di Walter Sirsi
Mori – Teatro Sociale Gustavo Modena
mercoledì 8 Gennaio 2025, ore 20.45
La Pirandelliana e TSV – Teatro Nazionale
MOLTO RUMORE PER NULLA
di William Shakespeare
con Lodo Guenzi e Sara Putignano
regia di Veronica Cruciani
adattamento di Veronica Cruciani e Margherita Laera
traduzione di Margherita Laera
scene Anna Varaldo
costumi Erika Carretta
musiche Nicolò Carnesi
luci Gianni Staropoli
movimenti di scena Marta Ciappina
L’attualità può essere anche significata ricorrendo ad un classico del teatro. “Molto rumore per nulla”, una delle migliori opere di Shakespeare, scritta tra il 1598 e il 1599, si caratterizza per la presenza di innumerevoli giochi di parole e per una brillante interpretazione dei ruoli di genere.

Gran parte di questa tragicommedia ruota attorno alla scrittura di messaggi segreti, allo spiare e origliare conversazioni riservate. Le persone fingono costantemente di essere altro da quello che sono, vengono scambiate per altre persone o sono costantemente ingannate. All’interno dell’opera, l’azione dipende soprattutto dalla parola e ogni personaggio  ha il suo modo di giocare, elaborare o abusare del linguaggio. Ma nel testo risiedono anche riflessioni ben più complesse: come gli uomini e le donne vengano trattati in modo differente all’interno della società. La differenza fra le relazioni tra sessi opposti e uguali sono è al centro della commedia di Shakespeare che, per alcuni temi come il linguaggio violento e la trama ingannevole, sembra in certi momenti oscillare verso il tragico.
Buone le intenzioni, spettacolo di per sé divertente, con il pubblico partecipe delle vicende di Beatrice e Benedetto, gli attori principali bravi, i caratteristi ottimi, ma non riuscito nell’intento di attualizzare i linguaggi di genere anzi quasi banalizzato senza alcun coinvolgimento  emotivo. Nonostante le buone intenzioni  da parte dei principali attori Lodo Guenzi e Sara Putignano nel rendere il teso adattato da Veronica Cruciani,
regista della messinscena.

Ma va dato atto alla compagnia Evoe’ Teatro ad organizzare, e a proporre  scelte anche inquietanti con cui confrontarsi; si sono meritati teatro pieno, ma qualche perplessità rimane sulla resa della commedia. Se si voleva osare un testo sacro del teatro per farlo diventare così poca cosa…va beh, ribadisco, tutti bravi ma…

 

 

 

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