo autoreferenziali, raffinate senza essere elitarie.

Bravissima la Cedolins, ma altrettanto merito va riconosciuto alla direzione del teatro che ha colto le potenzialità di un simile motore all’interno dell’organizzazione e saggiamente le offre le possibilità per esprimersi al meglio. Ci auguriamo sia la strada scelta per la futura programmazione culturale, tenendo anche conto dell’apprezzamento indiscutibile del pubblico. Lo spettacolo era articolato in due atti. Un raffinato viaggio nella Danza, partendo da pagine del Grande Repertorio per arrivare al Contemporaneo. Se all’inizio leggendo il programma poteva sembrare un ‘the best of’, ipotesi certo non entusiasmante, man mano che la serata andava avanti, l’idea della Osipova prendeva forma sempre più affasciante: un viaggio alla scoperta della Danza, spettacolo che nella tecnica trova le radici ma non le ragioni, racconto che attraverso il corpo raggiunge l’animo.

Accanto alla protagonista, un gruppo di danzatori di altissimo livello: Jason Kittelberger, coreografo e danzatore di prima grandezza; Patricio Revé ,primo ballerino del Queensland Ballet ed ex primo ballerino del Balletto Nazionale di Cuba; Francesca Velicu solista dell’English National Ballet e vincitrice di importanti riconoscimenti internazionali; Daniel McCormick, anche lui membro dell’English National Ballet, di cui è Primo Solista dal 2022;Eryck Brahmania, danzatore ed insegnante di danza che ha collaborato anche con il Royal Ballet .
Si inizia con una delle più famose pagina del balletto classico: il ‘passo a due’ da ‘Romeo e Giulietta’ su musiche di Sergej Prokof’ev con la coreografia di Kenneth Mac Millian.
Una esecuzione tecnicamente ineccepibile, attenta, precisa, senza effetti plateali per strappare applausi e tratteggiando con garbo i caratteri dei protagonisti.
Patricio Revé , dal fisico scultoreo e dotato di una sontuosa elasticità ci regala un Romeo sicuro: un giovane uomo conscio del suo fascino, cesellato senza cadere mai nello stereotipo del bulletto egocentrico, capace di momenti di grande atletismo ma anche di gesti ricchi di spessore narrativo.
La Osipova offre una Giulietta di grande introspezione: una fanciulla timida, ma appassionata; che condivide con il pubblico la scoperta dell’amore, la voglia dell’altro, il gesto coraggioso del primo bacio, coordinando ogni movimento, ogni gesto, ogni respiro alla partitura, in una sintonia che non è facile trovare, neanche con i più grandi interpreti.
Potentissimi i passaggi in cui i due sembrano fondere i loro corpi in una figura unica.
Struggente , per il crescendo emotivo creato, l’abbraccio che conclude il brano, salutato da applausi convinti. Francesca Velicu e Daniel McCormick danzano in maniera ineccepibile ‘Le Corsaire’ , con le tradizionali coreografie Marius Petipa.

Il brano è irto di difficoltà tecniche, che entrambi gli interpreti superano con leggiadria.
La Velicu ha un assoluto un controllo tecnico, una naturale eleganza nel gesto, una interessante espressività del volto. Esegue i 42 fouettés consecutivi con precisione, grande eleganza, misura e maestria.
Daniel Mc Cormick incanta la platea affrontando ogni passo con adamantina sicurezza, tanto da far sembrare naturali i salti, le piroette multiple, i‘tours en l’air’ di cui è costellata la coreografia, che esegue in maniera pirotecnica.
Nei passi a due la ballerina viene sollevata senza far trasparire segno di fatica alcuna ed i due entusiasmano il pubblico con un rincorrersi di geometrie raffinatissime e di linee di grande eleganza.
Alla fine del brano, il pubblico tributa un applauso interminabile ai due danzatori.
Ritornano la Osipova e Revè con ‘Valse Triste’, in una coreografia realizzata appositamente per la ballerina da uno dei più importanti coreografi neoclassici al mondo: Alexei Ratmansky, dell’American Ballet Theatre. Revè superara, senza mostrare fatica, le moltissime difficoltà di cui la coreografia è ricca.
Attento all’espressione, al peso del gesto , sicuro nelle prese, affidabile nell’intesa, sontuoso sia nei ‘portés’ che nei ‘tours’, eccelle tanto nei passaggi solistici che nei passi a due. La Osipova ha cucito la parte addosso.
Padrona assoluta di ogni movimento, di ciascun muscolo, di ogni espressione, mai ovvia, mai scontata, tecnicamente è inossidabile:. Sicura nei ‘passaggi d’elan’ , emozionante nel ‘collasso controllato’, infallibile nei giri . Quello che più colpisce, ancora una volta, però, è la volontà di subordinare tutto questo alla narrazione, alla costruzione del ruolo.
Il pubblico capisce, rimane stregato e muto fino alla fine del pezzo, per poi esplodere in un applauso deflagrante . ‘Damaged Skin’ , su musiche di Sergej Rachmaninov, vede impegnati Francesca Velicu, e Jason Kittelberger, autore della intensa coreografia, che avvince per il caleidoscopio di soluzioni tecniche, per il moltiplicarsi delle geometrie, per il gioco dei corpi, per il rincorrersi di equilibri, in un ritmo serrato e coinvolgente.
La Velicu convince anche nel contemporaneo e Kittelberger è figura interessantissima, tanto come coreografo che come ballerino. Slanciato, flessibile, elegante, si destreggia con sapienza nella complessa sequenza coreografica, che giustamente viene festeggiata da copiosi applausi. Il primo atto si chiude con l’assolo ‘Isadora’ , una coreografia di Frederick Ashton su cinque Valzer dall’op. 39 di Johannes Brahms, in prima italiana.
Sul palcoscenico, quasi fosse un duetto con la Osipova, il valente pianista Daniele Bonini. L’omaggio alla Duncan è struggente. Vediamo prendere forma le movenze, i ritmi, il valore rivoluzionario della danzatrice, ma leggiamo anche i suoi drammi, lo strazio, il coraggio, in una sequenza narrativa quanto mai impegnativa, nella quale anche i silenzi si fanno danza e dove non c’è posto per cedimenti e stanchezza. Alla fine un dilagare di applausi travolge sia la ballerina che il pianista, sancendo il successo della prima parte della serata. Nella seconda parte una riuscita coreografia di Jason Kittelberger, ispirata al dipinto ‘Ceneri’ di Edvard Munch; ‘Ashes’. Ne sono interpreti Natalia Osipova, lo stesso Jason Kittelberger, Francesca Velicu ed Eryck Brahmania. Le musiche sono di Nigel Kennedy and the Kroke Band.
Lavoro dotto, che incanta per la mole di rimandi e riferimenti alla storia del pittore norvegese; la attenzione, minuziosa senza essere pedante, ai particolari, nei costumi, negli elementi di scena, nelle pose. La coreografia affronta il complesso tema della perdita attraverso un sovrapporsi di simboli ed immagini. Al centro la figura della Donna, di volta in volta madre, sorella, compagna, amica..
La fine del viaggio diventa metafora dell’acquisizione della consapevolezza della solitudine interiore, sorte ultima degli artisti, spesso troppo fragili per confrontarsi con il mondo e schiavi della profondità del Sublime.
Una performance ricchissima, con un crescendo narrativo fantasmagorico, ottenuto anche attraverso un’abbagliante bravura tecnica, sia negli assoli che nei pezzi d’insieme, tanto di coppia che nel quartetto, nel quale la sintonia è realmente stupefacente. Il finale, affidato alla sola Osipova, racconta in modo magistrale, attraverso i gesti: poesia, commozione, pianto, incanto. Alla fine infinite chiamate in scena ed oltre dieci minuti di applausi per tutti. A celebrare un’autentica Artista ed sancire il successo trionfale di una grande serata di Teatro.






