di Costanza Pozza

Bassano del Grappa, CSC San Bonaventura,
24 Agosto 2025 | 20.30
AFÀNISI, UNO SPETTACOLO AL CONTRARIO
con Alessandro Paschitto, Raimonda Maraviglia, Francesco Roccasecca
testo e regia Alessandro Paschitto
produzione Campania Teatro Festival, Ctrl+Alt+Canc
si ringraziano Giulia Sangiorgio, Chiara Virgilio, Chiara Cucca, l’Asilo – Ex Asilo Filangieri
“noi non vedremo quello che voi vedrete, noi non ascolteremo quello che voi ascolterete, … sono c**** vostri e decisamente intenzionali”
Questa è la premessa con cui Raimonda Maraviglia, Francesco Roccasecca e Alessandro Paschitto aprono il sipario sulla scena della Chiesa sconsacrata di San Bonaventura, Bassano del Grappa (VI), il per il 45^ anniversario del Festival Veneto Operaestate. Il titolo Afànisi, dal greco “scomparsa” o “sparizione”, ci fa intendere che qualcosa non andrà come previsto, infatti si tratta di uno spettacolo senza “attori della finzione”, senza “plot twist” e forse senza un senso da trovare, insomma uno spettacolo al contrario.

La compagnia CTRL+ALT+CANC nata nel 2020, in piena pandemia, decide di sovvertire le regole fondamentali del teatro. Fa giocare l’audience con la propria immaginazione, senza l’utilizzo di costumi e con a mente solo il testo, una sceneggiatura che porta ogni spettatore a creare il suo personale spettacolo, infatti “se menti a te stesso in questo testo, lo sai”. Il pubblico, o meglio il singolo spettatore, è il fulcro della rappresentazione e senza di lui non accade esattamente nulla, solo parole. Uno spettacolo di vuoti e assenze colmate da una “platea di spettacoli”, perchè alla fine ognuno ha costruito una sua trama che parla dei propri ricordi e di ciò che inconsciamente o meno gli passa per la testa, una narrazione che continua anche fuori dalle porte del teatro con la storia della nostra vita.
Saltatori in scena durante una performance di danza contemporanea, espressione di arte e creatività artistica. Sicuramente un’idea che scardina le convenzioni del teatro, facendo teatro al tempo stesso. É come se gli attori ci avessero fatto vivere una vera crisi esistenziale, come se ci avessero fatto perdere le certezze che prima di entrare in sala avevamo. Jacques Lacan ce lo spiega: Afànisi è quando il soggetto si sente smarrito e diviso tra linguaggio, in questo caso il testo recitato dagli attori, e desiderio dell’altro, ovvero il pensiero e l’immaginazione di ogni singolo spettatore. Quindi la sensazione di non esistere davvero oppure di esistere solo nella nostra mente attraverso i nostri pensieri e le nostre idee fa riflettere e, devo ammettere, un po’ spaventa. Uno spettacolo “senza senso”, che porta a mille strade diverse, ma senza forse trovare quella giusta, quella da interpretare, ed è esattamente questo l’obiettivo della compagnia, farci uscire dal teatro senza parole, perché nel trambusto quotidiano un po’ di silenzio non guasta mai.

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