Edouard III
texte Shakespeare
traduction Jean-Michel Déprats, Jean-Pierre Vincent
mise en scène Cédric Gourmelon
Con Zakary Bairi, Laurent Barbot, Jessim Belfar, Vladislav Botnaru, Guillaume Cantillon, Victor Hugo Dos Santos Pereira, Vincent Guédon, Manon Guilluy, Fanny Kervarec, Christophe RatandraTraduzione Jean-Michel Déprats, Jean-Pierre Vincent
Assistente alla regia Louis Berthélémy
Collaborazione con la drammaturgia Lucas Samain
Scenografia Mathieu Lorry-Dupuy
Suono Julien Lamorille
Luci Marie-Christine Soma
Costumi Sabine Siegwalt
Lavoro sul corpo Isabelle Kürzi
Maestro vocale François Gardeil
Costruzione della scenografia Les Ateliers du Théâtre du Nord
Prodotto da Comédie de Béthune – CDN Hauts-de-France.
Coprodotto da La Comédie de Reims – CDN, Théâtre de Chartres.
Con il sostegno del Fondo per l’integrazione dei giovani attori ESAD – PSPBB, del programma di integrazione dell’École du Nord e il sostegno della Regione Hauts-de-France e del Ministero della Cultura.
Con la partecipazione artistica del Jeune Théâtre National.

Brillante messa in scena del regista Cedric Gourmelon e smagliante recitazione della sua troupe al Théâtre de la Tempête alla Cartoucherie di Vincennes
Edoardo, il giovane Zaccary Barii é un giovane uomo che districandosi, all’interno della sua complicata famiglia regale, appoggiato dalla stessa o dai suoi nemici arriverà a ricoprire l’alta carica nobiliare di principe. Interpretato benissimo dal giovane comédien . Attraverseremo la brumosa vicenda dello scontro tra le due grandi potenze Inghilterra e Francia che Shakespeare scrisse nel 1591. All’inizio il re d’Inghilterra Edoardo III ( Vincent Guédon) a cui é intitolata la piéce si troverà alle prese con la conquista di un castello importante per la sua avanzata guerriera, il Castello di Salinsbury. Si imbatterá sulla soglia della porta di tale maniero, inquadrata da un rettangolo di luce chiara ,in una visione di rara bellezza e di grazia, la contessa, (Fanny Kerrarec ).

Incomincia un duetto che inchioda sulla poltrona lo spettatore per la complessità dei sentimenti che si sprigionano e dei giochi necessari per difendersi e conquistare. Sottomissione apparente e dominio che può decidere anche l’innominabile, il peggio da parte di Edoardo III .E invece no, la Contessa saprà tirarsi fuori da questo corteggiamento serrato e pieno di trappole e il re dopo raggiri che coinvolgono altri illustri personaggi finirà per essere felice di ciò che la contessa gli fa accettare. Le parole di Shakespeare sono cesellate da una fluidità poetica, di un ardore impensato e forse impensabile nelle commedie di oggi. Rude e crudele é la bellezza e la sincerità stravolta del re di fronte a un sentimento che lo colpisce all’improvviso come la ritrosia affascinata della contessa sono musica per l’orecchio dello spettatore. Shakespeare ha saputo trovare parole e fraseggi davvero unici.
Dopo questa prima parte assai coinvolgente assisteremo a consigli di guerra e battaglie crudelissime che sapranno catturare altrettanto potentemente l’attenzione dello spettatore. Le due potenze si scontrano duramente, sbagliando sovente tattica. Emergeranno accentuati e leggermente caricaturali i caratteri dei due popoli all’epoca. Troppo rudi gli Inglesi e troppo eleganti i Francesi. Shakespeare sapeva ovviamente da che parte stare essendo lui stesso inglese e rendendo i fatti storici in versi sublimi. La scena sul palco della Tempête delle battaglie sarà visivamente elegantissima: soldati, capitani e generali si muovono fluidamente coperti a volte da cortine di fumo chiaro poi tenebroso. Sembrano danzare talvolta. Gli urli g li strepiti e le battute che si scambiano, l’orgoglio mostruoso che emerge nel loro dire e nell’offendersi l’un l’altro pronti a ritirarsi, a tentare di negoziare, a patteggiare risuona in repliche sferzanti, a volte selvagge, come educate quando si ritraggono. Un autentico capolavoro il testo, riscoperto dal regista e grande prima europea lo spettacolo mai rapresentato in Francia.
Da vedere senza esitare fino al 22 febbraio .







