79Parma, Teatro Regio, 11 maggio 2025 ore 15.30
Andrea Chénier, Dramma di ambiente storico in quattro quadri su libretto di Luigi Illica
Musica di Umberto Giordano

Andrea Chénier Gregory Kunde
Carlo Gérard Luca Salsi
Maddalena di Coigny Saioa Hernández
La mulatta Bersi Arlene Miatto Albeldas
La Contessa di Coigny Natalia Gavrilan
Madelon Manuela Custer
Roucher Andrea Pellegrini
Pietro Fléville / Fouquier Tinville Lorenzo Barbieri
Mathieu Matteo Mancini
Un incredibile Enrico Casari
L’Abate Anzor Pilia
Schmidt / Il maestro di casa / Dumas Eugenio Maria Degiacomi

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Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Nicola Berloffa (ripresa da Florence Bas)
Scene Justin Arienti
Costumi Edoardo Russo
Luci Valerio Tiberi (riprese da Simone Bovis)

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Regio di Parma
Maestro del Coro Martino Faggiani

Ultima rappresentazione dell’ultimo titolo in calendario per la stagione operistica parmense, domenica 11 maggio, un glorioso Andrea Chénier. Il titolo – si sa – è un trascinante concentrato di musica e passione, capace di accendere profonda partecipazione tra chi ascolta. Specie se il pubblico è caloroso e avvinto come quello del Regio. È vero altresì che sono necessarie grandi voci e personalità decise da parte degli interpreti, e il cast di questa produzione – diciamolo subito – ha tutte le carte in regola per meritarsi una generosa approvazione.

Andrea Chénier – Teatro Regio Parma

La regia, ideata da Nicola Berloffa e ripresa in quest’occasione da Florence Bas, si limita a tracciare un contesto coerente e funzionale alla vicenda, senza grandi sorprese. Non che il soggetto permetta chissà quale rilettura, sia chiaro, ma la messa in scena risulta estremamente minimal, arrivando a tratti a trasmettere un leggero senso di staticità. La narrazione di fondo è chiara: le scene, lavoro di Justin Arienti, dipingono un universo imbellettato che si disgrega pian piano per mano dei rivoluzionari. Nonostante qualche spazio un po’ stretto, che limita i movimenti scenici al minimo, l’idea passa, e tutto si mantiene – come detto – funzionale allo svolgersi degli eventi. Belli gli elementi scenici imponenti e simbolici: i grandi dipinti all’inizio, la ghigliottina poi. Gradevoli i costumi di Edoardo Russo e ottimo il contributo delle luci, lavoro di Valerio Tiberi ripreso da Simone Bovis.

Andrea Chénier – Teatro Regio Parma

Nel ruolo del titolo, Gregory Kunde dà conferma di possedere grande gusto musicale e una profonda capacità interpretativa. Il suo Chénier è carismatico e propriamente “poetico”, e conquista presto l’affetto del pubblico. La voce è perlopiù bella e sonora, seppur affetta in più d’un momento da un percepibile senso di stanchezza e affaticamento. Meravigliosa, al suo fianco, l’elegantissima Maddalena di Saioa Hernàndez, che si distingue per potenza, duttilità e capacità espressiva. Molto ben calata nel personaggio, sfrutta con intelligenza un timbro brillante, scuro a tratti, muovendosi con disinvoltura nei registri. Mantiene una linea perlopiù decisa, realizzando una Maddalena che sa essere intima e riflessiva senza rinunciare ad un certo carattere.

Vero protagonista della rappresentazione è Luca Salsi, nei panni di un formidabile Gérard. Alle ben note doti in termini di timbro e gusto interpretativo si aggiungono con grande efficacia un tono particolarmente cupo e una lettura della parte attenta a coglierne le sfumature più profonde. Non a caso è il primo a cedere ad un richiestissimo bis, dopo l’acclamazione quasi fanatica al termine di “Nemico della Patria”. Esemplare anche la presenza scenica.

Andrea Chénier – Teatro Regio Parma

Bene il resto della compagnia: commovente la Madelon di Manuela Custer, solido Mathieu di Matteo Mancini e vivace la Bersi di Arlene Miatto Albeldas, a fuoco nei loro ruoli. Ben delineati anche la Contessa di Natalia Gavrilan, il Roucher di Andrea Pellegrini, e l’Incredibile di Enrico Casari. Completano egregiamente cast Lorenzo Barbieri (Fléville e Fouquier-Tinville), Anzor Pilia (Abate) ed Eugenio Maria Degiacomi (Schmidt, il Maestro e Dumas).

Ottima la lettura di Francesco Lanzillotta, che alla guida di una smagliante Orchestra Filarmonica Italiana scolpisce un suono bello, pieno e raffinato, di generose escursioni dinamiche. Scelta una lettura perlopiù scorrevole, il Maestro assicura coerenza narrativa e tensione drammatica, dosando con intelligenza i contrasti e accompagnando con sensibilità il canto, senza mai perdere il respiro teatrale dell’Opera. Bene anche il Coro del Teatro Regio, preparato da Martino Faggiani.

Andrea Chénier – Teatro Regio Parma

In un teatro che appare vicino al sold-out, il pubblico si dimostra da subito coinvolto e soddisfatto, premiando i protagonisti con generosissimi applausi a scena aperta e al termine della rappresentazione. Sdoganati i bis da Luca Salsi, che non poteva sottrarsi ad una richiesta così decisa (tra l’altro, “in casa”), Saioa Hernàndez ripete con successo la sua toccante “Mamma Morta” e infine – viva la par condicio – Gregory Kunde bissa applaudito una convincente “Come un bel dì di maggio”. Approvazione per tutto il cast, per l’Orchestra e per il coro, con più d’un “bravo” al Maestro Lanzillotta.

Andrea Chénier – Teatro Regio Parma
Andrea Chénier – Teatro Regio Parma
Andrea Chénier – Teatro Regio Parma
Andrea Chénier – Teatro Regio Parma

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