di Annely Zeni
Fondazione Filarmonica Trento | 5 ottobre 2025 , ore 18
Orchestra da Camera del Teatro alla Scala di Milano
Francesco Manara violino solista
Massimo Polidori violoncello solista
Programma. Alunni della Scuola Municipale gratuita di Musica per gli strumenti ad arco.
– Esame annuale. 17 novembre 1870 (Direttore: Antonio Sighicelli)
Scuola progressiva di violino: Montanari Camillo – Fantasia sul “Trovatore” di Alard con accompagnamento di quartetto. (p. 15)
Scuola di Contrabasso: Palmieri Ernesto: 2° Divertimento per Contrabasso con accompagnamento di quartetto sopra motivi dell’Opera “Ernani” composto dal Sig. Ignazio Manni. (p. 16)
– Esame annuale. 7 dicembre 1871 (Direttore: Antonio Sighicelli)
Giugni Alberto: ammesso il 18 ottobre 1866: Fantasia di Alard sulla “Traviata”.
E’ solo un esempio, declinato nel mondo delle scuole di musica, di come tutta la cultura musicale italiana ottocentesca fosse imbevuta di melodramma, e del melodramma verdiano in particolare, creando con Fantasie, concerti, pot pourri, variazioni ispirate da arie, romanze, cavatine, cori un repertorio strumentale cameristico tutt’altro che insignificante, per quanto oggi snobbato dalle sale concertistiche a la page a favore della produzione transalpina. Certo sono pagine in un certo senso “spurie”, un poco come le colonne sonore cinematografiche, specchi del modello di provenienza (questo o quel titolo operistico) e quindi non musica “assoluta” come i quartetti di Beethoven o Haydn. Ma indipendentemente dalla frequentazione effettiva del teatro o dalle considerazioni estetiche, quel modo “verdiano” di fare melodia ritmo e armonia, appartiene al DNA italiano, rimane al fondo dell’anima come elemento identitario: ci si sente a casa, per quanto sia superata la contingenza storica risorgimentale di cui era emanazione. Quel polimero misterioso sicuramente costituisce patrimonio genetico dei componenti l’Orchestra da Camera del Teatro alla Scala, che la Società Filarmonica di Trento invitava per un concerto straordinario, inteso a festeggiare il ritorno in uso della Sala dei concerti in Via Verdi, dopo una importante serie di interventi restaurativi.
Nuovi serramenti acustici, trattamento dell’aria, poltrone ridisegnate, levigatura dei pavimenti, non hanno migliorato solo il confort ma hanno restituito a Trento uno spazio d’ascolto tra i migliori del panorama nazionale. La scelta di un programma centrato sulle fantasie operistiche ripensava – seguendo le parole del direttore artistico Alessandro Arnoldo “Inaugurare non significa solo costruire qualcosa di nuovo ma anche custodire ciò che è stato” – al primo battesimo, nel lontano 1905, della sala, nella neonata palazzina liberty, che tuttora, praticamente intatta, la ospita – dove quelle stesse rivisitazioni di arie, romanze, cavatine del Verdi sicuramente inducevano sentimenti “irredentisti”. Fuoco di passioni risorgimentali, fuoco di passioni irredentiste, ma la musica attraversa la storia e quella musica ancora trasmette l’energia, la vitalità, l’esuberanza, il dinamismo, la generosità, le qualità positive del carattere italiano. Ovviamente se la suonano loro, i professori dell’orchestra scaligera, simbolo di eccellenza nel mondo: non solo tecnicamente perfetti ma appunto energici, vitali, esuberanti, dinamici, generosi. Il viaggio quasi totalmente verdiano (faceva eccezione l’Intermezzo dall’opera La Wally e la pirotecnica Sinfonia dal Gugliemo Tell rossiniano) attraverso le riletture di Giuseppe Avolio (fantasia per violino violoncello e orchestra dal Falstaff), Camillo Sivori (Fantasia per violino e orchestra da Il Trovatore) Luigi Mancinelli (Fantasia per violoncello e orchestra da Aida) Antonio Bazzini (fantasia per violino e orchestra da La Traviata) trovava in Francesco Manara e Massimo Polidori due impavidi capitani; spericolato, il violino di Manara esibiva virtuosismi spettacolari nelle farciture ornamentali delle melodie e sapeva piangere dolcemente con Aida o Violetta; non da meno il violoncello di Polidori cantava meglio di un baritono vero, grazie ad un inaudito spessore di suono ed un vibrato emozionante. Più di un successo, un delirio di approvazione e due fuori programma a chiudere, in festa, una serata da ricordare.






