Erl, Tirolerfestspiele,
Trilogia popolare
25 luglio 2025, ore 19
Giuseppe Verdi
Rigoletto
Libretto di Francesco Maria Piave
In forma di concerto
Direzione musicale : Asher Fisch
Duca: Iván Ayón Rivas; Rigoletto (25.7.): Luca Salsi; Gilda: Julia Muzychenko;
Giovanna: Camilla Lehmeier; Conte di Monterone: Andrew Hamilton;
Conte Ceprano: Lukas Enoch Lemcke; Contessa Ceprano: Camilla Lehmeier; Marullo: Jolyon Loy; Borsa: Josip Švagelj; Sparafucile: Alexander Köpeczi; Maddalena: Deniz Uzun
Orchestra e Coro del Festival Tirolese Erl
26 luglio 2025, ore 19
Giuseppe Verdi
Trovatore
Libretto di Salvatore Cammarano
In forma di concerto
Direttore musicale: Asher Fisch
Manrico: Piero Pretti; Conte di Luna: Mattia Olivieri; Leonora: Pretty Yende; Azucena: Elizabeth DeShong; Ferrando: Alexander Köpeczi; Ines: Nicole Chirka; Ruiz: Josip Švagelj
Orchestra e Coro del Festival Tirolese Erl
27 luglio 2025, ore 19
Giuseppe Verdi
Traviata
Libretto di Francesco Cammarano
In forma di concerto
Direttore musicale: Asher Fisch
Violetta Valéry: Rosa Feola; Flora Bervoix: Deniz Uzun; Alfredo Germont: Kang Wang;
Giorgio Germont (27.7.): Luca Salsi; Annina: Xenia Puskarz Thomas;
Gastone: Josip Švagelj; Barone Douphol: Andrew Hamilton; Marchese d’Obigny: Lukas Enoch Lemcke; Grenvil: Alexander Köpeczi
Orchestra e Coro del Festival Tirolese Erl
Fotos: @scheffold.media

Il Tiroler Festspiel di Erl venne fondato nel 1997 dal direttore austriaco Gustav Kuhn presente fino al 2018 come direttore artistico e musicale come festival musicale estivo in una località secondaria a ridosso del confine con la Baviera in una località già nota nella storia degli eventi teatrali austriaci per i Passionspiele risalenti al 1613. Poteva contare su una consolidata struttura teatrale eretta nel 1959 come spazio destinato alla sacra rappresentazione capace di una capienza di un migliaio di spettatori; nel 2012 è stata edificata la sala del Festival, completamente in legno in strutture architettoniche moderne, capace di 700 spettatori accanto alla struttura esistente, utilizzata per allestimenti più impegnativi. Da una stagione essenzialmente estiva l’offerta si è ampliata offrendo anche eventi nel periodo invernale imponendosi con la messinscena di opere liriche di ampio repertorio ed eventi sinfonici di un certo impegno. Con la riorganizzazione della stagione 2018/2019, ha ottenuto riconoscibilità internazionale con l’acclamata nuova produzione de “L’Anello del Nibelungo”, diretta da Brigitte Fassbaender. Jonas Kaufmann, è l’attuale nuovo direttore artistico del Festival coadiuvato da Ilias Tzempetonidis, consulente artistico e cast manager firmando il programma di questa edizione 2025 variamente articolato tra serate di gala lirici, recital pianistici e proposte di opere liriche.
La proposta lirica era affidata a due modalità diverse: in programma l’allestimento del dittico con Il castello di Barbablu di Bartok assieme alla Voce umana di Poulenc sotto la direzione di Barbara Hannigan. Ma punto di forza in questa edizione, già messa in atto nello scorso inverno, sono stati i cicli di opere in forma di concerto proponendo adesso la “Trilogia Popolare” di Verdi: Rigoletto, Il trovatore e La traviata. Nelle tre date a cui si è assistito il sito del teatro segnava il tutto esaurito da diversi mesi. Pubblico eterogeneo di varia provenienza a ridosso del confine tra Austria e Baviera, tante macchine nei parcheggi appositamente attrezzati, con una presenta di un decina di pullman gran turismo organizzati dai tour operator che si dedicano ai viaggi musicali (da Olanda e zona salisburghese) ma anche appassionati da Monaco di Baviera che si muovo agevolmente tra Verona e Pesaro. Un festival per chi vuole ascoltare voci perché in effetti si può parlare di un vero e proprio tripudio di artisti del canto lirico.


Luca Salsi è stato protagonista indiscusso nel Rigoletto con accanto una giovane Gilda di Julia Muzychenko, soprano promettente passata anche in Italia, e con il tenore peruviano Iván Ayón Rivas, anche lui voce nota in Italia, un Duca di Mantova svettante e sfacciato. Luca Salsi era presente anche nella seconda rappresentazione de La traviata, nei panni di Giorgio Germont: star indiscussa nelle due serate, acclamato e salutato dal pubblico quando è comparso come semplice spettatore nella serata del Trovatore assieme alla diva della lirica Anna Netrebko. Del resto la formula dell’opera in forma di concerto è certamente facile da gestire senza tante prove; mette in sicurezza un artista che dialoga liberamente tra le note con un direttore consenziente.

Permette di sostenere il canto con le gestualità più convenzionali come è stata Rosa Feola, che ha affascinato il pubblico nel ruolo di Violetta Valéry con raffinatezza e autorità vocale, oltre a un’enorme intensità e presenza scenica, con accanto un giovane tenore dell’emergente scuola cinese e australiana Kang Wang. E’ stata l’occasione per il soprano sudafricano Pretty Yende di debuttare nel ruolo di Leonora nel Trovatore, lei che proviene dal canto di agilità si sta indirizzando verso il repertorio verdiano liricamente più intenso ma con predisposizione all’agilità. A fianco, due artisti italiani con pratica nei rispettivi ruoli, il Manrico impulsivo di Piero Pretti e il Conte di Luna meditativo e notturno di Mattia Olivieri.

Quindi cast di altissimo livello e di riconosciuta rilevanza internazionale che hanno dato vita ai loro ruoli, sia vocalmente che attorialmente. Liberi da leggio, hanno agito come su un palcoscenico con gestualità sceniche come da consuetudine, aiutandosi da qualche appoggio come lo schienale di un orchestrale, il podio del direttore ma sempre con un tocco di mondanità da parte delle prime donne con i cambi d’abito da concerto nei diversi atti. Nel Rigoletto compaiono alcuni piccoli segni in mano ai cantanti, una chiave un coltello, un mantello che copre Gilda nell’ultima scena. Di qualità gli artisti di contorno chiamati a coprire più ruoli nei diversi titoli tra un Sparafucile, Ferrando e Grenvil con il basso Alexander Köpeczi, il mezzosoprano Deniz Uzun (Maddalena e Flora) con la possente Azucena del contralto Elizabeth DeShong.

Convincente il coro del Tiroler Festspiele Erl, diretto da Olga Yanum. Il tutto sotto la direzione musicale e ammiccante del direttore principale Asher Fisch, scattante e impulsivo, alla guida dell’eccellente orchestra del Tiroler Festspiele Erl capace di adattarsi alle molteplici sonorità del ciclo verdiano. Il direttore ha restituito emozioni, assalti sonori esuberanti che hanno entusiasmato il pubblico ma nel contempo ha offerto ai cantanti attenzione con un accompagnamento sensibile e attento, fatto anche di ammiccante e complicità con passaggi di effetto graditi al pubblico.
Standing ovation e applausi prolungati e intensi per tutti che hanno sancito un sensazionale successo per il Festival del Tirolo Erl sotto la direzione artistica di Jonas Kaufmann attento a proporre un repertorio capace di attrarre cantanti a questo Festival e di conseguenza strizzando un occhio al pubblico di melomani tra i due confini. La presenza di Anna Netrebko forse non è stata solo casuale e di omaggio a colleghi. Già predisposto il calendario 2025/2026 invernale tra Lucia di Lammermoor e Sonnambula sempre in concerto con un dialogo a distanza tra Sara Blanch, Jessica Pratt, e Marina Rebeka, quello di primavera tra il Parsifal di Wagner e le Passioni di Bach e quello estivo tra una Carmen di Bizet e l’Olandese volante di Wagner ai quali si aggiungono concerti e recital pianistici tra cui sarà presente il pianista bresciano Federico Colli.







