di Walter Sirsi
Giovedì 5 febbraio 2026 – ore 20.30 | Teatro di Meano
Stagione in abbonamento, Teatro Professionale
Una settimana di bontà 1975
di Tonino Conte
regia Emanuele Conte
con Ludovica Baiardi, Raffaele Barca, Christian Gaglione, Charlotte Lataste, Antonella Loliva, Marco Rivolta e Matteo Traverso
musiche Marco Rivolta
movimenti coreografici Emanuela Bonora
produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse

Sulla scia dell’omonimo volume di Max Ernst dei primi anni 30 – libro d’artista per immagini fortemente provocatorio e sovversivo del senso comune – Una Settimana di Bontà 1975 nasce come provocazione fin dal suo titolo, promettendo una atmosfera che viene demolita scena dopo scena, per dar vita ad un compendio spassosissimo dell’umana ferocia. Un testo lucido, inusuale, incalzante ed estremamente comico, attualissimo nel mantenere un distacco costante, una “giusta distanza” che riconsegna un periodo plumbeo e contraddittorio della nostra storia senza mai farsene travolgere. Sette giornate in pieno stile teatro dell’assurdo si inseguono a gran ritmo, senza una logica apparente; sette quadri di battute fulminanti compongono un album spietato di quegli anni e delle loro ipocrisie, contraddizioni e continui inciampi. Uno sguardo senza sconti sulla realtà, sui volti della strada , sugli interni delle case ma, anche, un modo di fare teatro di Emanuele Conte con un gruppo di giovani attori su un palcoscenico in cui tutto viene svelato e mostrato.
Un testo dello storico fondatore del Teatro della Tosse di Genova messo in scena dopo 50 anni. Teatro corale.
ll Teatro della Tosse non smette di stupire!
Giovani talenti coltivati chi in casa, chi importati, bravissimi e felici di salire sul palco.
Una commedia tirata fuori dal cassetto dopo 50 anni, ma ancora attuale per tutti i suoi temi: giovani che non sanno come far passare le giornate, annoiandosi.
Anziani che cercano di ravvivarle con improbabili rapimenti, macellai che sembrano dei capitalisti uccisi per un nulla, dinamitardi in erba che non ritrovano parti del corpo del rapito. Insomma, tutto nuovo ma anche un po’ antico. E questi ragazzi che ce la mettono tutta e forse anche di più, si sentiva in platea la loro amicizia e vivaddio !!!
Insomma, da vedere e applaudire, con questi camerini a vista direttamente sul palco, i cambi di abiti dal vivo, le battute trascinanti. Bravissimi, spero di rivederli con altri loro lavori quanto prima.

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