Riva del Garda – Sala Garda – Palazzo dei congressi
martedì 27 Gennaio 2026. ore 21.00
Stagione prosa 2026
MULTIVERSOteatro in collaborazione con CSC e PACTA
Dalser. La Mussolina
Drammaturgia: Angela Dematté
Regia: Michela Embrìaco
Con: Michela Embrìaco
Scenografie e costume: Giusi Campisi
Progetto sartoriale: Lea Lausch GelZun
Partitura luci: Mariano de Tassis
Musiche originali: Adele Pardi e Stefano Artini
Sound Design: Stefano Artini
Visual art e fotografia: Pierluigi Cattani Faggion
Tecnica: Luca Brun
Spettacolo promosso per la Giornata della Memoria presentato nella stagione di prosa per Riva del Garda da Trentino Spettacolo. È la notte tra il 15 e il 16 luglio 1935. Ida Dalser, appena fuggita dal manicomio, da sola, di notte, percorre la strada che da Pergine Valsugana arriva alla casa di sua sorella, a Sopramonte, piccola frazione di Trento. Come in una fiaba nera, attraversa un bosco e tesse il suo finale grandioso: a casa della sorella troverà il suo amore, Benito Mussolini, che la salverà. Così devono finire le storie. In un flusso di coscienza che procede senza pause ripercorre la sua vita e immagina una realtà parallela, molto lontana da quella che la porterà alla morte da lì a un paio d’anni.
Ida Dalser, considerata la prima moglie di Benito Mussolini, fu fatta internare da lui – e dal regime – in manicomio, dove morirà nel 1937. Come mai una donna affermata come lei, che da Sopramonte arriva ad aprire un importante centro estetico a Milano, vende tutto per amore di Mussolini? Cosa vede in quest’uomo per sacrificare tutto a lui e perché molte donne hanno il desiderio di trovare un uomo in cui annientarsi? Da dove arriva questo desiderio? E così un pezzo di storia nazionale italiana transita da un piccolo borgo delle montagne trentine, Ida Dalser, cittadina austriaca conosce Benito Mussolini, socialista nel momento in cui da socialista giornalista dell’Avanti! diventa interventista fondando il proprio giornale Il Popolo d’Italia, proprio con i soldi della Dalser. Un Mussolini doppiogiochista con le sue donne, Ida sposata a Sopramonte e da cui ebbe un figlio Benito Albino, e Rachele sposata in chiesa. Le due si troveranno in Ospedale nel 1917 contendendosi il presunto marito. Storia inquietante che portò la Dalser a scontrarsi con le gerarchie fasciste e ad essere internata in manicomio dapprima a Pergine in Trentino poi a Venezia dove morì nel 1937. “Delitto di regime” venne da più parti indicato.

L’autrice Angela Demattè, trentina, ci presenta una storia scomoda in tutti sensi, come scomode le sue storie di donne trentine portate sulla scena. L’attrice Michela Embriaco ha dato voce alle angosce della Dalser in un intenso monologo introspettivo . Non è narrazione ma un percorso interiore su questa esistenza complicata e disastrata nell’illusione dell’uomo della sua vita, travolta da stress e ripudio. Dare voce a chi le è stata tolta: ecco la metafora di un palco pieno di aste di microfono come una gabbia che mano a mano vengono spostate dalla protagonista per avere uno spazio in cui trovare memoria a questa vicenda che da privata diventa politica e storia. La partitura di luci monocromatiche bianche a cura di Mariano de Tassis e le musiche originali di Adele Pardi e Stefano Artini hanno contribuito a rendere lo spettacolo come un girone infernale in cui l’anima dell’ Ida Dalser è precipitata. Notevole l’inserimento foto di Pier Luigi Faggion a sfondo della narrazione del frontone piacentiniano del Tribunale di Bolzano. Visto il contesto ci si sarebbe aspettato più gente e più giovane rispetto al pubblico presente che ha accolto comunque con cordialità la proposta, ma nulla di più.

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Federica Fanizza
Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013), Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019), Teatri Emilia Romagna (Corsaro, 2016) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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