Venezia, 6 dicembre 2025, 16.30
AUDITORIUM lo Squero Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia
Stagione concertistica 2025
Asolo Musica – Fondazione Giorgio Cini
Quartetto Noûs
Sofia Manvati, violino – Alberto Franchin, violino – Sara Dambruoso, viola – Riccardo Baldizzi, violoncello
Programma
Silvia Colasanti (Roma, 1975)
“Due destini” per quartetto d’archi
Dmítrij Šostakóvič (San Pietroburgo, 1906 – Mosca, 1975)
Quartetto per archi n. 4 in re maggiore, op. 83
Allegretto Andantino Allegretto Allegretto
Antonín Dvořák (Nelahozeves, 1841 – Praga, 1904)
Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore, op. 51
Allegro ma non troppo Dumka (Elegia). Andante con moto
Romanza. Andante con moto Finale. Allegro assai

La stagione concertistica 2025 organizzata da Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium Lo Squero, nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, si è conclusa con il concerto di sabato 6 dicembre 2025. Protagonista dell’evento di fine stagione è stato il Quartetto Noûs composto dai violinisti Sofia Manvati e Alberto Franchin, Sara Dambruoso alla viola e Riccardo Baldizzi al violoncello, una delle realtà musicali più interessanti della sua generazione, unico quartetto italiano ad aver inciso l’integrale dei quartetti di Dmítrij Šostakóvič e ospite di numerose istituzioni e festival nazionali ed internazionali.
Fondato nel 2011, in pochi anni il Quartetto Noûs si è imposto come una delle realtà cameristiche più vitali e innovative della sua generazione, conquistando pubblico e critica grazie a un suono incisivo, una profonda coesione e un approccio sempre creativo e personale al repertorio. Il Quartetto Noûs si è presentato con un originale percorso d’ascolto che apre ad un ammaliante intreccio di mondi e narrazioni in musica, dal mondo di Silvia Colasanti (1975) con “Due destini” per quartetto d’archi, a Dmítrij Šostakóvič con il Quartetto per archi n. 4 in re maggiore, op. 83 a ricordarci il 50esimo anniversario della sua scomparsa, compositore che ha lasciato un’impronta profonda nella storia del quartetto per archi, per concludere con il Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore, op. 51 di Antonín Dvořák. In apertura la musica contemporanea con Silvia Colasanti, classe 1975, considerata la compositrice italiana vivente più affermata sulla scena internazionale. È autrice di una vasta produzione in cui spiccano lavori di notevole importanza e impatto mediatico, e collabora con solisti e direttori di calibro internazionale. La sua poetica è costruita tra gusto “materico” del suono, forte lirismo e ricchezza di registri, come in “Due destini” per quartetto d’archi, composto nel 2017 e dedicato a Ilaria Borletti Buitoni che si caratterizza per un recupero delle sonorità della scuola veneziana traveloci picchettati e giochi di arcate  A seguire il Quartetto per archi n. 4 in re maggiore, op. 83 di Dmítrij Šostakóvič. Composto nel 1949, il quartetto riflette un clima emotivo intimo e malinconico, segnato da lirismo e ironia. È articolato in quattro movimenti e mostra influenze della musica ebraica, simbolo di resistenza e dolore. L’opera evita toni apertamente drammatici, ma comunica una tensione sottile e profonda, tipica del linguaggio criptico di Šostakóvič durante il periodo della censura sovietica. L’ultimo brano nel programma proposto dal Quartetto Noûs è il Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore, op. 51 di Antonín Dvořák. Composto nel 1879, su richiesta del violinista Jean Becker, questo quartetto è conosciuto come il “Quartetto slavo” per il forte richiamo alla musica popolare ceca. I quattro movimenti mescolano eleganza classica e vivacità folklorica, con ritmi di danza (come la dumka e la skocna) e melodie cantabili. L’opera riflette l’identità nazionale di Dvořák in forma cameristica, con equilibrio tra lirismo e vitalità. il tutto è stato accolto con una calorosa accoglienza del pubblico convito dal grande impegno nel condurre l’esecuzione di un programma certamente impegnativo.

Marginali agli eventi massivi veneziani, pur svolgendosi nelle giornate di sabato pomeriggio, con inizio 16.30, l’offerta musicale curata da Federico Pupo e coordinata da Asolo Musica, si presentano come una rassegna del concertismo camerista nazionale.
Al di là delle capacità di ogni singolo interprete e della qualità complessiva degli interpreti, la rassegna i concerti dello Squero, che si tengono da marzo a dicembre, presso l’Isola di San Giorgio, si qualifica anche, oltre che esperienza musicale e sonora, anche come esperienza visiva. Un’ampia vetrata aperta sul canale della Giudecca fa da sfondo alla sala di questo antiquo cantiere sapientemente recuperato, essenziale ma funzionale per esecuzioni di musica da camera. Durante il corso dei concerti che non superano l’ora e mezza, scorrono le dinamiche quotidiane della vita di quel tratto di laguna con i mezzi di navigazione in tutte le loro dimensioni, lo scorrere del tempo dal sole che declina all’imbrunire per farsi sera nelle date di inizio inverno.

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E stata già comunicata la stagione 2026 con inizio il 14 marzo 2026, con il Quartetto di Venezia presente anche il 14 novembre e alla chiusura della rassegna il 12 dicembre. Annunciati solisti internazionali come Orazio Sciortino al pianoforte (11 aprile), il cembalo di Christoph Rousset (25 aprile); confronto di violoncelli con Mario Brunello (2 maggio e 5 dicembre) e Giovanni Sollima che assieme a Federico Guglielmo (violino e concertatore) del complesso il Pomo d’oro presenteranno Al-Bunduqiyya The lost Concerto, composizione di Giovanni Sollima, in onore della denominazione araba di Venezia. Non manca l’omaggio a Beethoven con il progetto Beethoven 199 dove verranno presentate le sinfonie n. 4 e 7 in versione per violino e pianoforte con Mauro Loguercio, violino, e Emanuela Piemonti, pianoforte.

 

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