Con la rappresentazione della commedia Don Gervaso parroco per caso di Loredana Cont a cura della Filo di Fondo della val di Non di sabato 1 novembre, si è conclusa la rassegna di teatro amatoriale Ottobre a teatro 2025, promossa a Riva del Garda dalla compagnia I Sarcaioli.

Sei rappresentazioni con protagoniste le compagnie di teatro amatoriale del circuito trentino Co.F.as hanno animato i sabati di questo inizio autunno e ospitate tra le due sedi che a Riva del Garda riescono ad ospitare eventi teatrali, il teatro dell’Oratorio Don Bosco che per 3 edizioni ha accolto la rassegna, e la rinnovata sala della Comunità che, messa a norma anche come teatro, ha nuovamente riacquistato la sua funzione teatrale, con capienza maggiore rispetto al funzionale, ma più raccolto, teatro dell’Oratorio. Già perché il problema per gli organizzatori era quello di non riuscire ad soddisfare tutte le richieste da parte del pubblico potendo contare già sul tutto esaurito per abbonamenti. Un successo quello del teatro amatoriale vitale in Trentino perché coordinato e sostenuto dalla federazione delle compagnie amatoriale Co.F.As, ma che sta recuperando vitalità anche in varie parti della penisola. Nello specifico, a Verona dove il teatro Camploj ha una sua propria stagione di filodrammatici sia in lingua che in dialetto, in Toscana dove il coordinamento dei teatri minori è attivo nei piccoli e medi centri nel sostenere piccole produzione e non solo nel periodo carnevalesco, o nel Genovese dove è ancora viva la tradizione del teatro di Gilberto Govi. Dove esistono autori forti e una tradizione radicata il teatro amatoriale e dialettale resiste come momento di impegno nei confronti della propria comunità e capace di raccogliere presenze. Sono le compagnie che animano ancora gli spazi dei teatri di paese, spesso teatri parrocchiali di antica tradizione, luoghi deputati alla pratica delle filodrammatiche come luoghi di incontri e di socializzazione, recuperati all’uso pubblico.

Spettacoli con tanti personaggi e poche scene, che si montano velocemente che viaggiano nel furgone di qualche attore. Spesso viene considerato un teatro che fa ridere, ma i testi si sono evoluti nel corso degli anni come si è trasformata la società che si rispecchia nei testi e riflettono su una umanità in evoluzione. Compagnie che sono anche supportate nel Trentino per la regia da professionisti proprio anche per offrire quel tocco di professionalità e di crescita artistica ad un lavoro essenzialmente condotto da volenterosi.
Prova di questa varietà di stili la stagione di Riva del Garda con i suoi titoli che riflette anche lo stato di salute dei questo patrimonio culturale. Presente con due commedie l’autrice Loredana Cont che tra il serio e il facezio gioca tra cronaca (l’invasione di conigli al cimitero di Trento con Tra i lumini e i fiorelini) e gli equivoci del travestimento e scambio di persona (Don Gervaso parroco per caso).

Per il resto ci si affida alla capacità di scrittura dei singoli autori con trame classiche , rivedute e corrette, o situazioni quotidiane che abilmente intrecciare riescono a far ridere e anche a sorridere di propri vizi e virtù.
Gran lavoro per I Sarcaioli con la loro nuova commedia Le tre Marie di Valerio Di Piramo per la regia di Michele Comite di Trento) e Daria Ricci responsabile del gruppo teatrale attrice lei stessa storie di 4 donne zitelle (tre si chiamano Maria) che si trovano alla mercé di un evaso che si rifugia in casa loro, che alla fine non trova di meglio che rientrare in galera per trovare un pò di tranquillità, travolto dall’impeto focoso delle “tre Marie”. Si ride da doppi sensi, paradossi, mascheramenti e tutto quanto fa teatro, tra cui anche l’abile gioco di entrate e uscite dalle varie porte che costituiscono la semplice ed efficace scenografia di cartongesso.
Realtà culturali che riescono ancora ad aggregare pubblico eterogeneo pur nella difficoltà di reclutare nuove generazioni di attori.







