di Walter Sirsi
Trento, Teatro Portland, 9 maggio 2025, ore 20.30
Open Mike/ Microfono aperto
collaborazione tra Arditodesio, Università di Trento e Teatro Portland
Coordinatore del progetto Andrea Brunello con Elisa Facem, assegnista di ricerca presso il dipartimento di biologia integrata dell’Università di Trento.
Serata arricchita dalle note di Jacopo Candela in arte Candirù
Al teatro Portlant tornano i ricercatori dell’Università di Trento per raccontare storie di scienza ed esperienze umane. Scienziati in veste inedita, perché vanno ad esplorare il loro lato omano. Le storie sonon frutto di un percorso laboratoriale e mescolano la ricerca scientifica con grandi temi universali ed esistenziali. L’obiettivo è quello di sorprendere ed affascinare per generare nel pubblico curiosità attorno a temi scientifici di impatto sociale e civile.
Ecco le trame scientifiche disvelate al pubblico.
Alessandra Marzadri: Sì Viaggiare
Forse non tutti sanno che nella nostra vita spesso sperimentiamo in prima persona la teoria del caos secondo cui “piccole variazioni delle condizioni iniziali producono grandi variazioni nel comportamento del sistema a lungo termine”
Che in Giappone in alcuni posti si fuma ancora in alcuni locali loschi, mentre nei bagni pubblici si possono premere dei tasti per far partire le musichette quando non si vuole essere sentiti nel momento del bisogno
Roberta Capelli: Una “p” di troppo
La Commedia di Dante è stato un vero best seller nel Medioevo. Oggi conosciamo solo 580 manoscritti integrali e 200 frammenti, ma gli studiosi stiano che le copie in circolazione dovessero essere non meno di 7 mila.
La Lampada Wood prende il nome dallo scienziato statunitense che la inventò all’inizio del Novecento. la sua luce ultravioletta eccita i pigmenti fluorescenti e fosforescenti delle superfici e rende visibile ciò che invece non lo è ad occhio nudo: infezioni da funghi, colonie di batteri, banconote false e …la scrittura cancellata sulle pergamene e i papiri
David Macii Forse non tutti sanno che…
L’individuazione di anomalie e difformità ha talvolta portato a nuove scoperte scientifiche, come nel casi di Lord Rayleigh. Quando nel 1892, il fisico inglese Rayleigh pubblicò su Nature l’articolo Density of Nitrogen, non poteva immaginare che quell’articolo, in cui arrivava addirittura a chiedere l’aiuto dei lettori per cercare una spiegazione ai dati anormali che aveva raccolto, gli avrebbero valso il Premio Nobel. Rayleigh voleva misurare la densità dell’azoto e non capiva perchè l’azoto ricavato dall’aria risultava sempre leggermente più pesante rispetto all’azoto puro. Ci vollero due anni di ricerche ed il supporto del chimico William Ramsay per scoprire che la maggiore pesantezza era dovuta a tracce di un altro gas nobile inerte del tutto sconosciuto fino allora e cioè l’Argon. Questa storia ci ricorda che dalla nascita del metodo scientifico e dall’utilizzo della statistica per supportare i risultati, la ricerca scientifica e i processi industriali sono stati guidati da un costante confronto tra ciò che è atteso, la “normalità” e ciò che non lo è, l’anomalia.

La capacità di essere esperto nella comunicazione scientifica perché, oltre ad essere attore, Andrea Brunello è anche un fisico, ha permesso al direttore del Teatro Portland di saper mettere insieme racconti, tra scienziati professori ed essere trattati con leggerezza e ironia. Il pubblico partecipe alla fine dello spettacolo si faceva domande tipo: allora sono come noi, allora studiare non è solo imparare la lezione e scoprire nuove teorie, ma riuscire a mettere in pratica il binomio scienza-problemi pratici?
Questo lavoro è frutto di un laboratorio dove tutti i lunedì sera (con porte aperte per chi vuole sentire e suggerire)questi “testoni”, parlano e si confrontano per poi esibirsi (con molta emozione e ironia, devo dire), in pubblico. Bell’esperimento e ottima idea. E un bravi, bravissimi tutti. E la leggerezza la si lascia all’ ottimo l’accompagnamento musicale di Candirù.







