di Luca Sozio
Rovigo. Teatro Sociale.17 ottobre 2025, ore 20.00
Così fan tutte
dramma giocoso in due atti, musiche di Wolfgang Amadeus Mozart,
libretto di Lorenzo Da Ponte.
Nuova produzione del Teatro Sociale di Rovigo, Teatro Mario Del Monaco di Treviso, Teatro Verdi – Comune di Padova
Personaggi e interpreti
Fiordiligi Irina Lungu
Dorabella Francesca Di Sauro
Guglielmo Biagio Pizzuti
Ferrando Andrew Kim
Despina Paola Gardina
Don Alfonso Maurizio Muraro
maestro concertatore e direttore d’orchestra Jordi Bernàcer
regia Stefano Vizioli
assistente regia Pierluigi Vanelli
scene e costumi Milo Manara
coordinamento scene Benito Leonori
coordinamento costumi Roberta Fratini
luci Nevio Cavina
Orchestra di Padova e del Veneto
A.LI.VE. coro lirico giovanile
maestro del coro Paolo Facincani
maestro al fortepiano Lorenzo Orlandi
Nuova produzione del Teatro Sociale di Rovigo, Teatro Mario Del Monaco di Treviso,
Teatro Verdi – Comune di Padova
Allestimento in coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi,
Fondazione Teatro Verdi di Pisa, Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Teatro Sociale di Rovigo e Opéra-Théâtre of Eurométropole de Metz

Il Teatro Sociale di Rovigo ha inaugurato la stagione lirica 2025/26 con Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, libretto di Lorenzo Da Ponte, proposta in una nuova produzione con la regia di Stefano Vizioli, scene e costumi firmati da Milo Manara e la direzione musicale di Jordi Bernàcer alla guida dell’Orchestra di Padova e del Veneto.
La regia di Vizioli sceglie un taglio sobrio, quasi didascalico, in linea con la scenografia, restituendo l’opera come un esperimento sentimentale più che come una commedia brillante. L’idea di fondo — mettere a nudo l’instabilità dei sentimenti e la fragilità dell’essere umano — è interessante e sicuramente riuscita. Sono soprattutto Despina e Don Alfonso a regalare al pubblico momenti di grande ironia. Paola Gardina interpreta con brillantezza e competenza teatrale la cameriera di casa, incarnando così l’anima più vivace dello spettacolo: il suo spirito pratico, la mimica spiccata, i suoi giochi sonori e la padronanza dei tempi comici, hanno divertito grandemente il pubblico. Al suo fianco, Maurizio Muraro offre un Don Alfonso di classe e di grande esperienza, misurato ma incisivo, capace di coniugare ironia e disincanto filosofico. È lui il “Deus ex machina” di questa vicenda: la sua parola scolpita e la presenza scenica autorevole ne fanno il vero regista interno dell’opera.

Proseguendo sul piano vocale, Irina Lungu disegna una Fiordiligi (ruolo veramente insidioso) di grande eleganza e controllo, con un fraseggio nobile e un uso raffinato dei colori; Francesca Di Sauro offre una Dorabella spontanea e morbida, dal timbro caldo e sempre ben presente, capace però anche di momenti di grande fuoco teatrale. Tra i due giovani amanti, Guglielmo e Ferrando, rispettivamente Biagio Pizzuti, e
Andrew Kim, si apprezza l’omogeneità d’insieme e la cura dell’espressione, oltre che una teatralità ben riuscita. Buona la prova del Coro Lirico Giovanile A.LI.VE., preparato con attenzione da Paolo Facincani.
Sul piano visivo, il lavoro si Milo Manara dona al pubblico una visione da un lato tradizionale ed elegante e dall’altro abbastanza scarna, rispetto ad altre. I suoi fondali pittorici, le figure mitologiche e i richiami al Settecento ovidiano, creano un impianto scenico raffinato. Tuttavia, proprio questa forte componente estetica rischia talvolta di imprigionare la scena: tutto è bello, tinto di colori pastello, armonioso ma un po’ statico, a giudizio dello scrivente. L’effetto complessivo è quello di un “quadro vivente” più che di un teatro pulsante. Mancano un pò forse quelle ombre, quei contrasti visivi e psicologici che rendono Così fan tutte un laboratorio delle passioni umane.

La direzione musicale di Jordi Bernàcer convince per chiarezza e misura, anche se non mancano momenti di leggero scollamento con il gruppo vocale. L’Orchestra di Padova e del Veneto ha dato un’ottima prova. Sicuramente degno di nota l’accompagnamento al clavicembalo. Il pubblico rodigino, che ritrovava questo titolo dopo oltre venticinque anni, ha accolto con calore la serata, premiando tutti gli interpreti con lunghi applausi.Merita infine una menzione speciale Edoardo Bottacin, attuale direttore artistico del Teatro Sociale di Rovigo, che con passione e visione sta portando nella città una stagione di qualità e un cartellone ricco di appuntamenti culturali, in grado di unire titoli di repertorio, nuove produzioni e collaborazioni di prestigio. La sua direzione conferma una linea artistica solida, capace di restituire a Rovigo il ruolo che le spetta nel panorama lirico veneto e italiano.

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