Riva del Garda, 17.07 – h. 21:00
Cortile della Rocca
City of Belfast youth Orchestra
Musiche di Glinka, Verdi, Prokofiev, Massenet, Čajkovskij,
direttore: Paul McBride violino: Sienna Whiteman
Riva del Garda 18.07 – h. 21:00
Auditorium San Giuseppe
Gustav Mahler Sinfonia n.5
Orchestra delle Alpi direttore: Luka Hauser
Riva del Garda, 19.07 – h. 21:00
Cortile della Rocca
Orchestra Haydn di Trento e Bolzano
Musiche di Haydn, Mozart, Schubert
direttore: Nicola Valentini
In questi giorni e fino al 4 agosto è in corso a Riva del Garda (Tn) MusicaRivaFestival, giunto alla sua 41a edizione. E’ il terzo anno della gestione artistica da parte di Luca Christ, responsabile della segreteria artistica del Teatro La Fenice di Venezia: una direzione artistica della rassegna che si sta connotando con la massima apertura alle realtà musicali giovanili del Trentino avviate ad una promettente carriera sulle scene musicali provinciali.
Ma tiene fede anche alla consuetudine di presentare orchestre giovanili europee, qui in collaborazione con il Festival Orchestre Giovanili di Firenze di cui la rassegna rivana è partner come destinazione di una selezione di questi complessi che animano le estati di varie manifestazioni per la penisola italiana.
Qui a Riva del Garda è stata ospitata tra gli eventi prefestival, la City of Belfast youth orchestra proponendo un programma impegnativo con musiche di Glinka, Verdi, Prokofiev, Massenet, Čajkovskij, con incursioni nella musica da film con John Barry e medley vari. Giovani under 18 riuniti in un complesso ben amalgamato di circa 60 elementi guidato da due direttori in base al repertorio. Questa volta l’acustica del cortile della Rocca non ha contribuito a valorizzare l’orchestra dal suono forte evidenziando di eccessi bandistici, ma comunque ha permesso di percepire i momenti più lirici visto la bravura del giovani artisti che si confrontavano con Glinka, Massenet (con Meditation di Jules Massenet) e il Romeo e Juliet di Čajkovskij.

Altro discorso per il concerto di apertura del festival con i complessi dell’Orchestra delle Alpi orchestra tutta trentina costituita dal musicista roveretano Klaus Broz che si sta affermando come uno dei complessi sinfonici di prestigio nel panorama provinciale, capace anche di uscire fuori dai propri confini e approdare a realtà di importanti quali il Musikverein di Vienna.

Qui in programma era la Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler, diretta da un giovanissimo Luka Hauser, assistente alla Staatoper di Stoccarda, con un passaggio in Italia a giugno scorso al Petruzzelli di Bari per la direzione in Ascesa e Caduta della città di Mahagonny di Kurt Weil. L’ampio auditorium della chiesa moderna di San Giuseppe ha dato modo di raccogliere uno dei tanti tutti esauriti di questa rassegna con un titolo impegnativo certamente che richiama quel mondo di Finis Austriae, di inizio secolo scorso, pieno di sonorità nei cinque lunghi movimenti che compongono questa sinfonia che esemplifica lo stile sinfonico mahleriano: dal patetismo del tutti orchestrale all’intimità nostalgica, l’elevato accademismo stilistico del sinfonismo coevo, fuso con i temi popolari delle terre di dominazione austro-ungarica. Interpretazione intensa da parte dell’Orchestra delle Alpi che forte dei suoi 80 e più elementi è riuscita a restituire tutto quel mondo complesso e anche frammentato dando unicità sonora alle frasi spezzate che costituiscono l’assieme sinfonico. Successo pieno ed entusiasta da parte dei partecipanti.

Altro passaggio importante il giorno seguente con il complesso dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, anche qui diretta dal talentuoso Nicola Valentini. Direttore associato dell’orchestra regionale del Friuli Mitteleuropa orchestra con trascorsi con l’orchestra Haydn e con produzioni al Maggio Musicale Fiorentino. Qui il programma rientrava del più tipico programma dell’Orchestra Haydn di Bz e Tn presentando la triade classicista tra ouverture di Joseph Haydn (da l’Isola disabitata) Mozart con la Sinfonia n. 29 k 201 e Schubert (Sinfonia n. 5). Lo stile interpretativo di Valentini rientrava nel perfetto stile classicista di fine ‘700 tra formalità di Haydn e lampi di genio del giovane Mozart. Il meteo non ha permesso al pubblico di assistere alla completa esecuzione di Schubert interrotta da una improvvisa pioggia sottile senza però impedire di dare un giudizio complessivo sulla gestione musicale che nonostante i dettami dello stesso Schubert, scritta volutamente senza grande effetti, Valentivi cercava affinità musicali simili al Beethoven maturo e introspettivo piuttosto che al modello di sinfonismo mozartiano in cui il pezzo è pensato.
Una esperienza di confronto tra stili orchestrali e repertori che il festival ha messo in relazione.






