Comune di Arco – Assessorato alle attività culturali
Palazzo dei Panni – Arco
Mercoledì 26 novembre – Ore 20.30
Stagione 2025-2026
Ingresso libero
CORDE RESONANTI
Voce recitante
Giorgio Tausani Trio Ánemos
Priyanka Ravanelli, violino
Giovanna Trentini, violoncello
Midori Kuhara, pianoforte
Musiche di J. Suk; A. Dvorȃk; Testi di R. M. Rilke
Joseph Suk (1874-1935)
Trio in Do min., op. 2
Allegro; Andante; Vivace
Antonin Dvorâk (1841-1904)
Trio in Si bem. magg., op. 21
Allegro molto; Adagio molto e mesto; Allegretto scherzando; Finale. Allegro vivace
Due momenti importanti in questo programma proposto da Corde Resonanti di Arco in collaborazione con Amici della Musica di Riva del Garda: poesia e musica. Un omaggio a Rainer Maria Rilke (1875-1926) in un doppio anniversario: 150 anni dalla nascita e l’annunzio del centenario dalla morte. Nella seconda metà del XIX secolo, Arco divenne rinomata in tutto l’Impero austro-ungarico e oltre come un “Kurort”. Grazie alla sua fama di località di cura piacevole ed esclusiva, Arco attirò una clientela selezionata. Tra i visitatori illustri vi fu il poeta Rainer Maria Rilke, che da giovane, verso il cambio di secolo, vi soggiornò in diverse occasioni e scrisse qui alcune delle sue prime poesie. Nel 1897 arrivò da Praga la signora Sophie Entz, la civettuola madre di Rainer Maria Rilke, detta Phia, divorziata dal marito, poi ospite costante del Kurort. Per quattro anni intorno a metà marzo quando il clima era perfetto, il figlio la raggiungeva due settimane dopo l’arrivo, restava una ventina di giorni, residente prima a Villa Mantovani, poi a Villa Florida. Rilke soffriva l’avvicendarsi delle stagioni, l’ambiente freddo e piovoso del nord della Germania, desiderava tranquillità, riposo, possibilità di concentrazione, aveva “esaurimenti nervosi” e una stanchezza che gli sembrava influenza e lo rendeva incapace di qualunque sforzo. Ad Arco trovò il tempo e le condizioni favorevoli, per prendere appunti, scrivere qualche poesia, abbozzare capitoli di romanzi tra cui I quaderni di Malte Laurids Brigge, documentando la sua presenza con poesie descrittive dell’ambiente gardesano, qui presentate nelle traduzioni curate dal prof. Franco Farina.

Situazione che voleva aprire una finestra sul clima culturale a scavalco dei due secoli, antecedenti la Prima Guerra mondiale che cancellò uomini e ridisegnò la geografia politica dell’Europa. con la musica che ridefinì appartenenze. Rilke nacque a Praga ma di lingua tedesca, i due compositori sempre di origine praghese ma di nazionalità boema e cittadini imperiali: dui modi di definire quegli ambiti culturali senza confini salvo poi ritrovarsi come per Suk in un’altra dimensione politica.
Cosa lega i due compositori? I rapporti familiari: Suk fu allievo di Antonín Dvořák e nel 1898 sposò la figlia maggiore di Dvořák, Otilie Dvořáková (1878–1905), affettuosamente conosciuta col nome di Otilka. Tutti e due alla scoperta del nuovo mondo in tempi e modalità diverse. Suk vinse la medaglia d’argento alla Competizione artistica dell’Olimpiade del 1932 a Los Angeles con la composizione Into a New Life.
La proposta del trio Anémos al suo debutto, ha voluto quindi offrire una interessante colonna sonora al ciclo di letture di Rilke, in una doppia lettura musicale e testuale di un periodo fondamentale per la storia della comunità di Arco.

I versi poetici sono stati presentati dalla voce suadente e enigmatica di Giorgio Tausani, attore e doppiatore di voci cinematografiche internazionali nonchè autore di sceneggiati televisivi che ha dato voce all’anima rilkiana nella traduzione e interpretazione letteraria del prof. Franco Farina autore di una ricostruzione della permanenza di Rilke nel contesto Gardesano emblematica dei rapporti complessi con la madre.
Tra Maestro e allievo certo si nota il divario di ispirazione nel confronto delle due composizioni costruite sull’organico tradizionale del trio pianoforte violino e violoncello. In Suk, opera giovanile scritta nel periodo di formazione si avverte una melodia semplice armonica molto lineare nei suoi tre movimenti, alla quale in trio ha saputo dare colore e movimento ai vari riferimenti di danza che compaiono nel terzo movimento. Più strutturato il trio di Dvorak op. 21 costruito su un costante dialogo tra gli strumenti tra improvvisi cambi di ritmo e variazioni melodiche. Aver avuto l’opportunità di un tale ascolto è cosa rara visto la scarsa possibilità di avere in zona gruppi da camera così strutturati.
Prossimi appuntamenti:
Mercoledì 28 gennaio 2026 Musiche di :
L. van Beethoven;
Marco Toniatti pianoforte
Mercoledì 25 febbraio 2026 Musiche di :
L. van Beethoven; F. Chopin
Stefano Mancuso pianoforte
Mercoledì 29 aprile 2026 Musiche di :
R. Schumann; S. Rachmaninov
Michele Calzà pianoforte






