Pesaro, PIAZZA DEL POPOLO 12 e 15 agosto, ore 20.30
(Rossini Opera Festival)
IL VIAGGIO A REIMS
Dramma giocoso in un atto di Luigi Balochi
Edizione critica della Fondazione Rossini,
in collaborazione con Casa Ricordi,
a cura di Janet Johnson
Elementi scenici e Regia EMILIO SAGI
Costumi PEPA OJANGUREN
Ripresa della Regia
ELISABETTA COURIR
Personaggi e interpreti
Corinna MARIA LAURA IACOBELLIS
Marchesa Melibea CHIARA TIROTTA
Contessa di Folleville CLAUDIA MUSCHIO
Madama Cortese CLAUDIA URRU
Cavalier Belfiore MATTEO ROMA
Conte di Libenskof PIETRO ADAINI
Lord Sidney NICOLÒ DONINI
Don Profondo DIEGO SAVINI
Barone di Trombonok MICHAEL BORTH
Don Alvaro JAN ANTEM
Don Prudenzio ALEJANDRO SÁNCHEZ
Don Luigino ANTONIO GARÉS
Delia CARMEN BUENDÍA
Maddalena VALERIA GIRARDELLO
Modestina FRANCESCA LONGARI
Zefirino/Gelsomino OSCAR ORÉ
Antonio ELCIN HUSEYNOV
Direttore GIANCARLO RIZZI
ORCHESTRA SINFONICA G. ROSSINI

ROF 2020, Viaggio a Reims @studio Amati Bacciardi

Risale al 2001 questo allestimento del regista spagnolo Emilio Sagi, da quando Alberto Zedda volle inserire il Viaggio a Reims come banco di prova per i ragazzi dell’Accademia Rossiniana. E non mostra alcun segno di cedimento, conservando una propria freschezza fatta di intuizioni registiche che facilitano anche la resa delle qualità attoriali e vocali dei 18 personaggi che costituicono il cast completo.

ROF 2020, Viaggio a Reims @studio Amati Bacciardi

E’ stata più volte annunciata la sua collocazione in soffitta, ma sempre rimandata. Anzi in questa stagione di rincorsa all’osservanza scrupolosa di norme sanitarie, tra distanziamento e disinfestazione, è stata inserita qualche variante nel ripresa della regia ormai da anni curata da Elisabetta Courir, con qualche cenno e oggetti che rientrano ormai nella quotidianità dell’attulità, come il continuo sanificarsi mani e oggetti e il mai toccarsi, o quando Don Prudenzio usa un termoscanner, igienizza il telefono e gli inservienti del Giglio d’Oro che si disinfettano le mani e utilizzano massaggiatori senza toccare direttamente gli ospiti. L’idea del ponte di una nave in crociera si è diluita, e tutto fa pensare, dai gesti e dall’ambientazine in scena (i costumi sono della appenna compianta PEPA OJANGUREN) ad un centro benessere efficentissimo, con addetti in divisa bianca, ciabatte sanitarie e con gli ospiti in accappatoio in attesa del proprio turno di trattamento. Tutti che si trasformano in abiti da cermonia in un rapido cambio d’abito in scena, pronti al gran ricevimento e alla cerimonia reale. Del resto occorre fare memoria che Rossini ambientò questo dramma giocoso in un albergo termale a Plombieres, stazione di cura nella Francia della Restaurazione. Quindi tutto rientra in questo gioco delle parti tra relazioni e orgogli nazionali, come in un gran congresso delle nazioni, in quello che è e resta una composizione d’occasione, nel 1825, omaggio alla regalità di nuovo re di Francia, Carlo IX, che la storia non ricorda volentieri, che a Reims ci va per ripristinare l’antico rituale della consacrazione regale. Trasferita dal Teatro Rossini nella Piazza del Popolo, che ritorna palcoscenico cittadino di questa edizione 2020 del ROF, saltata la consueta edizione dell’Accademia di perfezionamento Rossiniana, questa edizione del Viaggio a Reims si è affidato a giovani interpreti usciti sempre dalle edizioni precedenti dell’Accademia rossiniana che avevano già un rapporto con l’opera. Si è potuto così ascoltare un cast omogeneo per resa vocale, fatto artisti perfezionati nei rispettivi ruoli che ha saputo divertire ed entusiasmare il pubblico della piazza del Popolo nella serata Ferragostiana. Buona l’idea delle proiezioni su maxischermo di alcuni particolari delle scene funzionale specie nella riproposta dell’ aria fuori scena di Corinna.

Apre la serie la Madame Cortese di Claudia Urru, padrona di casa e della parte, precisissima e intonatissima, con un’ottima linea di canto. ma altrettanto si puo dire del soprano Claudia Muschio che rende una buona prova nei panni della Contessa di Folleville, sicura in acuto e brillante nei sovracuti. Ancora tra le voci sopranili ha impressionato la Corinne di Maria Laura Iacobellis, nella’aria di sortita fuori scena, accompagnata dalla sola arpa di Irene Piazzai, come nel duetto con il cavalier Belfiore. La Marchesa Melibea è stata sostenuta dal giovane mezzosoprano Chiara Tirotta, bella voce morbida e pastosa capace di sostenere le agilità che qua e là le infarciscono la partitura.
Sul versante maschile tutti hanno dimostrato vivacità interpretativa dall’esuberante Conte di Libenskof di Pietro Adaini (tenore), esperto nel ruolo, all’agile Belfiore di Matteo Roma, alla squadra dei bassi, Lord Sidney (Nicolò Donini, basso), Don Profondo (Diego Savini, basso), Il Barone di Trombonok (Michael Borth, basso buffo), Don Alvaro (Jan Antem, basso) ai quali va il merito di aver espresso al meglio la personalità che caratterizzava il proprio personaggio mettendosi pienamente in gioco proprio nella gran scena delle nazioni d’Europa. Come di qualità i comprimari Alejandro Sanchez (Don Prudenzio), Antonio Garé, un interessante Don Luigino, Carmen Buendìa, (Delia), Valeria Girardello(Maddalena), Francesca Longari (Modestina), Oscar Orè ( Zefirino e Gelsomino) ed Elcin Huseynov ( Antonio).

ROF 2020, Viaggio a Reims @studio Amati Bacciardi

La direzione di Giancarlo Rizzi ha tenuto assieme tutto il gruppo vocale, insieme all’orchestra avendo ben presente tutta la situazione e sapendo gestire anche la complessità dell’amplificazione in maniera non invasiva, valorizzando appieno le qualità vocali degli artisti e i timbri dell’orchestra. Successo caloroso per tutti da parte di un pubblico per quella che rimane una prova d’esame collettiva degli studenti della scuola di perfezionamento, tornasole di quanto l’Accademia è in grado di formare e di far crecere giovani artisti.

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Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013) e Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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