Musica Classica, Presente, Eterna: Santa Cecilia lancia una nuova Stagione tra tradizione e nuovi orizzonti
La Stagione Concertistica 2025/2026 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si presenta come un progetto musicale articolato e consapevole, capace di coniugare l’eredità di una delle più antiche istituzioni musicali d’Europa con una visione artistica aperta e contemporanea. L’inaugurazione con Die Walküre di Richard Wagner, diretta da Daniel Harding e messa in scena da Vincent Huguet, rappresenta una tappa importante per l’Accademia, che per la prima volta affronta l’intero ciclo wagneriano del Ring in forma scenica. Una sfida artistica che si svilupperà fino al 2029 e che trova nella trasformazione scenografica della Sala Santa Cecilia – curata dal designer francese Pierre Yovanovitch – un segno tangibile di rinnovamento.
Nominato Direttore Musicale nel 2024, Daniel Harding prosegue il suo percorso con otto produzioni e tre tournée internazionali. Il suo impegno per la stagione include anche un significativo ciclo Mahler, con la Terza e la Quarta Sinfonia, la prima italiana del Concerto per violino n. 7 di Alexey Shor con Gil Shaham, e un concerto sinfonico con pagine di Verdi, Rachmaninoff e Ravel, che vedrà la presenza del giovane pianista Yunchan Lim, già vincitore del prestigioso Van Cliburn.

Con lui, l’orchestra affronterà un’importante tournée asiatica, toccando città come Seul, Taipei, Pechino e Shanghai. Harding sarà protagonista anche in due appuntamenti molto attesi: la Creazione di Haydn a febbraio, e due concerti dedicati a Brahms, con Daniil Trifonov e Igor Levit come solisti. Accanto a Harding, saliranno sul podio direttori di riconosciuta esperienza come Semyon Bychkov, Sir John Eliot Gardiner, Tugan Sokhiev, Daniele Gatti e Jakub Hrůša. In parallelo, l’Accademia continua ad aprirsi a nuove bacchette: debutti importanti saranno quelli del direttore greco Teodor Currentzis (con la Sinfonia n.13 di Šostakovič, assente dai cartelloni romani da oltre vent’anni), della tedesca Joana Mallwitz, del ceco Petr Popelka (Direttore Principale dei Wiener Symphoniker), del rumeno Cristian Mačelaru e del giovane Lorenzo Viotti.

Il ritorno di Sir Antonio Pappano, Direttore Emerito dell’Accademia, sarà un altro momento significativo della stagione. Pappano saluterà il pubblico romano con due programmi speciali: la Grosse Messe di Bruckner e il Concerto per violino di Šostakovič, con Leonidas Kavakos.
Non mancano le novità nel repertorio: il compositore italiano Fabio Vacchi presenterà in prima assoluta Il tutto in tutti, diretto da Harding. Inoltre, tornerà John Adams, tra le voci più influenti della musica contemporanea americana. Da segnalare anche il ritorno, dopo diciannove anni, di Charles Dutoit con La damnation de Faust di Berlioz, e l’omaggio alla musica barocca con il debutto di Rinaldo Alessandrini, e concerti diretti da Riccardo Minasi, dedicati a Bach e Vivaldi.

Un nome atteso dal pubblico internazionale è quello del violoncellista Sheku Kanneh-Mason, giovane talento britannico noto al grande pubblico per la sua esibizione al matrimonio reale di Harry e Meghan nel 2018. Sarà protagonista del Concerto per violoncello di Elgar, sotto la direzione di Viotti.
La Stagione da Camera cresce in numero e qualità: venti concerti in abbonamento, due in più rispetto al passato, e un parterre artistico di primo livello. Si apre con un trio d’eccezione: Lisa Batiashvili, Gautier Capuçon e Jean-Yves Thibaudet. Tra gli appuntamenti da non perdere, l’omaggio a Luciano Berio (nel centenario della nascita) con Andrea Lucchesini, il progetto monografico sui Quartetti di Beethoven con il Quatuor Ébène, e recital con artisti come Lang Lang, Grigory Sokolov, Víkingur Ólafsson, Beatrice Rana, András Schiff e Isabelle Faust.

Spazio anche alla vocalità d’eccellenza con la presenza del soprano Asmik Grigorian, impegnata in un recital che esplorerà Čajkovskij e Rachmaninoff, e a progetti barocchi con ensemble come Les Musiciens du Louvre e Cappella Neapolitana.
La nuova presidenza di Massimo Biscardi, in carica dal 2025, porta con sé una visione gestionale attenta anche agli aspetti organizzativi e all’esperienza del pubblico. I settori della Sala Santa Cecilia sono stati ridisegnati per garantire maggiore equilibrio e accessibilità economica, mentre gli orari dei concerti sinfonici sono stati uniformati: ore 20 il giovedì e il venerdì, ore 18 il sabato.
Ma la trasformazione più evidente è quella scenica: la Sala, ripensata non solo come luogo d’ascolto ma come spazio visivo attivo, segna un passo importante nel modo in cui Santa Cecilia intende il rapporto tra musica, pubblico e rappresentazione.
Una stagione che guarda con attenzione al presente e si muove con intelligenza verso il futuro, mantenendo viva una tradizione che non ha mai smesso di evolversi.
I calendari completi
S t a g i o n e S i n f o n i c a 2025 – 2026
S t a g i o n e da C a m e r a 2025 – 2026






