di Gianluca Macovez
Colloredo di Monte Albano (UD), cortile , 17 agosto 2025
Stravinskij Ensemble e Fatoorchestra:
Concert de dessin
Musica fra le nuvole …. sull’arte della Navigazione Aerea
Progetto e direzione: Giulia D’Andrea
Disegno: Paolo Cossi
Voce recitante: Massimo Somaglino
Musica: Stravinskij Ensemble
Luci: Marco Melchior
SUGGESTIVO CONCERTO DELLO STRAVINSKIJ ENSEMBLE A COLLOREDO DI MONTE ALBANO. Nel castello di Colloredo di Monte Albano, in provincia di Udine, si tenuto, il 17 agosto, uno spettacolo di grandissima suggestione: ‘Musica fra le nuvole’, definito ‘concert de dessin’.
Una formula insolita che coinvolge un’orchestra, lo Stravinskij Ensemble, diretto con grande personalità da Giulia D’Andrea; un attore, il carismatico Massimo Somaglino, che dipana la vicenda; un disegnatore, lo stupefacente Paolo Cossi, che in tempo reale dà forma al racconto. Giulia D’Andrea è una musicista attenta, sempre scrupolosa, che brilla per sensibilità umana ed interpretativa.
Come, purtroppo, troppo spesso accade è più conosciuta a livello internazionale che in patria. Ha fondato lo Stravinskij Ensemble, un gruppo di musicisti dal curriculum prestigioso , che durante l’anno suonano in importanti orchestre e si riuniscono quando la D’Andrea ha qualcosa di rilevante da portare in scena.
Pochi spettacoli, non per snobismo ma le oggettive difficoltà, allestiti in posti mai scontati. Perché fare arrivare l’Arte dove è più difficile incontrarla è una vera missione per loro : li ricordiamo raccontare in musica l’arte contemporanea in un Hospitale dell’Anno Mille; nella Chiesa di Vito d’Asio, orgogliosamente arroccata sulla cima di una montagna hanno fatto risuonare le grandi arie di Puccini; adesso in uno dei più importanti castelli della Patria del Friuli portano prima la storia di Elia Liut, straordinario aviatore, e poi, a fine mese, brinderanno , assieme al basso-baritono Eugenio Leggiadri Gallani in ‘Cin Cin Rossini’.

‘Musica fra le nuvole’, che gira il mondo dal lontano 2001, racconta una figura quasi sconosciuta in Italia ma popolarissima nell’America Latina: Elia Liut, primo trasvolatore delle Ande ecuadoriane. La D’Andrea, che è anche l’autrice del testo, negli anni ha contattato i familiari dell’eroico aviatore, alcuni in Italia ed altri in Sud America, per raccontare al meglio la storia di questo uomo straordinario, nato in un paesino del pordenonese, che andò in Equador, su invito di un diplomatico, dopo aver combattuto in aviazione nella Prima Guerra Mondiale, dove fondò la prima scuola di aviazione di quel paese e riuscì per primo a trasvolare le Ande.
La narrazione si ferma alla gioia dell’arrivo trionfante, senza soffermarsi sull’amarezza di quando l’aviazione italiana non volle riammetterlo, ufficialmente per questioni burocratiche; di come per vivere decise di fondare, con alterne fortune, la prima fabbrica di salsa di pomodoro dell’Equador; della morte, a soli 58 anni, a Quito. Il racconto è ricco, sontuosamente illuminato da Marco Melchior, che con bravura riesce a risolvere le varie criticità di uno spettacolo all’aperto che prevede un ruolo determinante per le proiezioni.
La voce che accompagna il pubblico in questo viaggio fra condor ed armonie è quella di Massimo Somaglino, stimato attore, intellettuale raffinato, autore di successo e figura determinante per la cultura del Nord Est, ma non solo.

Ancora una volta incanta, con la naturalezza del suo magnetismo, un’ampia tavolozza di colori, l’aderenza ai tempi musicali, un caleidoscopio di toni ed espressioni, un gioco prezioso di pause e silenzi. La narrazione musicale è raffinata e coinvolgente. Lo Stravinskij Ensemble celebra la perfetta sintonia con la D’Andrea, seguendone il gesto con bravura, esaltandone gli intenti più profondi e sublimandone gli arrangiamenti. Fondamentale l’aspetto visivo: uno straordinario disegnatore, Paolo Cossi, che ha realizzato in diretta il lungo racconto del viaggio di Liut.
Il pennello di Cossi ha dato la giusta forma alle parole di Somaglino, ha trovato le sfumature nella musica dell’Ensemble, incantando il pubblico con una tecnica infallibile, giocando in modo sorprendente con l’acquerello, rinunciando ad ogni preparazione grafica preliminare, in una diretta spietata e pirotecnica, che trasforma il gesto pittorico in una specie di danza che rapisce il pubblico e lo porta nel mondo delle favole. Il tanto pubblico presente, nel quale si sono visti anche una nota cantante americana ed il marito produttore, alla fine ha tributato applausi copiosi e meritati per tutti, con acclamazioni per D’Andrea e Cossi, finche’ la pioggia non ha avuto il sopravvento.






