Fondazione Filarmonica Trento  Stagione dei Concerti 2026
19 febbraio 2026, ore 20
Julian Kainrath, violino
Dmytro Semykras, pianoforte
F.Mendelssohn-Bartholdy – Sonata in fa min. op. 4
L. van Beethoven – Sonata n. 8 in Sol magg. op. 30 n. 3
C. Debussy – Sonata n. 3 in sol min.
E. Grieg – Sonata n. 3 in do min. op. 45

Trento si è svegliata sotto la neve. Una coltre compatta, silenziosa, capace di ridisegnare i profili e di assorbire ogni asperità. La sera, le strade ancora imbiancate riflettevano una luce lattiginosa, e quell’aria sospesa sembrava aver preparato l’ascolto prima ancora che il primo arco toccasse la corda.
Alla Filarmonica l’atmosfera era raccolta, vibrante, attraversata da un’attenzione quasi palpabile. Non l’euforia dell’evento mondano, ma la presenza consapevole di chi ha scelto di esserci, nonostante il freddo e i disagi del giorno. Ed è dentro questa cornice che il duo formato da Julian Kainrath e Dmytro Semykras ha costruito una serata di rara compattezza. Vent’anni il violinista, ventitré il pianista. L’età rimane sullo sfondo dopo poche battute: emerge piuttosto una visione già organizzata del suono, un pensiero cameristico saldo, un dialogo che procede per naturale convergenza.
La Sonata op. 4 di Felix Mendelssohn-Bartholdy mette subito in luce la qualità dell’intesa. Il primo movimento respira con equilibrio tra slancio e controllo; Kainrath lavora su un suono pieno e ben centrato, privo di compiacimenti, mentre Semykras costruisce un pianoforte vigile, presente, sempre proporzionato. Nel Poco Adagio il tempo si distende con misura, il canto rimane sorvegliato, e proprio questa disciplina rende il lirismo più credibile. Con la Sonata op. 30 n. 3 di Ludwig van Beethoven il discorso si chiarisce ulteriormente. L’Allegro assai procede con nettezza tematica e mobilità dinamica; il fraseggio è scolpito con precisione, senza irrigidimenti. Il Tempo di Minuetto conserva una leggerezza elegante, attraversata da una sottile ironia, mentre il finale sprigiona energia controllata, sostenuta da una tecnica che non diventa mai esibizione. La Sonata di Claude Debussy trova nel duo un terreno fertile per il lavoro timbrico. Kainrath alleggerisce l’arco, assottiglia il vibrato, modella le frasi con intelligenza cromatica; Semykras cesella il tocco, lasciando emergere quella mobilità interna che rende la scrittura debussiana viva e instabile. L’Intermède scorre con finezza, il Finale mantiene tensione e lucidità, senza perdere trasparenza. E con la Sonata op. 45 di Edvard Grieg che la serata raggiunge la sua piena intensità. L’Allegro molto ed appassionato trova ampiezza e coerenza strutturale; l’arco di Kainrath acquista profondità, il pianoforte sostiene con densità e chiarezza. Nell’Allegretto espressivo alla romanza il canto si fa intimo, quasi confidenziale, con un equilibrio sonoro che lascia spazio al respiro. Il movimento conclusivo recupera impulso ritmico e slancio, saldando energia e forma in una chiusura compatta, di grande efficacia.

Ciò che impressiona è la qualità dell’ascolto reciproco. Le frasi si rincorrono, si sostengono, si completano con naturalezza. L’insieme ha coerenza, ha direzione, ha peso specifico. E la sala, attenta fino all’ultima nota, risponde con un entusiasmo limpido, riconoscendo in questi due giovani musicisti una maturità che guarda già lontano. Certe serate non hanno bisogno di enfasi. Basta il silenzio che rimane dopo l’ultimo accordo, e la sensazione che, nonostante il freddo e l’inverno, qualcosa abbia acceso una luce.

 

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Federica Fanizza
Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013), Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019), Teatri Emilia Romagna (Corsaro, 2016) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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