Bolzano Festival Bozen 2025 | Sala Michelangeli, Conservatorio C. Monteverdi di Bolzano | 6 agosto, ore 20.30
J. Sibelius (1865 – 1957) Sinfonia n. 2 in Re maggiore, Op. 43
G. Mahler (1860 – 1911) Rückert Lieder
Ich atmet’ einen linden Duft | Rachael Simone Best-Babayeju, mezzosoprano
Blicke mir nicht in die Lieder | Borbala Marta Soós, mezzosoprano
Liebst du um Schönheit | Filippo Turkheimer, baritono
Ich bin der Welt abhanden gekommen | Donata Meyer-Kranixfeld, soprano
Um Mitternacht | Gabriel Kivivuori Sereno, baritono
Mahler Academy Orchestra
Sir John Eliot Gardiner direttore
foto ©BolzanoFestivalBozen
C’è un’energia speciale a Bolzano in agosto, qualcosa di sottile e radicato. È un luogo che attrae idee, esperienze e persone accomunate da una visione condivisa della musica come pratica profonda, comunitaria, necessaria. Il Bolzano Festival Bozen si conferma ogni anno come un crocevia artistico in cui i linguaggi si intrecciano e le generazioni dialogano attraverso il suono. Una centralità assoluta, in questo disegno, spetta alla Mahler Academy, fondata nel 1999 con l’obiettivo di offrire a giovani musicisti selezionati un accesso diretto al repertorio orchestrale sotto la guida di direttori e tutor di livello mondiale. L’Academy non è soltanto un laboratorio, ma un luogo dove si coltiva con rigore e libertà una nuova idea di orchestra, in cui ogni giovane strumentista è chiamato a diventare interprete consapevole e partecipe.
Il concerto di questa sera è sold out da giorni: la Mahler Academy Orchestra, sotto la guida di Sir John Eliot Gardiner, affronta un programma dai pesi specifici considerevoli. Nella prima parte, la Sinfonia n. 2 in Re Maggiore di Sibelius, seguita dai Rückert Lieder di Mahler, affidati a cinque voci soliste della Gustav Mahler Academy Voice, diverse per timbro e formazione, ma parte di un disegno unitario. Le prime note della Seconda di Sibelius non tardano a disegnare quella linea tesa tra classicismo e spirito nordico che rende questa sinfonia un capolavoro di sintesi e visione. L’orchestra, che unisce giovani strumentisti da tutto il mondo, mostra subito coesione e tensione ideale. Gardiner conduce con gesto ampio ma preciso, scegliendo dinamiche coraggiose e contrasti netti. Il primo movimento (Allegretto) fluisce con slancio nervoso, mai retorico. Qualche passaggio, forse troppo focoso, sfiora l’irruenza, ma non deraglia. Il Tempo andante ha colori cupi e profondità lirica, mentre il Vivacissimo è un turbine a tratti spigoloso, ma controllato, quasi un’anticipazione della catarsi finale. Il Finale è costruito con maestria: la progressione culminante esplode in un trionfo sonoro non enfatico, ma espressivo, incarnando con forza quell’“eroismo del paesaggio” tipico del linguaggio sibeliano.
Dopo la pausa, la scena cambia: i Rückert Lieder di Mahler si dipanano come un polittico d’introspezione e fragilità. Cinque voci diverse si alternano in un flusso continuo: Rachael Simone Best-Babayeju apre con Ich atmet’ einen linden Duft, fluttuando su dinamiche carezzevoli e fraseggio scolpito; Borbala Marta Soós, in Blicke mir nicht in die Lieder, restituisce ironia e leggerezza con nitidezza vocale; Filippo Turkheimer affronta Liebst du um Schönheit con intensità trattenuta, elegante; Donata Meyer-Kranixfeld, con Ich bin der Welt abhanden gekommen, offre un momento toccante: la sua voce si libra rarefatta, sostenuta da un’orchestra misurata e respirante. Infine, Gabriel Kivivuori Sereno chiude con Um Mitternacht, in un crescendo drammatico di notevole spessore. L’ensemble orchestrale è partecipe, non solo cornice. La Mahler Academy Orchestra si dimostra, ancora una volta, non una semplice “youth orchestra”, ma una fucina di talento preparato con intelligenza e passione. Sotto la guida di Gardiner, questa energia prende forma in una lettura netta, personale, mai banale. Un momento di musica autentica, in un luogo in cui il talento si coltiva con dedizione e si mette a disposizione della collettività.







