di Costanza Pozza
Roma, Teatro di Documenti
Venerdì 6 febbraio ore 20.45
Sabato 7 febbraio ore 19
Amori e No di Cecilia LavatoreA pochi passi dalla fermata metro Piramide, in un luogo altrettanto speciale nel cuore di Testaccio: Teatro di Documenti,  ho avuto il grande piacere di assistere ad Amori e No, lo spettacolo di Cecilia Lavatore un testo che ha vinto il premio SIAE 2025
Un’ora di spettacolo e il desiderio di portare indietro le lancette dell’orologio si fa intenso quanto le parole, i movimenti, i sorrisi e le lacrime di Cecilia.
Sessanta minuti percepiti come sessanta secondi, durante i quali l’autrice è stata in grado di rubare una risata spontanea, di far cadere una lacrima di introspezione e di costringere lo spettatore, inchiodato alla sedia, a connettersi con le proprie emozioni passate, presenti e future.

La profonda connessione che si crea con le parole di Cecilia nasce non solo dalla sua capacità di entrare nel cuore e nella mente dello spettatore, ma anche dallo spazio teatrale stesso: un ambiente democratico che, senza un palco, annulla le distanze tra artista e spettatori. A questo si aggiunge l’architettura del luogo, una grotta onirica dalla candida e calda essenzialità, che amplifica l’intimità dell’esperienza.

Alle sue spalle, oggetti personali diventano strumenti narrativi, per accompagnarci nella sua vita e nei suoi ricordi. Le poesie, spesso recitate a ritmo quasi cantato, si alternano a momenti di danza e di connessione diretta col pubblico. Cecilia ti guarda negli occhi, mentre ti racconta la storia del padre che le insegna ad andare in bici e ad allacciarsi le scarpe, o quella della nonna che, a 101 anni, “è ancora capace di intendere e di volare”.
Inizia un’altra poesia spruzzando il suo profumo, che arriva fino al naso dello spettatore in prima fila e crea un’ulteriore connessione sensoriale. Le parole diventano così vere, reali, tangibili e persino “fiutabili”. Poi prende la macchina da scrivere per raccontare della madre, scrittrice anche lei, della famiglia e soprattutto delle donne della sua vita. Il femminile emerge come un filo rosso che collega tutte le storie narrate in forma di poesia, o come direbbe Pasolini in “forma di rosa. Perché petalo dopo petalo, facendo “m’ama non m’ama”, Cecilia si spoglia e si mette a nudo davanti al pubblico.

Ci parla di una ragazza che ha ancora “la placenta attaccata”, che vorrebbe diventare “una strega senza cuore” pur restando in attesa di qualcuno; della vita di “un’aspirante adulta”. E in questo flusso di parole riesce a sciogliere nodi emotivi che lo spettatore portava con sé prima ancora di entrare a teatro. Li allenta ricordandoci che, ragazza,  donna, “non sei sola” e conclude lo spettacolo seduta a terra con un monologo rivolto a se stessa, ma allo stesso tempo, a tutte noi. Amori e No è un flusso di coscienza al femminile, accessibile e vicino, che permette a chi lo ascolta di riconoscersi profondamente in ogni parola di esperienza di vita.
È poesia performativa: un modo di rendere una forma di scrittura tradizionale fresca, viva e stimolante, strappandola alle pagine dei libri e ai banchi di scuola. E in questo panorama Cecilia Lavatore è uno dei volti più emblematici di questa emergente forma d’arte.
Scambiando due parole a fine spettacolo, Cecilia ha anticipato che il 14 febbraio, da vera romantica, uscirà il suo nuovo volume con all’interno le poesie recitate durante lo spettacolo. Un motivo in più per consigliarvi caldamente di fare un salto in libreria.

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