Il suono del futuro si accende a Bolzano.
Dal 27 agosto al 7 settembre 2025, la città – recentemente insignita del titolo di Città Creativa della Musica UNESCO – diventa il cuore pulsante della grande pianistica internazionale con il 65° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, una sfida che da oltre settant’anni definisce standard artistici e scopre i protagonisti di domani. Quando nel 1949 la prima edizione vide in giuria miti assoluti come Arrau, Michelangeli, Rubinstein e Cortot, il Busoni si impose subito come un faro nel panorama musicale mondiale. Oggi è riconosciuto tra i cinque concorsi pianistici più prestigiosi al mondo: un trampolino capace di trasformare un giovane talento in un nome destinato alle grandi sale da concerto.

Quest’anno si entra nel vivo della competizione: 31 finalisti, selezionati tra 648 candidature provenienti da tutto il mondo, approdano a Bolzano dopo mesi di sfide online e tappe globali. Il percorso sarà rigoroso e affascinante: due prove solistiche, poi la suggestiva prova cameristica con il Simply Quartet, formazione viennese osannata per energia e precisione, e infine la Finalissima sinfonica, quando i tre migliori candidati si contenderanno la vittoria accompagnati dall’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano sotto la bacchetta di George Pehlivanian. Ma al Busoni il premio non è solo economico (30.000 € al vincitore): è una carriera che inizia qui. Il management dedicato per due anni, le occasioni di concerto, la visibilità internazionale fanno del primo premio una porta spalancata verso il futuro. Non mancano i premi speciali che raccontano la vocazione culturale del concorso: il Premio Maurizio Pollini, ideato con il Festival Milano Musica, premierà il concorrente più originale e aperto alla musica post-1945; il Premio Chopin, in collaborazione con il Fryderyk Chopin Institute, offrirà un recital nella casa natale del compositore a Żelazowa Wola; il Premio di musica da camera porterà il vincitore a esibirsi con il Simply Quartet nelle stagioni cameristiche della Fondazione Filarmonica di Trento e Società dei Concerti di Bolzano.

Il fascino del Busoni si riflette anche nella sua giuria stellare, composta da concertisti e personalità di spicco della scena internazionale: tra loro Lucas Debargue, Saskia Giorgini, Mariangela Vacatello, Hie-Yon Choi, Sergio Tiempo, Peter Jablonski, Josu de Solaun, e persino il celebre regista d’opera Sir David Pountney, presidente della giuria. Accanto alla giuria ufficiale, il Busoni coinvolge il territorio con due giurie popolari: una Junior, formata da giovani studenti di musica, e una Senior di appassionati. E poi la Finalissima del 7 settembre: il sipario del Teatro Comunale si apre per la Finalissima, trasmessa in diretta su RAI 5, RAI Südtirol e in streaming mondiale. Tre concerti, un’unica orchestra, un’unica domanda: chi sarà la nuova stella del pianoforte?
Ma il Busoni guarda oltre il concorso. Debutta quest’anno il progetto “Meet the Conductor”, un’iniziativa visionaria che mette in dialogo i vincitori con direttori d’orchestra tra i più influenti del nostro tempo: Sir John Eliot Gardiner, Ingo Metzmacher, Manfred Honeck, Vasily Petrenko, Gianandrea Noseda, Daniel Harding, Matthias Pintscher e Lahav Shani. Perché il futuro di un pianista non dipende solo dal tocco sulla tastiera, ma anche dalla capacità di costruire relazioni, entrare nei circuiti decisionali, immaginare carriere globali.
Premiare è un gesto, accompagnare è una missione e il Busoni se ne assume il compito!






