Parigi, TDV-Sarah Bernhardt_Grande salle, dal 28 janv.20 févr. 2026
Il cerchio di gesso del Caucaso
Testo di Bertolt Brecht
Traduzione francese di Georges Proser
Diretto da Emmanuel Demarcy-Mota
Con la compagnia del Théâtre de la Ville: Élodie Bouchez, Marie-France Alvarez, Ilona Astoul, Céline Carrère, Jauris Casanova, Valérie Dashwood, Philippe Demarle, Edouard Eftimakis, Sandra Faure, Gaëlle Guillou, Sarah Karbasnikoff, Stéphane Krähenbühl, Gérald Maillet, Ludovic Parfait Goma, Jackee Toto
Collaborazione artistica e assistente alla regia Julie Peigné
Scenografia Natacha le Guen de Kerneizon, assistita da Celine Diez
Costumi Fanny Brouste, assistita da Lucile Charvet
Design luci Thomas Falinower, Emmanuel Demarcy-Mota, assistita da Erwan Emeury
Musica di Arman Méliès Sound design
Flavien Gaudon, Victor Koeppel
Produzione Théâtre de la Ville-Parigi
ph.©jean louis fernandez

Sulla scena la dura fantastica fiaba teatrale di Berthold Brecth che si rifece a un’antica leggenda cinese. Lo spettacolo fu presentato all’inizio del secolo scorso in questo stesso teatro che si chiamava Théâtre des Nations.Fu già all’epoca un grande successo soprattutto per certuni. Come Roland Barthes ed Elsa Triolet che descrisse con cura l’origine del racconto del Berlinese lodandone l’anticomformismo e l’umanesimo. Questi principi sembrano gli stessi che ispirano il regista, anche direttore del Théâtre de la Ville. Sul palco ecco un gruppo di personaggi abbigliati di nero che prudenti e uniti come se fossero una lieve nube scura, si spostano da destra a sinistra: sono i popolani. C’è stato un colpo di stato in un ducato del Caucaso e il governatore é stato eliminato. La sua testa mozzata campeggia simile a una maschera primitiva su un palo. ” Quando i sovrani cadono ,cadiamo anche noi ” dicono. Ecco la regina stolta, bellissima e altera ( la superba attrice Marie- France Alvarez che interpretava un ruolo fatale nel Sogno di mezza estate di Emmanuel Demarcy-Mota) che seccata cerca di salvare i gioielli. Tra parentesi indossa dei preziosi orecchini dorati che le stanno d’incanto e reclama i suoi fastosi manti ed abiti da sera con il suo corteggio di suddite fedeli.
Arriviamo subito al nodo centrale della pièce: la regina ha un pargoletto, neonato. Cosa ne farà? Si fa avanti Groucka la cuciniera che si propone di custodirla. E così sarà! Povera Groucka! Ne passerá di tutti i colori. L’attrice che la interpreta, Elodie Bouchez non solo é bella ma anche valente e ha un volto su cui passano emozioni di purezza, di scontento, di paura e un non so che di infantile dolcezza. Con il suo innamorato si giurano eterno amore; li divide un fiume, lei con il bambino, lui parte per la guerra e Groucka gli giura eterna fedeltá. Ci sará anche una sorta di girotondo degli attori che si muovono con un’incantevole muta grazia. Sembrano a volte disegnare sul palco una sorta di dipinto. Groucka comincia a vagare per una foresta: foglie arancioni, marron glacé per terra e tronchi di alberi profilano la scena. Si ricorda il décor di Un sogno di mezza estate, precedente lavoro del regista. Ed ecco la fanciulla con il pargolo si imbatte in una casina geometricamente disegnata con le sue belle asticelle chiare di legno. Là dentro un uomo che mangia la sua zuppa e non vuole essere disturbato. La donna ode il vagiti del bambino e commossa aiuterà Groucka e il bimbo. In breve Groucka dopo si ritroverà sposata con un vecchio signore decrepito che giace sul letto di morte. Già circolano i dolcetti per la festa funeraria ! Ma beffardamente Brecth fa resuscitare il morto che in realtà era solo assopito nella sua veste bianca da notte i lunghi capelli ispidi. Si leva e si trova sposato con una giovane donna. Scene ilarantj e grottesche di lui in una tinozza piena di schiuma che fa il bagno aiutato dalle sue domestiche. Situazione precariamente stabile per Groucka! Poi vedremo valige e scatole marroni chiare sulla destra a significare le peregrinazioni e gli spostamenti dei personaggi. Udiremo poi pronunciare la frase ” L’inverno più lungo bisogna che mascheri l’arrivo della primavera “. É cosi: siamo in una sorta di stagione cupa prolungata.

Ci sarà poi come uno scoppio di scintille: l’entrata in scena dello scrittore che se ne sta in una casetta sugli alberi ed emette qualche sentenza qua e là quando è interpellato mentre legge e bruscamente risponde con voce buffa ai suoi interlocutori che stanno ai piedi dell’albero. É interpretato dalla frizzante, androgina, bravissima Valérie Dashvoood che finirà per scendere dall’albero e che dopo svariate acrobazie e confronti aspri con i paesani, finirà per ricoprire il ruolo del giudice Asdek. Con la sua bella cappa rossa bordata di ermellino. All’inizio incorrerá in aberrazioni e paradossi, ma come lui dice: Il tempo non sta nei suoi confini, ma é il nostro tempo. Vedremo poi il figlio della contesa al centro della scena divenuto adolescente con una capigliatura color arancio attraversare la scena intonando canti inglesi.
Poi si avanzerá nello spettacolo e sará chiara l’analogia della piéce con la parabola del re Salomone nel contesto delle lotte sociali dell’epoca di Brecth. E il ruolo di Asdak nella sua bizzarra importanza ( il saggio, l’intellettuale del villaggio) e debolezza ( forse proprio per questo ) sarà decisivo ..Saprá incarnare il ruolo che il popolo gli attribuisce, subirà angherie,patteggiando con il suo mantello svolazzante e impersonerá il giudice che per un lungo momento sembrerà occupato e scocciato per affarucci, continuamente assalito da clienti, postulanti di vario tipo. Valérie Dashvoood ha saputo fare di questo ruolo una vera tavolozza di colori. E saprá portare una vis comica e grottesca nel suo ruolo. Poi ci sarà la drammatica contesa finale dell’assegnazione del figlio a una delle due donne. Se darlo alla madre che nel frattempo risorge bella altera o a Groucka che ama veramente il figlio,l’ha curato e l’ha salvato da mille pericoli. Adzac farà disegnare a terra un circolo bianco e fará mettere il figlio al centro. Chi delle due contendenti lo tirerà di più, rischiando di sfracellarlo, vincerá .Aldilà di ogni truce aspettativa, Groucka, la modesta, appassionata Groucka dalla alta fronte aggrottata lascerà il bambino smettendo di tirare .La vera madre perplessa coi suoi orpelli e la sua bellezza altera resta immobile ed esterefatta. Ma l’intrepido Adzak in un bagliore di secondo capisce che cosa deve fare :attribuisce il bambino a Groucka, la vincente di sará Groucka. Tutto lo spettacolo è un continuo interrogativo in cui si intessono i motivi della fratellanza e della solidarietá nell’orrore della guerra.
Sul programma di sala si legge la frase di Brecth:
Retenez l’avis :
Que toute chose au monde révienne à ceux qui lui sont utiles:
L’enfant aux êtres maternels pour qu’ils grandidsent bien.
La voiture au bon conducteur que sans heurte soit le chemin.
La vallée aux irrigateurs ,pour qu’en fruits elle soit sensible.
Grandi applausi,spettacolo riuscitissimo.Da vedere assolutamente fino al 20 febbraio.















