*di Martina Bortolotti von Haderburg
Bolzano, Auditoriun Haydn, 21 gennaio 2025, ore 20
Stagione Sinfonica 2024-2025
Direzione D’Orchestra Diego Ceretta
Orchestra Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

Camille Pépin: La Source d’Yggdrasil
Ildebrando Pizzetti: Tre preludi sinfonici per l'”Edipo re” di Sofocle
Felix Mendelssohn BartholdySinfonia n. 3 in la minore, op. 56 “Scozzese”
foto ©Fondazione Haydn/Stiftung

Strepitoso successo per il concerto dell’ Orchestra Haydn diretta dal giovanissimo Diego Ceretta il 21.1.2025 presso l’Auditorium di Bolzano dotato di una splendida acustica che permette di apprezzare ogni dinamica dal pianissimissimo al fortissimo garantendo anche a tutto il pubblico una fantastica visuale sui musicisti da qualsiasi posto. La serata inizia col brano dell’altrettanto giovane Camille Pépin (nata nel 1990): La Source d’Yggdrasil (Prima Italiana). L’inizio è soffuso quasi una nebbia sonora che viene rimpolpata progressivamente con l’aggiunta di più sezioni strumentali tra cui spiccano le marimbe.
La direzione del giovane e talentuoso Ceretta si distingue da subito per la sua chiarezza, fluidità e tecnica matura e precisa. Senz’altro un giovane nato per dirigere! Il brano della Pépin sembra quasi una presentazione di ogni strumento, uno studio sull’orchestrazione in cui le varie sezioni si passano la palla accompagnate da un ritmo che si ripete incessante, esplorando le varie possibilità dinamiche, strizzando l’occhio alla musica da film. Il brano fa pensare all’ accompagnamento cinematografico e risulta molto piacevole e d’effetto.
Un brano ideale per scaldarsi e passare ai successivi più corposi, densi, ricchi di storie ed emozioni.
Si continua con Ildebrando Pizzetti ed i suoi tre preludi sinfonici per ”Edipo re” di Sofocle: Largo -Con impeto – Con molta espressione di dolore. La musica ci cala direttamente nel dramma dell’ omonimo racconto, facendoci rivivere i suoi vari momenti salienti. Le melodie introdotte dai fiati sul tappeto di violini poi passano agli archi. Per l’assolo più drammatico viene scelto il Corno che subito fa pensare a Wagner ed evoca un’atmosphera eroica. Il secondo movimento inizia furioso per poi far emergere l’assolo dei fiati mentre nel terzo movimento l’assolo viene affidato al violino. La serata decolla dopo l’intervallo con la Sinfonia n. 3 in la minore, op. 56 “Scozzese” di Felix Mendelssohn Bartholdy che permette finalmente di mostrare il vero potenziale dell’orchestra e del Direttore. Il giovane Ceretta si sgancia dalle partiture e dirige a memoria, preparatissimo ed ispiratissimo questa fiabesca, romantica e naturalistica sinfonia ispirata al viaggio di Mendelssohn in Gran Bretagna. L’orchestra ed il direttore si calano perfettamente nelle emozioni suggerite dalla musica riuscendo a trasmetterle a tutta la sala. La musica sembra sgorgare direttamente dalla magica bacchetta di Ceretta per poi passare amplificata attraverso l’orchestra ed entrare direttamente nel cuore degli ascoltatori che premiano tutti con lunghissimi applausi finali ed apprezzamenti di lode a squarciagola, a ricordarci che non c’è niente di meglio di una serata insieme alla grande musica eseguita dal vivo. Per fortuna questo bellissimo concerto è anche stato trasmesso in diretta da Rai Radio 3 e ha potuto varcare le mura dell’Auditorium per raggiungere anche gli spettatori rimasti a casa o impossibilitati a recarsi a Bolzano.

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