OperaLombardia stagine 2024-2025
(Como, Brescia, Cremona, Pavia)
I CAPULETI E I MONTECCHI
Tragedia lirica in due atti
Libretto di Felice Romani
Musica di Vincenzo Bellini
Prima rappresentazione
Teatro La Fenice, Venezia, 11 marzo 1830
Interpreti:
Giulietta, Benedetta Torre
RomeoAnnalisa Stroppa
TebaldoMatteo Falcier
Lorenzo, Matteo Guerzè
CapellioBaopeng Wang
Direttore Sebastiano Rolli
Regia Andrea De Rosa
Scene Daniele Spanò
Costumi Ilaria Ariemme
Luci Pasquale Mari
Maestro del coro Diego Maccagnola
Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Nuovo allestimento in coproduzione con i Teatri di OperaLombardia e Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

Si è appena conclusa con le repliche a Cremona a inizio febbraio, con grande successo di pubblico, la nuova produzione di I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, firmato da Andrea de Rosa e messo in scena da OperaLombardia congiuntamente ai Teatri di Reggio Emilia. Scopriamo la rappresentazione direttamente dalle voci delle due protagoniste, intervistate congiuntamente: Annalisa Stroppa che interpreta Romeo e Benedetta Torre che in scena è Giulietta.

ph Umberto Favretto/Teatro Grande di Brescia

È la prima volta che lavorate insieme, avete subito trovato un terreno comune?
Annalisa: Fin dalle prove per la prima rappresentazione a Brescia, ci siamo subito trovate, e abbiamo trovato comune emotività e comune sensibilità, cosa inusuale. Pur non avendo potuto provare insieme sin dall’inizio delle prove, si è instaurato subito un facile dialogo, che ha trovato sponda nei duetti in scena.
Benedetta: Fin da subito ci ha accomunato una sintonia sia scenica che musicale, siamo entrambe vocalità scure e le voci stanno bene insieme. Riusciamo a capire molto bene le nostre intenzioni reciproche, a realizzare un ottimo dialogo e a trasmettere insieme la nostra energia. Anche fuori dalla scena, abbiamo trovato sin da subito grande sintonia e spontaneità. La sinergia trovata è fondamentale per la resa di quest’opera incentrata sull’amore; è necessario avere le stesse emozioni e questo si rispecchia nel canto.

Un’opera e un soggetto senza tempo che ritorna in scena con il nuovo allestimento firmato da Andrea de Rosa. Un vostro primo commento sullo spettacolo.
Benedetta:
Il cast si caratterizza per un ottimo gruppo, non ci sono ruoli fondamentali, tutti sono indispensabili. La nuova produzione ha i tratti contemporanei e il suo essere estremamente essenziale è di grande efficacia per dare spazio alla musica belliniana. Io e Annalisa (Giulietta e Romeo, ndr) siamo due adolescenti alla ricerca della propria identità; i nostri sentimenti sono lasciati alla libera interpretazione dello spettatore. È bello vedere come i capolavori classici possono essere trasposti su degli assoluti umani, ma la modernità ci aiuta nell’esasperare i sentimenti adolescenziali e rendere realistiche alcune condizioni. Mi sono trovata in queste vesti così emotive che in alcuni casi l’interpretazione può andare in secondo piano, de Rosa ha calcato la mani sull’espressività.
Annalisa: Romeo è una donna con caratteristiche androgine, sia per il trucco che per la vestizione, nonché per il taglio di capelli “al maschile”. Nella messinscena, nelle intenzioni del regista, ogni sentimento è esagerato, tutto viene amplificato, un po’ come vivono i sentimenti gli adolescenti di oggi.

Come esprimi l’ambiguità fisica e l’androginia timbrica del Romeo belliniano?
Annalisa
: La prassi del ruolo en travesti era ripresa dal ruolo dei castrati della scuola napoletana. Romeo è forse l’ultima grande parte per mezzosoprano en travesti del belcanto italiano. All’epoca della prima rappresentazione non esisteva il mezzosoprano e non abbiamo registrazioni della Grisi. Anche il diapason era più basso; oggi è tutto traslato un po’ più su e non è così semplice dal punto di vista dell’estensione vocale. È bello attribuire un colore brunito per rappresentare che comunque si tratta di una voce attribuita a un uomo.

Annalisa, l’ultima volta che hai cantato in quest’opera è stato nel 2016, è cambiata l’idea sul protagonista?
Annalisa:
E’ vero, ho interpretato Romeo solo una volta nel 2016, è un ruolo dal punto di vista interpretativo favoloso, è un personaggio che dev’essere vissuto in modo totalizzante. In questi anni sono rimasta incentrata nel repertorio belcantistico e nel frattemoo la voce è più matura di 10 anni. Ad esempio, mi ha dato molto il ruolo di Léonor nella Favorita, a Bergamo nel 2022: la voce richiesta è da mezzosoprano, ma è un ruolo quasi da soprano “falcon”, dove il canto è il re assoluto dell’opera, ogni parola ha mille sfaccettature e le linee melodiche sono infinite, cosa che solo in Bellini…
Giulietta è affidata a un soprano, che deve possedere una voce pura e giovane. Il personaggio è uno dei primi esempi di soprano angelicato, con richieste di timbro chiaro, lunghe arcate melodiche e agilità nel registro acuto. Come gestisci la voce?
Benedetta
: La fragilità del personaggio, la sua delicatezza di carattere e purezza d’anima si coglie dalle arcate estremamente delicate. Nella sua scrittura, Bellini lascia spazio a un’espressività lirica molto forte. Nel recitativo “nozze aborrite fatali”, però, Giulietta lascia spazio alla rabbia, non è rassegnata come si potrebbe pensare. D’altra parte, compie una sfida nei confronti del padre e per coronare il suo amore compie un vero atto di coraggio e su questo ha puntato de Rosa nelle sue scelte registiche.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui