Arena di Verona, 27 Giugno 2025
La Traviata, Melodramma in 3 atti su libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Violetta Valéry Angel Blue
Flora Bervoix Sofia Koberidze
Annina Francesca Maionchi
Alfredo Germont Galeano Salas
Giorgio Germont Amartuvshin Enkhbat
Gastone, Visconte di Letorières Carlo Bosi
Il Barone Douphol Gabriele Sagona
Il Marchese d’Obigny Jan Antem
Il Dottore Grenvil Giorgi Manoshvili
Un domestico di Flora / Un commissionario Hidenori Inoue
Giuseppe Alessandro Caro

Direttore Speranza Scappucci
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici Fondazione Arena di Verona

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Procede l’avvio della stagione in Arena con La Traviata, proposta nell’allestimento ideato da Hugo De Ana nel 2011. Un impianto scenico ormai consolidato, che punta su elementi visivi di impatto e su una narrazione elegante, senza rinunciare a una certa monumentalità che ben si sposa con le dimensioni del teatro. Sul piano registico lo spettacolo convince e trova il favore del pubblico, pur senza collocarsi tra le migliori produzioni di De Ana, che in Arena ha firmato allestimenti senz’altro più memorabili. Ottima la prova dell’Orchestra della Fondazione Arena, capace di ampia escursione dinamica e particolarmente attenta alla cura del suono. Dal podio, Speranza Scappucci fa il suo restituendo una lettura sobria e coerente, seppur non sempre appassionante allo stesso modo. Emergono – in punti isolati – alcune difficoltà di insieme, oltre a qualche esitazione nel mantenere la scorrevolezza della narrazione musicale. Nel complesso, però, l’ingranaggio regge e l’Opera – tutt’altro che semplice da rendere con efficacia in uno spazio come l’Arena – scorre con successo. Bene come sempre il Coro della Fondazione, preparato anche quest’anno da Roberto Gabbiani.

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Venendo al cast, non è chiaro se Angel Blue sia giunta alla Prima veronese un po’ affaticata o semplicemente nei panni di un personaggio che non è il suo, ma la performance della protagonista lascia – ahimè – parecchi dubbi. La sua Violetta appare generica nell’interpretazione scenica e poco sfaccettata anche sul piano musicale, con una linea di canto che sembra faticare nei passaggi più articolati. La gestione dei cambi di registro risulta tutt’altro che fluida, la dizione approssimativa. Nota di certo positiva la vocalità sonora che garantisce una buona proiezione nello spazio aperto. Convince invece l’Alfredo di Galeano Salas, preciso e misurato tanto nell’interpretazione vocale quanto in quella scenica. Il timbro gradevole accompagna una lettura sobria e ben calibrata del personaggio, priva di forzature ma ricca di attenzione ai dettagli.

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Una garanzia Amartuvshin Enkhbat, che in a Arena è di casa. Il suo Giorgio Germont è solido nell’emissione e controllato nel fraseggio, con quel solito timbro scuro ed espressivo a cui è difficile non affezionarsi. Molto bene Sofia Koberidze e Francesca Maionchi, entrambe efficaci nelle rispettive parti di Flora e Annina, così come Carlo Bosi (Gastone), Gabriele Sagona (Douphol), Jan Antem (Il Marchese), Giorgi Manoshvili (Grenvil), Hidenori Inoue (Domestico / Commissionario) e Alessandro Caro (Giuseppe).

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In un’Arena sold out, il pubblico si mostra fin da subito caloroso e coinvolto, accompagnando l’intera rappresentazione con i soliti frequenti applausi e con la solita viva partecipazione. Particolarmente generosi i tributi rivolti alla protagonista, accolta con grande entusiasmo al termine dello spettacolo.

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