di Gianluca Macovez
Teatro Tonino Pardo, Trapani, 11 ottobre 2025
LA RAGAZZA IMPRUDENTE
Musica di Joe Schittino Libretto di Gianni Rigamonti
Direttore Mirco Reina Regia
scene e costumi Giuseppe Amato
Luci Riccardo Errera
Personaggi e interpreti :
Angela            Paola Vero
Ghita               Grazia Sinagra
Sofia               Silvia Regazzo
Diego              Blagoj Nacoski
Alfredo           David Costa Garcia
Armando         Massimo Modoni
Ensemble strumentale dell’Ente Luglio Musicale Trapanese:
VIOLINO PRIMO   Lavinia Tassinari
VIOLINO SECONDO    Germano Maniscalco
VIOLINO TERZO   Silvia Bertolino
VIOLINO QUARTО  Marco Nerenti
VIOLA PRIMA     Salvatore Giuliano
VIOLA SECONDA  Stefania Di Biase
VIOLONCELLO PRIMO    Paloma Garrote Velez
VIOLONCELLO SECONDO  Vincenzo Toscano
FLAUTО  Arianna Musso
OBOE  Vincenzo Venezia
CLARINETTO   Marco Pennisi
FAGOTTO   Umberto Filineri
CORNO  Dante La Fata
PRODUZIONE IN PRIMA MONDIALE  ASSOLUTA

Per la stagione invernale dell’ Ente Luglio Musicale Trapanese è andata in scena la prima mondiale di   “La ragazza imprudente”, opera da camera in cinque scene e un intermezzo composta da  Joe Schittino, musicista interessante, eclettico,  in grado di citare senza riprodurre, alieno da esagerazioni e forzature ad effetto, capace di costruire una partitura efficace, intensa, dalla grande personalità. Certo siamo davanti ad  una composizione complessa nella costruzione, difficile per i cantanti, impegnativa per il direttore, chiamato a trovare un giusto equilibrio fra i pesi sonori ed ad individuare la giusta chiave di lettura. Ma, come hanno dimostrato i tanti applausi sia nel corso dello spettacolo che alla conclusione, una scommessa vinta alla grande. Che premia anche l’istituzione musicale trapanese, che non è caduta nella trappola che attanaglia troppi teatri titolati, che da anni allineano cartelloni pieni di proposte studiate per il botteghino, più che per la formazione del pubblico.

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foto giuseppe di salvo

La storia è quella di Angela, una ragazza che vuole conoscere la vita, anche attraverso amore e nuove esperienze. In questo viene spronata anche dall’esempio di due amiche,  Ghita e Sofia, che, prigioniere dell’abitudine e della routine, vivono storie  appannate con  Alfredo ed Armando, i due fidanzati, neanche coscienti di come il loro ruolo stia traballando. La vita di tutti cambia con l’arrivo di  Diego, uomo gentile ed aitante, che  scatena pensieri, turbamenti, desideri, attrazioni. Schittino descrive tutto questo con coraggio, trasportando il pubblico in un viaggio dentro se’ stessi, non a caso la regia gioca con l’idea di specchio, mettendo in evidenza un’ articolazione sonora raffinata, nella quale si alternano alcuni riusciti momenti solistici con altre pagine d’insieme. Il testo è di Gianni Rigamonti. Crediamo che sarebbe stato opportuno pensare a  dei soprattitoli, perché essendo una prima  assoluto  nessuno conosceva le parole e l’intreccio narrativo sarebbe uscito rafforzato dalla possibilità di apprezzare meglio il cantato. Giuseppe Amato, autore anche della soluzione scenica e dei costumi, è regista dalla innegabile professionalità , che certamente si è trovato a duellare con tempi troppo stretti. In questo caso ha optato per una lettura sostanzialmente didascalica, quasi  fossimo davanti ad una commedia settecentesca. Una chiave interpretativa personale e non ovvia, che però non ci ha convinti.
Avremmo voluto che il tema del desiderio, della sensualità immaginata, bramata, rincorsa, vissuta, fosse affrontata in altre modalità; che la musica, tanto efficace, trovasse un riscontro visivo più potente, soprattutto nell’ intermezzo, per il quale ci sono dei movimenti coreografici divertenti ma poco coinvolgenti e nel finale, dominato da una immobilità quasi drammatica.

foto giuseppe di salvo

Di grande impatto le soluzioni luminose di Riccardo Errera, che ha saputo giocare al meglio con gli eleganti elementi di scena. L’Ensemble  strumentale dell’Ente Luglio Musicale Trapanese è stato diretto con sapienza da Mirco Reina,  che ha trovato i gusti equilibri sonori e saputo valorizzare i cantanti, che sono stati tutti all’altezza della composizione, articolata dal punto di vista scenico e molto complessa vocalmente. David Costa Garcia  e Massimo Modoni  erano i due fidanzati: Alfredo ed Armando. Dotati di due voci dai colori suggestivi e che stavano bene assieme, si sono distinti in particolare nei duetti. Grazia Sinagra (Ghita) e Silvia Regazzo (Sofia) erano le due amiche della protagonista. Più giovane la prima, più ricca d’esperienza la seconda, sono state entrambe in grado di superare le difficoltà di cui erano irte le loro parti, sia nei momenti solistici che nei pezzi d’insieme. Angela, la ragazza imprudente era interpretata da Paola Vero che ha saputo plasmare  il ruolo con bravura e grande naturalezza. E’ riuscita ad affrontare le notevoli escursioni vocali, tenendo sotto controllo lo strumento anche quando erano chieste sonorità più  aspre, dando prova di una tecnica importante.

foto giuseppe di salvo

Blagoj Nacoski,da tanti anni sulle scena ma sempre vocalmente solidissimo e scenicamente appropriato, era Diego. Ruolo complesso, reso ancor più difficile dal fatto di cantare disteso o con un soprano in braccio, interpretato con tecnica inossidabile e vocalità sontuosa. Una parte che aggiunge con grande successo alla galleria dei suoi personaggi e che ancora una volta ci spinge a domandarci come mai un artista così eclettico non sia stato maggiormente valorizzato dai teatri italiani. Autorevole, attento, con una figura dalla fisicità scultorea, cesella un personaggio che è l’oggetto del desiderio prima di Angela, poi  delle ragazze ed alla fine, lo intuiamo da un bacio dato ad uno dei fidanzati, di tutti i personaggi in scena. Nacoski ha già cantato la musica di Schittino ed in questa occasione dimostra appieno di aver colto la magia delle pagine di questo musicista, raffinato e colto, piacevole ma  mai banale. Alla fine tanti meritati applausi per tutti e la speranza di rivedere presto questo titolo su altri palcoscenici.

foto giuseppe di salvo

 

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