di Fulvio Zanoni
Pergine. Teatro Comunale, 9 settembre 2025, ore 20.30
Un’occasione speciale “fuori festival” per gli eventi della rassegna Festival Innamorarsi della Musica promossa da Andrea Fuoli con eventi di varia natura per i territorio dell’Alta Valsugana ha portato sul palco del Teatro Comunale di Pergine uno dei più raffinati interpreti del pianoforte contemporaneo: Alexander Romanovsky, protagonista di un recital interamente dedicato a Fryderyk Chopin, poeta del pianoforte per eccellenza. Vincitore a soli 17 anni del prestigioso Concorso Busoni, Romanovsky si è rapidamente affermato sulla scena internazionale come uno dei pianisti più autorevoli della sua generazione. Nato in Ucraina e cresciuto artisticamente in Italia all’Accademia Pianistica di Imola, ha calcato le scene delle più rinomate sale da concerto. Cittadino italiano attualmente è titolare della cattedra di pianoforte al conservatorio di Pavia. Celebre per la sua intensa lettura del repertorio romantico e per l’integrale dei Concerti di Rachmaninov da lui incisa, Romanovsky ha voluto rendere omaggio a Chopin, in un programma che prometteva di esaltarne la poetica, il virtuosismo e l’emozione profonda.
Ci sono pianisti talmente disinvolti (vedi il simpatico Lang Lang) che, nel pieno delle loro esecuzioni, si girano verso il pubblico adorante per dispensare sguardi e sorrisi sornioni. Altri pianisti invece, più conformi alla tradizione europea, si immergono nei brani che pur eseguono da anni, con lo stesso raccoglimento e la stessa intima emozione della prima volta. I primi strappano applausi fragorosi a scena aperta; gli altri inducono nel pubblico un atteggiamento compunto, quasi religioso. A quale categoria appartiene il nostro Romanovsky? A entrambe, direi.
Le sue esecuzioni introspettive ci hanno molto emozionato: così i due valzer, i due notturni, le due ballate, la mazurca. Poi però, nella (difficilissima) polacca op.53, il pianista ci ha quasi sollecitati a lasciarci andare a uno scrosciante applauso a scena aperta.
A conclusione del concerto, non senza essersi fatto un poco pregare, il grande pianista italo-ucraino ha concesso al teatro perginese strapieno e tripudiante tre bis, chopiniani. Contenti tutti, insomma, anzi entusiasti, a smentita delle contestazioni annunciate.






