Rovereto, Teatro Zandonai 9-11 maggio 2025 (ore 20.30; 17)
Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini
Libretto di Cesare Sterbini
M° ALFREDO STILLO, direttore
DANILO COPPOLA, regia
MANUEL AMATI, Il Conte d’Almaviva
GIANPIERO DELLE GRAZIE, Don Bartolo
SHIRI MAGAR, Rosina
GIANNI GIUGA, Figaro
FRANCESCO LEONE, Don Basilio
ARIANNA CIMOLIN, Berta
GIUSEPPE MATTEO SERRELI, Fiorello
LUCA DAPOR, Ambrogio
Orchestra sinfonica delle Alpi
Corale Lirica Ambrosiana
Roberto Ardigò, direttore del coro
in collaborazione con Liceo Musicale e Coreutico “F.A. Bonporti” di Trento
Sono passati già 10 anni da quando si è consolidato il Progetto Opera dell’ass. Euritmus di Rovereto, che ha osato portare l’opera lirica di repertorio sul palcoscenico dello storico Teatro Zandonai di Riovereto, quest’anno dedicato al Barbiere di Siviglia di Rossini, in omaggio all’inaugurazione lirica del Teatro Zandonai con la medesima opera precisamente nella primavera del 2015.
Il progetto non si limita alla sola rappresentazione ma propone una serie di incontri e proposte didattiche per coinvolgere la città che alla fine risponde con partecipazione a quanto il fitto calendario propone. Il festival si è aperto con uno spettacolo dedicato alla musica spagnola, in collaborazione con il gruppo di flamenco Pena Andalusa di Rovereto, con la regia di Miguel Angel Espino e coreografia di Espino e Marina Claudio.
I grandi applausi sono stati accompagnati da una ottima presenza di pubblico anche negli eventi di corollario dedicati alla conoscenza dell’opera, come lo spettacolo/concerto in forma semiscenica “Ti racconto Il Barbiere di Siviglia” in collaborazione con il gruppo vocale “Voci All’Opera” del M° Sabrina Modena nella doppia data presso la Biblioteca Civica di Rovereto ed il Teatro Rosmini, e la conferenza musicologica tenuta da Federica Fanizza in merito ad approfondimenti e curiosità sull’opera.

A conclusione e acmè del festival, la rappresentazione del Barbiere di Siviglia di Gioacchino
Rossini venerdì sera e domenica pomeriggio al Teatro Zandonai di Rovereto con regia,
scenografia e costumi di Danilo Coppola e la direzione musicale di Alfredo Stillo.
Una produzione integralmente firmata Euritmus che ha saputo unire antico e moderno, in una rappresentazione senza tempo in cui ombrelli di plastica colorata e camicie con pizzi e merletti si sono fusi con impensabile naturalezza su una scena continuamente variabile, disegnata come le pagine di un fumetto. Una cascata di rotoli di carta faceva da fondale e stacco prospettico su cui venivano proiettati i testi dei messaggi segreti di Rosina e del Conte d’Almaviva. Fortissima l’intesa espressiva degli artisti del cast che hanno valorizzato con una mimica accesa e numerose gag il testo del libretto, rendendo particolarmente comprensibile e quindi godibile tutto il cantato. Presenti artisti che si stanno affermando sempre di più sulla scena regionale e nazionale come Manuel Amati e Gianni Giuga. Hanno strappato applausi scroscianti la voce brillante e virtuosa della soprano Shiri Magar nel ruolo di Rosina ed il personaggio travolgente di Don Basilio, mentre Gianni Giuga (Figaro) e Manuel Amati (Conte di Almaviva) tenevano il palcoscenico con una padronanza esilarante. Non da meno le voci di Giampiero Dalle Grazie (Don Bartolo) e di Arianna Cimolin (Berta) che hanno delineato i loro personaggi con bravura e autoironia.

Un cast che proprio per il suo lavoro corale potrebbe definirsi uno dei migliori portati in scena da Euritmus in questi tredici anni di opera lirica a Rovereto. Molto interessante anche la direzione musicale affidata al giovane direttore Alfredo Stillo, preciso nel gesto e molto trasparente nella lettura della partitura, con scelte che ripulivano il testo da cliche di tradizione, per portare l’orchestra a enfatizzare il testo cantato a favore dell’umorismo del capolavoro rossiniano. Al contempo l’Orchestra Sinfonica delle Alpi si è rivelata ancora una volta una compagine di rilievo, che ha saputo rendere al pubblico con slancio e naturalezza i passaggi più virtuosi come anche dosare i pianissimo per assecondare le voci nei momenti più espressivi. Al termine della prima ma ancor più della seconda recita standing ovation meritatissima e complimenti a gran voce da tutto l’uditorio.
L’attività lirica di Euritmus per il 2025 non si conclude con la rappresentazione di una sola opera come fino allo scorso anno, ma proseguirà nel prossimo autunno con la rappresentazione al Teatro Zandonai di un capolavoro indiscusso del verismo di primo Novecento, “I Cavalieri di Ekebu” di Riccardo Zandonai, e “Francisca” di Cosimo Colazzo, lavoro contemporaneo ricco di pathos.












