Rovereto, Teatro Zandonai, 18.12.1025, ore 20.30
Associazione Filarmonica Rovereto
Stagione 2025-2026
Sogni di un viaggio d’inverno/Concerto d’inverno
Orchestra Haydn
Hossein Pishkar direttore
Programma
Carl Maria von Weber (1786-1826), Ouverture Oberon J306
John Adams (1947), Shaker Loops
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893), Sinfonia n. 1 op. 13 “Sogni di un viaggio d’inverno”

L’attenzione da parte della Fondazione Orchestra Haydn di Bolzano e Trento nei confornti della periferia regionale fa si che nel circuito che tocca le sedi periferiche trovino spazio interessanti proposte sia di interpreti che di programma.
A Rovereto, tappa di un breve tour che ha toccato nei giro di pochissimi giorni Nova Ponente (Bz), Bolzano, Fondo (Tn), Trento, la compagine orchestrale regionale si è presentata sotto la guida del giovane e promettente direttore iraniano Hossein Pishkar. Nato a Teheran dove ha studiato pianoforte e composizione, si è poi trasferito in Germania dove ha proseguito la sua formazione in direzione orchestrale esibendosi all’Elbphilarmonie ad Amburgo a Colonia e a Parigi. In Italia ha frequentato i corsi di Riccardi Muti, e ha partecipato a produzioni liriche a Jesi, Novara, Pisa, Ravenna, Rimini, Rovigo e Spoleto nonchè presenze sinfoniche a Firenze con la ORT e con la Cherubini. Nelle sue interviste concesse in Italia non prescinde la sua attività internazionale dalla sua formazione musicale che ha avuto in Iran attraverso la musica persiana con le sue regole, per arrivare alla musica moderna e contemporanea (Cage soprattutto ma anche i compositori italiani) appresa al conservatorio di Teheran con accanto anche un approfondimento dell’ambito filosofico occidentale. La sua testimonianza ha permesso di scoprire un’ambito sconosciuto del sistema culturale iraniano che si muove anche con un confronto a distanza sulla musica occidentale specie nell’ambito universitario: pur tra difficoltà per scarsità di mezzi finanziari è attiva l’Orchestra Sinfonica di Teheran, parzialmente sostenuta dal regime, operative, sebbene con fatica, anche orchestre private nei maggiori centri periferici.

Questa sua formazione ecclettica l’ha ampiamente dimostrata nella presentazione del programma che presentava Carl Maria von Weber, John Adams e Čajkovskij ambiti temporali e geografici assai distinti tra loro.
Gesto ampio molto evidente che sottolineava i vari passaggi tra le sezioni e l’andamento sonoro, attacchi precisi Pishkar ha condotto l’orchestra Haydn, nella sua adattabilità a qualsiasi repertorio, nelle pagine del programma con competenza. Breve, nei 9 minuti, la resa dell’Ouverture dall’Oberon, in maniera sognante ma con accenni al mondo incantato di un sogno di una notte di mezza estate. Più strutturata la pagina di Adams, Shaker Loops costruita di cellule musicale con un costante dialogo tra le sezione degli archi tra sostenuti picchettati, ampi costrutti di arcate , momenti di melodie che si frantumavano nell’immediato sempre nell’ambito della costruzione armonica ma rarefatta.

Naturalmente la Sinfonia n. 1 di Čajkovskij ha proiettato il pubblico in un’altra dimensione sonora, che è quella della tradizione tardoromantica. Qui il promettente direttore ha saputo restituire i vari mondi del compositore russo, con i ritmi della tradizione popolare ma anche con gli slanci musicali ampi e pienamente melodici tipici delle sue composizioni di balletto inframezzate dalla riflessione cupa e di angoscia del compositore.
Applausi di riconoscenza da parte del pubblico roveretano, molto over 65; si pensava più numeroso peccato visto l’impegno dell’Associazione Filarmonica per il coinvolgimento dei giovani con i progetti “Apprendista Musicista” per l’avviamento alla pratica orchestrale di giovani strumentisti.






