Trento, Auditorium Santa Chiara, 06.12.2023, ore 20.30
STAGIONE SINFONICA 2023/24
DIREZIONE D’ORCHESTRA, KENT NAGANO
PIANOFORTE, MARI KODAMA
ORCHESTRA HAYDN DI BOLZANO E TRENTO
GYÖRGY LIGETI: POEMA SINFONICO PER 100 METRONOMI
GYÖRGY LIGETI: MUSICA RICERCATA N. 11 “OMAGGIO A GIROLAMO FRESCOBALDI”
JOSEPH HAYDN: SONATA IN DO MAGGIORE HOB. XVI:48
GYÖRGY LIGETI: CONCERTO PER PIANOFORTE E ORCHESTRA
JOSEPH HAYDN: SINFONIA N. 102 IN SI BEMOLLE MAGGIORE, HOB. I: 102

Che possano esistere ancora possibilità di assistere ad una performance in cui l’orchestra è protagonista, l’abbiamo provato con il concerto tra Bolzano e Trento del direttore Kent Nagano assieme all’Orchestra regionale Haydn di Bolzano e Trento
Programma con un particolare impaginazione che comprendeva composizioni di Gyorgy Ligeti (1923-2006) e Joseph Haydn (1732- 1809). La curiosità è che si tratta di compositori separati da due secoli di storia della musica e che esemplificano due mondi musicali distanti per concezione dell’uso dell’armonia che Nagano, nel suo progetto Haydn a voluto metterli in dialogo o, meglio, in uno scambio di vedute proprio sull’uso delle parti nella forma musicale in una ottima lettura che ha compenetrato il contemporaneo, ossia musica del secolo scorso, con il Classicismo.

Per il compositore ungherese poema sinfonico, musica ricercata e concerto assumono un significato completamente opposto rispetto alla tradizione formale compositiva di cui Joseph Haydn ne fu portavoce ossia, quell’uso di modelli per andare oltre le forme, disintegrandole nel gioco delle dissonanze. Ma nel contempo anche provocazione nei confronti delle sperimentazioni più radicali della sua generazione con la costruzione del Poema sinfonico per 100 metronomi (1962) rimuovendo gli interpreti per affidare al mezzo tecnico la performance, un riferimento provocatorio al 4′ 33″ di John Cage. Abbiamo visto l’orchestra entrare, con la pianista solista, Mari Kodama, con il consueto rituale dell’accordatura, saluti al direttore, nel contempo avviare in sincrono i metronomi, collocare gli strumenti alle rispettive postazioni ed uscire, lasciando che sia il ticchettio degli strumenti meccanici a fare la loro performance di 8 minuti, dapprima all’unisono e poi sempre più sfasati fino all’estinzione della carica.
In palco rimane solo la pianista che avvia, appena cessato il ticchettio,  l’ undicesimo Movimento un ricercare dedicato Girolamo Frescobaldi, sempre di Ligeti. Ecco il gioco di rimpallo del gioco delle forme, perché a seguire è stata Haydn con la Sonata in do magg Hob. 48, che si presenta con la particolarità di essere in due movimenti, una anomalia rispetto allo standard della composizione pianistica allora in uso. E si ritorna alla modernità con il concerto per pianoforte e orchestra sempre del compositore ungherese (1985-88), strutturato su 5 movimenti in cui fa un ampio uso del contrappunto, della ritimica, tra jazz ed esotica, in cui lo strumento solista è in dialogo con le varie percussioni, in cui si insinua l’orchestra nelle sue gamme estreme parte ben sostenuta dalla solista Mari Kodama alla quale la partitura richiede capacità tecniche nel sapersi muovere con velocità tra le ampie escursioni richieste ed a un uso certamente non armonico della tastiera. E nuovamente un salto indietro nel tempo con la Sinfonia di Haydn n. 102 in cui il tutto rientra nella perfezione formale e dove tutto sembra più facile all’ascolto e all’esecuzione. Risultato un bel successo di pubblico che ha ben riempito gli spazi dell’Auditorium con un progetto che  ha confezionato una “lezione di musica”.

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui