di Walter Sirsi
Rovereto, Teatro alla Cartiere, 12 febbraio, ore 20.30
Flyover country
Di Riccardo Tabilio
Regia Silvio Peroni
Con Alice Conti, Gabriele Matté, Emanuele Cerra
Scenografia, grafiche e video Lorenzo Zanghielli
Light designer Alberto Salmaso
Costumi Lucia Menegazzo
Musiche Oliviero Forni
Organizzazione Marco Cimonetti, Elisabetta Bianchi
Ufficio stampa Chiara Marsilli
Foto Marco Pieropan
Video Roberto Gallina
Produzione Evoè!Teatro
Con il contributo di Fondazione Caritro, Fnsv – Ministero della Cultura, PAT – Provincia Autonoma di Trento
Flyover Country è un attraversamento teatrale degli Stati Uniti profondi e dei territori dimenticati della Rust Belt. Aree soprannominate dagli abitanti delle metropoli atlantiche e californiane flyover states: posti dove non andare. Posti da sorvolare, da guardare dall’alto per il tempo di un volo coast-to-coast. Nello spettacolo tre interpreti danno voce a una coralità di personaggi, per evocare una storia ispirata a fatti reali: gli attentati alle infrastrutture elettriche compiuti da movimenti accelerazionisti di estrema destra.

Lo spettacolo prende spunto da Hillbilly Elegy di J. D. Vance (oggi vicepresidente americano e strenuo sostenitore di Donald Trump) per raccontare, da una prospettiva critica, l’America bianca, marginale, armata e rabbiosa. Un’America che ha interiorizzato e diffuso il sistema economico che oggi la abbandona. Flyover Country guarda al cielo sopra l’America, alle sue promesse infrante, e si interroga su quali siano, di qua dall’oceano, le nostre terre da sorvolare. Le terre lasciate indietro, sconfitte, rabbiose.

Uno spettacolo spiazzante, che racconta l’America degli emarginati, di quelli che non si muovono dal proprio territorio per non subire le influenze dei media progressisti. Una scena interpretata in maniera ottima, ritmo e dialoghi incalzanti, con una scenografia scarna ma…un piccolo tabellone elettronico che scandiva il tempo dei dialoghi, in modo che lo spettatore capisse il perché di quella situazione, scavando già dall’infanzia e dai segreti familiari. Bello e intenso, e i tre attori ottimi, la colonna sonora e l’impianto scenico (la nebbia che incalzava i protagonisti) di sicuro impatto. Evoè non sbaglia un colpo, e rimane un piccolo (o grande,se volete) diamante della scena teatrale Trentina.






