di Costanza Pozza
Roma, Teatro Trastevere, dall’8 all’11 maggio 2025
DECLINAZIONI D’AMORE
Dall’8 all’11 Maggio al Teatro Trastevere di Roma si è svolto Declinazioni d’amore, uno spettacolo teatrale scritto da Franca de Angelis e diretto da Miranda Angeli con la giovane compagnia di attori: Alessandro Pazzaglia, Alessia Filiberti, Andrea Lami, Giulia Sanna, Michele Dirodi e Vittoria Vitiello.
Sulla scena ci sono un tavolo e quattro sedie di legno, le pareti della ribalta sono tappezzate di quadri astratti e colorati e quando le luci si accendono, parte la musica, Whitney Houston e Celine Dion, e al contempo entrano in scena i sei personaggi che cantano e ci introducono immediatamente nella comfort zone della commedia divertente e spiritosa. Ma la peculiarità di questo spettacolo è lo switch tra momenti di risate a crepapelle e dialoghi di estrema e profonda tristezza, che gli attori sono in grado di trasmettere, strappandoci un sorriso e velandoci gli occhi di emozione, il tutto intercalato da monologhi della voce narrante e da un’avvolgente colonna sonora jazz. Una commedia drammatica, si, perché il veloce passaggio dalla frizzante ironia all’umana sofferenza è quello che ci conquista e ci coinvolge a pieno. Le riflessioni sull’amore sono tante, dei veri flussi di coscienza messi in scena dai personaggi, come il concetto di paura e amore, di timore e forte desiderio, due voci che convivono insieme nella mente di Pietro; oppure di anima gemella versus amore violento e possessivo, raccontato attraverso la storia di una donna che ha sacrificato la sua libertà, perdendo se stessa e non trovandosi più nemmeno nel riflesso dello specchio, perchè forse ci ha creduto troppo? o perché semplicemente ha confuso la sua ricerca dell’amore con il possesso da parte dell’altro?

Poi il cambio repentino: la storia di Ada e Pietro che ci fa ricomporre sulla sedia; andare a convivere dopo soli sei mesi o mantenere la propria giovane libertà? e quindi, lasciare entrare la nostra papabile anima gemella nel nostro nuovo monolocale appena arredato o tenerci la chiave e fare un po’ da lui e un po’ da noi? In queste scene le emozioni prendono vita e parlano ad alta voce, ricordandoci i commenti interiori dei protagonisti della commedia Follemente di Paolo Genovese o ancora di più il cartone animato Inside out.
Ancora una volta le coppie ci portano a riflettere se esista veramente un tempo massimo dell’innamoramento. Insomma l’amore ha una data di scadenza come una scatola di uova? Dopo due anni dobbiamo lasciare il nostro compagno perché altrimenti lo farà lui al posto nostro?

E infine la storia che apre e chiude il sipario, quella di Sandra e Luca, dell’amore e della malattia, che ci fa sprofondare nel dramma intimo e trattenere le lacrime e ci fa interrogare se veramente esista l’amore anche dopo la morte. Se la speranza nelle parole di Luca, “tu pensi e io ascolto”, di poter connettere mente e anima per parlare con la sua amata anche se tutto dovesse finire, potrebbe rendere l’amore immortale anche di fronte al sonno eterno? Da ultimo la scena finale ci conduce a ragionare su come l’amore in fin dei conti possa essere piuttosto riservato, senza fiocchi e striscioni, ma, per citare le parole dei protagonisti, è quello di quando sei in fila alle poste e ti ricordi di amare il tuo lui o la tua lei; quello che arriva da vecchi; forse anche quello senza sesso perchè ci si vuole troppo bene…Un’ottima ricetta di emozioni, piccoli gesti e pensieri detti ad alta voce, che non ci danno delle risposte, ma che sicuramente ci portano a scandagliare dentro di noi, tanto da non sembrare nemmeno di stare a teatro, ma nella propria testa o in quella di qualcun altro. Declinazioni d’amore, un titolo che esprime a pieno la forza di questa rappresentazione, così reale da dare ad ognuno di noi la possibilità di ritrovarsi e di riconoscersi in piccoli pezzi di vita riprodotti sul palco. Un’alternanza di emozioni, esattamente come le montagne russe, che alla fine sono come l’amore o magari anche no. Se l’obiettivo dello spettacolo era regalare al pubblico un’ora e poco più di relax e svago non banale, ma sagace e brillante, è stato pienamente raggiunto.















