Il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento si è dotato di un organo a canne, acquistato nell’ambito del “Progetto di eccellenza 2023-2027” a supporto dell’intensa attività svolta dal Laboratorio di Filologia musicale del Dipartimento. Il nuovo strumento, costruito dall’organaro Francesco Zanin di Codroipo (Ud), andrà a supportare anche la Corale polifonica universitaria e il gruppo strumentale; si tratta di un organo positivo (vale a dire trasportabile e collocabile in differenti ambienti) a trasmissione elettrica. Notevoli le potenzialità timbriche e musicali dello strumento, che si compone di 253 canne, collocate sia all’interno della cassa sia all’esterno; la consolle in legno di noce dispone di due manuali di 61 note e di una pedaliera (in legno di rovere, del tipo retta parallela) di 30; i tasti naturali sono lastronati in legno di ciliegio, quelli cromatici sono in ebano; lo strumento dispone inoltre di traspositore di tonalità, tremolo, sequencer per combinazioni. Sebbene la trasmissione meccanica sia più immediata rispetto a quella elettrica, quest’ultima consente il raddoppio per ogni registro e amplia pertanto la gamma sonora dello strumento, che si avvale di 30 registri.
Il somiere, in legno di faggio, è provvisto di elettromagneti per ogni singola canna, di guarnizioni in pelle d’agnello e in cachemire e di crivelli in legno d’abete; le canne esterne sono parte in legno di mogano e parte in stagno, quelle interne sono in stagno misto a piombo, in percentuali variabili a seconda del registro; alimenta l’organo un unico mantice a sacca, caricato da un ventilatore silenzioso. Il nuovo organo del Dipartimento di Lettere è stato inaugurato  martedì 6 maggio con un concerto nell’auditorium di Palazzo Prodi a Trento, che ha visto protagonisti l’organista Simone Vebber e la Corale polifonica universitaria, diretta da Marco Gozzi e da Enrico Correggia, con Massimo Zortea all’organo. La magistrale interpretazione di Simone Vebber metteva in evidenza le caratteristiche dell’organo attraverso brani di epoche e stili differenti, quali la Fantasia e Fuga BWV542 di Johann Sebastian Bach, lo Schizzo op. 58 n. 3 di Robert Schumann e la Fuga op. 372 di Marco Uvietta, composta quest’anno ed eseguita in “prima” assoluta in questa occasione. Lo straordinario virtuosismo di Vebber si manifestava poi nell’improvvisazione su di un tema proposto dal pubblico ed estratto a sorte: mettendo in campo la sua notevole scienza organistica, l’interprete esplorava tutte le caratteristiche della macchina sonora, per quanto riguarda la timbrica, la dinamica e le possibilità combinatorie. La Corale universitaria si esibiva poi in “Salve Regina” di Arvo Pärt e in “Look at the World” di John Rutter, prima del “bis” conclusivo dell’eccellente organista. L’evento, presentato da Guido Raschieri (responsabile del Laboratorio di Filologia musicale) e da Francesco Zanin, si è concluso tra i nutriti applausi di un pubblico numeroso.

 

mostbet

Daniele Valersi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui