di Gianluca Macovez
Udine, Teatro ‘Giovanni da Udine’, 29 novembre 2025
AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
commedia musicale di Garinei e Giovannini
scritta con Jaja Fiastri
musiche di Armando Trovajoli
liberamente ispirata a After me The Deluge di David Forrest
Giovanni Scifoni Don Silvestro
special Guest Lorella Cuccarini Consolazione
Marco Simeoli Sindaco Crispino
Anna Di Matteo Clementina
Francesco Zaccaro Toto
Francesca Nunzi Ortensia
Alessandro Di Giulio Cardinale
ensemble :
Chiara Albi, Simone Baieri, Vincenza Brini, Nico Buratta, Giuditta Cosentino, Kevin Peci, Eleonora Peluso, Annamaria Russo, Ylenia Tocco
“La Voce di Lassù” è di Enzo Garinei
scenografie – progetto originale di Giulio Coltellacci
adattamento di Gabriele Moreschi
costumi – disegni originali di Giulio Coltellacci
adattamento di Francesca Grossi
disegno luci di Emanuele Agliati
disegno fonico di Emanuele Carlucci
coreografie originali di Gino Landi
riprese da Cristina Arrò
direzione musicale Maurizio Abeni
regia originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini
ripresa teatrale di Marco Simeoli
©foto Chiara Lucarelli
‘Aggiungi un posto a tavola’ è certamente la più amata commedia musicale di Garinei e Giovannini. Il testo di Jaja Fiastri festeggia i cinquanta anni con una lunga tournée nella penisola, che sancisce ancora una volta come si tratti di un lavoro fresco, ben costruito, che funziona ancora perfettamente, a patto sia portato in scena con gusto ed intelligenza. Un continuo capolavoro l’impianto scenico, firmato, come i costumi, da Giulio Coltellacci, uomo di teatro vero, che è vergognoso sia ricordato così poco dagli addetti ai lavori. Una perfetta macchina teatrale, che dei tecnici che avrebbero meritato di essere applauditi al proscenio a fine spettacolo hanno continuamente cambiato, montato, smontato, adattato. Una scena, bene illuminata da Emanuele Agliati, che pareva vivere, quasi respirare, davanti ai nostri occhi incantati. Altrettanto efficaci le coreografie formate da un padre del teatro leggero italiano: Gino Landi, riprese da Cristina Arrò. A Marco Simeoli il compito di riprendere la regia di Pietro Garinei e Sandro Giovannini , riletta con bravura e passione. La commedia musicale non è il musical inglese, più legato agli aspetti vocali che allo spessore narrativo, ma non è neanche l’operetta, che comunque gli è affine. Chi andrà a vedere prossimamente ‘Vedova Allegra’ e ‘La Bajadera’ al ‘Giovanni da Udine’ potrà cogliere appieno l’evoluzione stilistiche e le affinità. La capacità di far riflettere sorridendo, la possibilità di affrontare tematiche anche importanti senza rinunciare all’armonia ed alla gradevolezza.
Possiamo dire che la commedia musicale è figlia di un tempo particolare, farcito di contrasti e tensioni, cui ha saputo rispondere con una classe ed un garbo frutto della drammaticità della ricostruzione del dopoguerra, di aver vissuto tanti orrori, di aver capito che bisognava mettere in campo linguaggi nuovi per domande nuove. In fin dei conti ‘Aggiungi un posto a tavola’ funziona ancora oggi così bene perché parla di accoglienza, di rifiuto alla vendetta, di Fede e verità, di apparenza e sostanza, di coerenza e di passione. Sottolineando ancora una volta quanto l’umanità scelga di essere sorda. Dal punto di vista degli interpreti, cominciamo da un nome ‘fuori classifica’: Enzo Garinei. L’attore aveva registrato la voce di Dio qualche mese prima di morire e la regia ha scelto di riproporla, costringendo Don Silvestro a battibecchi decisamente impegnativi, ma consegnando l’attore, colonna del teatro del Secondo Novecento all’immortalità. Anche nei fatti. Registrate le basi con le splendide musiche di Armando Trovajoli, ben dirette da Maurizio Abeni e cantate dal vivo da tutti gli interpreti. Il cast brilla per bravura ed omogeneità. Non ci sono punti deboli, con ci sono scimmiottature, ogni interprete ha una sua personalità, un suo carattere e riesce a dare il meglio di se senza cadere in quelle patetiche rivalità che arrivano pino in platea. Emerge per tutti, potente, il senso di essere gruppo, il gioco di tempi e ritmi, la capacità di interagire, che dimostrano un affiatamento ed una passione che arrivano al pubblico.
Fondamentale il contributo dell’intero ensemble: Chiara Albi, Simone Baieri, Vincenza Brini, Nico Buratta, Giuditta Cosentino, Kevin Peci, Anna Di Matteo, Eleonora Peluso, Annamaria Russo, Rocco Stifani, Ylenia Tocco ed Alessandro Di Giulio che è anche l’interprete dell’ingombrante Cardinale. Marco Simeoli, superata con bravura la prova da regista, è stato un divertente e caricaturale Sindaco Crispino, che ha saputo far ridere ma anche pensare. Anna Di Matteo ha tratteggiato una fresca Clementina, la fanciulla che si innamora di Don Silvestro. Può contare su una voce particolarmente interessante nell’ottava alta e su una recitazione credibile e fresca. Francesco Zaccaro, è molto divertente nel ruolo non semplice di Toto. Deve riuscire a portare in scena un ragazzo sempliciotto, con qualche problema, senza ridicolizzarlo e senza umiliarlo. Lo fa con grande bravura, senza superare mai il limite e regala a questo uomo lo spessore narrativo che merita. Francesca Nunzi è Ortensia, la moglie del sindaco. Brillante nei tempi comici e divertente nella mimica facciale.

La prostituta Consolazione ha la voce e le forme di Lorella Cuccarini, che con questa brillante caratterizzazione aggiunge un nuovo personaggi alla sua raccolta di successi. Carismatica, si muove con leggerezza, canta con mestiere solido e recita con grande partecipazione, costruendo un personaggio spiritoso ma al tempo stesso di notevole spessore. Ma offre anche, per quel che è dato di vedere, una lezione di misura, di umiltà. Non si ci sono dubbi che lei sia il ‘nome di cartello’, ma non eccede, sta al suo posto, non teme di lasciare spazio ai suoi colleghi e pare offrire la sua lunga carriera a servizio del successo del gruppo. Giovanni Scifoni accetta una sfida onerosa: la parte prima di lui è stata consacrata da Johnny Dorelli che l’ha passata in eredità al figlio Gianluca Guidi, passando per l’amatissimo divo televisivo Giulio Scarpati. Una battaglia vinta alla grande , perché il nuovo don Silvestro è attore preparato e sensibile; canta in modo gradevole, puntando, come è giusto, più alla interpretazione che alla vocalità, si muove con agilità, ha magnifici tempi comici, ma soprattutto riesce a creare una immediata empatia con il pubblico, cui offre una interpretazione che certamente Garinei e Giovannini avrebbero applaudito. Alla fine, un mare di applausi, ovazioni, cori di bravi- bravi, standing ovation Una serata riuscita, premiata da una serie di sold out, che premia il teatro udinese e le sue scelte di qualità.







