di Costanza Pozza
Roma Teatro Trastevere, Sabato 27 settembre alle 21
E fummo vivi
scritto e diretto da Veronica Liberale
Scenografie: Maria Grazia Iovine. Luci e fonica: Davide Calvitto
Assistente alla regia: Elena Tomei.
Con Veronica Liberale, Fatima Alì, Camilla Bianchini, Fabrizio Catarci, Guido Goitre, Marco Zordan, Romina Bufano
Lasciare la biancheria con scritta "Esisto Perché Resisto" appesa a fili ad arte, come opera di protesta e arte contemporanea, con messaggi di resistenza e resistenza sociale.
San Lorenzo al Teatro Trastevere con lo spettacolo teatrale E Fummo Vivi. L’alba della resistenza, scritto e diretto da Veronica Liberale, assistente alla regia Elena Tomei, con Fatima Ali, Camilla Bianchini, Fabrizio Catarci, Guido Goitre, Veronica Liberale e con la partecipazione canora di Romina Bufano e Marco Zordan. “La giornata è lunga e i panni non si lavano da soli”
Pensatrice femminile in scena con vestiti semplici, cappello blu e grembiule bianco, durante rappresentazione teatrale, con elementi scenici minimalisti, in un’atmosfera drammatica e intensa.
Così inizia la storia di Pina, tenace lavandaia che affitta una stalla e la trasforma in una casa dove ci vivono gli ultimi degli ultimi. Qui il tavolo è letto, ferro da stiro, piano da cucina e da ristoro; dietro un lenzuolo appeso un’altra famiglia trova riparo.
Sono quelli di San Lorenzo fuori le mura, e fuori dal mondo, che però fanno di tutto per resistere a una vita di privazioni e difficoltà, ma non solo. Resistono ai fascisti che, come una nuvola nera, stanno arrivando per oscurare il cielo del quartiere. Spari, sangue e tumulti. La figlia di Pina, Maria, è la prima a ribellarsi perché “Se tutti scappano chi resta a lottà?”. La giovane rifiuta una vita di lavoro sfinente, leggendo in segreto romanzi e scrivendo poesie su scampoli di stoffa. La sua ribellione non è solo fisica: sceglie le parole al posto delle armi, la carta alle pallottole e l’inchiostro invece del sangue.
E quando i fascisti arriveranno a San Lorenzo, l’unico quartiere di Roma bombardato durante la seconda guerra mondiale, i primi a morire saranno operai, massaie, figli di nessuno dimenticati da tutti e dalla storia, che però sono così uniti che “neanche il piombo dei fasci ce scocciò”.
Una donna e un uomo interpretano una scena teatrale, ricordando un classico di Gianni Rodari, con un'atmosfera coinvolgente e ricca di emozioni sul palco.
Lo spettacolo cita le vie, le piazze, i luoghi e i personaggi riportandoci nella San Lorenzo del 1921, spaventata, impaurita, ma consapevole che ciò che aleggiava nell’aria era un presagio funesto, nero, un’altra maldetta guerra e un potere violento che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’Italia. Intercalato dal Sor Capanna che con i canti in dialetto romano fa prendere respiro allo spettatore, lo commuove e lo fa sentire parte della storia di un quartiere che ha sempre combattuto per resistere –- e che oggi esiste proprio perché ha resistito.
Chitarrista di strada con chitarra acustica suona musica all'aperto, atmosfera artistica e spontanea, musica dal vivo in spazi pubblici, arte urbana, performance musicale di strada, cultura musicale italiana. Denuncie, teatro, scena, attori, arti performative, Artesnews.
Questi racconti parlano di fatti accaduti più di cent’anni anni fa, ma ancora attualissimi.
In un mondo in cui i mezzi per fare la guerra sono cambiati, ma i bambini, gli innocenti, gli ultimi degli ultimi sono ancora quelli che perdono la vita ingiustamente e senza motivo. Questa pièce è un inno alla parola e alla poesia, come spiega l’autrice: un insegnamento su come la resistenza possa avvenire in mille modi diversi, non solo attraverso la violenza, ma grazie alle parole, alla nostra voce, all’arte e alla poesia.

La Città di Tutti è un progetto sostenuto dall’Assemblea Capitolina e promosso dall’Associazione culturale Teatro Trastevere insieme al collettivo di artisti nato attorno al progetto teatrale Il mio segno particolare.Il progetto darà vita a una rassegna che animerà il Teatro Trastevere e alcuni luoghi del quartiere, dal 26 settembre al 15 novembre: spettacoli, laboratori, incontri con le scuole e visite guidate, per diffondere un messaggio di pace e di “chiamata alle arti”.

 

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