Roma | Accademia Nazionale di Santa Cecilia |6 giugno 2025, ore 20.30
Stagione Sinfonica 2024 – 2025
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia | Maestro del Coro Andrea Secchi
Hanna – Elisabeth Müller soprano
Sasha Cooke contralto
Daniel Harding direttore

E. Scaccaglia Il carro del tempo per grande orchestra (prima esecuzione assoluta)
G. Mahler Sinfonia n. 2 “Resurrezione” in do minore per soli, coro e orchestra

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Resurrezione e orizzonti temporali: Harding e Santa Cecilia tra visione e potenza sonora

Il concerto del 6 giugno 2025 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, inserito nella Stagione Sinfonica 2024–2025 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha proposto un programma articolato e significativo, affidato alla direzione musicale di Daniel Harding.
L’incontro tra una nuova creazione contemporanea e una delle più emblematiche sinfonie del tardo romanticismo tedesco si è rivelato equilibrato e profondamente evocativo. In apertura, il pubblico ha potuto assistere alla prima esecuzione assoluta de Il carro del tempo, opera del giovane compositore Enrico Scaccaglia, selezionata tramite il concorso “Luciano Berio” e commissionata dall’Accademia stessa. Una partitura che riflette sul tema della percezione temporale e della memoria sonora, articolata in forme mobili e stratificate, in cui il tessuto orchestrale si sviluppa per attrazione e contrazione, evocando, attraverso una scrittura densa e ben cesellata, il continuo scorrere delle epoche e l’impatto dell’esperienza sul tempo musicale. Harding ha restituito con chiarezza e rigore le complessità della partitura, valorizzando sia i momenti di accumulo drammatico sia i passaggi più rarefatti, dove il suono sembrava farsi spazio interiore. L’Orchestra di Santa Cecilia ha risposto con precisione e duttilità, segno di una piena assimilazione del linguaggio contemporaneo, che ha saputo coinvolgere la platea.La seconda parte della serata è stata interamente dedicata alla Sinfonia n. 2 di Gustav Mahler, opera monumentale che affronta il ciclo vita-morte-rinascita in modo trascendente, fondendo elementi sinfonici, vocali e corali in un organismo di straordinaria potenza espressiva. Harding, che negli ultimi anni ha consolidato una relazione sempre più profonda con il repertorio mahleriano, ha optato per un approccio sobrio, pur intensamente strutturato. Fin dall’apertura del primo movimento, il tono era chiaro: nessuna retorica, ma un controllo formale rigoroso, in cui le dinamiche si sono sviluppate con naturalezza e senso narrativo. I contrasti tra le sezioni più cupe e quelle più liriche si sono risolti in un disegno coerente, che ha trovato nella direzione di Harding una guida capace di restituire la densità intellettuale dell’opera senza appesantirne l’impatto emotivo. Nel secondo e terzo movimento, rispettivamente Ländler e Scherzo, l’orchestra ha mostrato un ottimo allineamento, riuscendo a coniugare leggerezza e ironia con un senso costante di tensione. Ma è dal quarto movimento, con l’ingresso della voce del contralto, che l’esecuzione ha toccato i suoi primi veri vertici emotivi. Sasha Cooke ha offerto una lettura del celebre “Urlicht” intensa, controllata e profondamente partecipata, in pieno dialogo con la tavolozza orchestrale e la visione sobria del direttore. Il suo timbro morbido, maturo, si è ben innestato nel tessuto dell’ensemble, creando un momento di sospensione carico di tensione spirituale.Nel quinto movimento, l’opera ha raggiunto il suo culmine drammatico, con l’apporto determinante del Coro dell’Accademia, preparato con cura da Andrea Secchi. Il celebre “Aufersteh’n” è stato affrontato con solennità e misura: l’attacco è parso sussurrato, quasi trattenuto, come se la luce della resurrezione dovesse imporsi lentamente sulle ombre precedenti. Il coro ha mostrato compattezza e intonazione impeccabili, mantenendo totale chiarezza di articolazione. Hanna-Elisabeth Müller ha dato voce alla parte di soprano con eleganza e slancio lirico, evitando qualsiasi enfasi melodrammatica a favore di un’espressione misurata, ma luminosa, coerente con l’impianto interpretativo della serata. La prova dell’Orchestra è stata nel complesso di grande livello: gli archi, morbidi e presenti, hanno saputo modulare con attenzione i colori più sfuggenti della partitura; i legni si sono distinti per precisione e timbro; gli ottoni, spesso al centro della scrittura mahleriana, hanno mostrato sicurezza e omogeneità; le percussioni, infine, hanno sottolineato i passaggi più drammatici con forza, ma sempre in equilibrio. Harding, senza mai cedere alla teatralità, ha saputo costruire una tensione crescente, culminata nella grandiosa apoteosi finale, dove musica e metafisica sembrano toccarsi. L’intera sala ha accolto il finale in un silenzio sospeso, quasi sacro, seguito da applausi fragorosi e calorosi che hanno salutato non solo l’eccellente esecuzione della Resurrezione, ma anche il coraggio e la profondità dell’intero programma. Il pubblico ha tributato lunghi applausi a Daniel Harding e agli interpreti. Una prova di maturità e intensità musicale che ha lasciato un segno profondo nel cuore del pubblico romano.

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Alessandro Arnoldo
Nato a Trento nel 1989, ha compiuto gli studi musicali e si è diplomato in direzione d’orchestra al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, sotto la guida di Daniele Agiman. Ha seguito corsi di perfezionamento e masterclass tenute da Riccardo Muti presso la Riccardo Muti Italian Opera Academy, Gianluigi Gelmetti presso l’Accademia Chigiana di Siena, Ernesto Palacio presso l’Accademia del Rossini Opera Festival, intitolata al Maestro Alberto Zedda. Ha diretto numerose orchestre esibendosi in Italia, Austria, Germania, Spagna, Georgia, Croazia, Lituania, Lettonia, Belgio e Repubblica Ceca, sia nell’ambito di importanti Festival internazionali, sia per eventi artistici e culturali (Accademia Teatro alla Scala di Milano, Akademie für Alte Musik – Brunek, RSI – Radiotelevisione Svizzera Italiana... ). La sua versione de Le Carnaval des Animaux di Camille Saint-Saens è inserita nel percorso didattico "C'é musica per tutti", libro di testo e DVD delle Edizioni Scolastiche Mondadori, Pearson Italia. Fondatore e direttore artistico dell’Associazione culturale Ad Maiora, ricopre anche il ruolo di direttore principale dell’orchestra I Filarmonici di Trento. Accanto alla sua attività musicale, è autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche di approfondimento culturale, corrispondente per la rivista ArtesNews e ideatore della rubrica settimanale Rondò per il quotidiano L’Adige. Si dedica inoltre all’insegnamento in corsi di perfezionamento musicale e collabora con TEDxTrento e il centro EURAC Research di Bolzano. Dal 2020 è stabilmente attivo come consulente musicale per la Fondazione Filarmonica di Trento, di cui dal 2025 assume la direzione artistica.

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