Pesaro, Teatro Rossini, Mercoledì 20 agosto – ore 15.30
CONCERTO DI BELCANTO
HASMIK TOROSYAN
Pianoforte: Giulio Zappa
ph© ROF 2025 Amati Bacciardi
Al ROF di Pesaro il soprano Hasmik Torosyan conclude il ciclo “Concerti di Belcanto” con un’esibizione superlativa e manda in estasi il Teatro Rossini. Programma ricercato e vocalmente virtuosistico, con brani della tradizione armena tra i bis.
Una voce tersa, dal timbro affascinante e capace di prodezze impensabili per la conclusione del ciclo “Concerti di Belcanto”, che il 20 agosto ha visto nel recital di Hasmik Torosyan, accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa, un trionfo di bravura, alta classe e raffinatezza.
Dopo Il viaggio a Reims nel 2014 con l’Accademia Rossiniana, Torosyan ha cantato al ROF una sola volta, nel 2015 (La gazzetta) e per lei questo concerto si è risolto in un ritorno in pompa magna. La scelta di iniziare con la Scena e Romanza di Giulietta Oh quante volte (da I Capuleti e i Montecchi) e la Scena e Aria di Amina Ah non credea mirarti (da La sonnambula) è stato un vero e proprio atto di coraggio, dato che contengono parecchie battute dove l’accompagnamento tace e la voce è pertanto esposta al massimo grado, una scelta che ha premiato il talento, riscuotendo le acclamazioni della sala già dopo il primo brano. Se a Pesaro il soprano armeno non si ascolta dal 2015, si può dire che ha collezionato una notevole serie di successi altrove: titolare nel suo paese del Primo Premio e Medaglia d’Oro al Concorso Gasparyan, del President’s Prize for Young Singers of Armenia e del primo Premio al Concorso Musica Sacra, ha in repertorio le parti di Ilia (Idomeneo), Regina della Notte (Flauto magico), Musetta e Mimì (La bohème), Lucia (Lucia di Lammermoor), Adina (L’elisir d’amore), Norina (Don Pasquale), Violetta (La traviata), Gilda (Rigoletto), Fiorilla (Il turco in Italia), Amina (La sonnambula), Leila (Les Pêcheurs de perles), Marie (La Fille du régiment). Ha riscosso importanti conferme di pubblico e di critica in teatri quali Comunale di Bologna, Filarmonico di Verona, San Carlo, Lirico di Cagliari, Regio di Torino, Massimo di Palermo, Maggio Fiorentino, Opera di Roma, Teatro Colón, Staatsoper di Amburgo, Théâtre des Champs-Élysées, New National Theatre Tokyo, Boston Symphony e Paris Philharmonic Concert Halls.
Recenti le sue interpretazioni in Rigoletto a Tokyo, La bohème all’Armenian National Opera e La traviata al Festival di Caracalla. Il pubblico del Teatro Rossini, oltre che ascoltare una voce cristallina, capace di sovracuti da capogiro e di coprire intervalli di notevole ampiezza, ha potuto ammirare una presenza in scena di grande eleganza, seducente, espressa anche con gestualità raffinata e studiata. Sempre accolta dal plauso del pubblico, in grande affiatamento con il pianista, la solista brillava in tre brani di Georges Bizet, Ma vie a son secret, Adieux de l’hôtesse arabe e l’aria di Léïla Comme autrefois da Les Pêcheurs de perles, oltre che nei rimanenti brani in programma, espressi in un crescendo di virtuosismo: l’arietta da camera La bohémienne e l’aria di Maria Oh nube, che lieve da Maria Stuarda di Gaetano Donizetti, un brano dal Volume III (Morceaux réservés) e uno dal Volume XI (Miscellanée de musique Vocale) dei Péchés de vieillesse fino alla cavatina di Amenaide Come dolce all’alma mia da Tancredi di Gioachino Rossini. Un caloroso apprezzamento riscuoteva Giulio Zappa, interprete espressivo di Trois Romances sans paroles di Gabriel Fauré. Acclamazioni a non finire e applausi prolungati per i due artisti; a fronte delle numerose chiamate in scena si potevano ancora ascoltare due motivi dalla tradizione armena, Ninna nanna (a voce sola senza accompagnamento) e L’albero di platano, presente nel cd di canti tradizionali che Torosyan e Giulio Zappa hanno pubblicato l’anno scorso, oltre al Valzer di Musetta dalla Bohème.







