Prosegue la stagione al Ristori, che quest’anno propone un calendario denso e particolarmente vario, ricco di iniziative culturali che spaziano dal sinfonico all’Opera, dal teatro alla danza. Tipologia, quest’ultima, il cui calendario si è inaugurato venerdì 31 gennaio con “Vuelvo al Sur”, nuova produzione della Tango Rouge Company.
Lo spettacolo si rivela da subito coinvolgente, non privo di una sottesa narrazione teatrale. Neri Piliu e Yanina Quiñones, registi e coreografi, ci trasportano presto in un autentico clima porteño, portando sul palco non solo un’esibizione di Tango, quanto piuttosto una sequenza di immagini di un’Argentina non solo cliché. Ci si ritrova dunque, tra una milonga e l’altra, circondati da operai tanguero-peronisti, oppure al cospetto di una Evita Perón live nella sua No Llores Por Mi Argentina. Tutto con luci, trucco e costumi da vero show.
La scaletta prevede in sostanza il susseguirsi di coreografie di Tango Escenario e sole esecuzioni di brani musicali, durante le quali la compagnia cambia i numerosi abiti previsti. Le coreografie coinvolgono in alcuni casi tutte le quattro coppie, in altri una sola di queste. Oltre a Yanina Quiñones con Neri Piliu, sul palco del ristori approdano talenti come Chiara Benati e Andrea Vighi, Mariana Ávila e Alexandre Bellarosa, Laia Barrera e Julian Vilardo. I loro Tangos uniscono con efficacia uno stile genuinamente Argentino e passi coreografici di eccezionale complessità, componendo uno spettacolo vario, scorrevole e davvero piacevole. Le musiche, come promette il nome dello show, sono quelle di Astor Piazzolla, ma anche di Carlos Gardel e di altri artisti che hanno contribuito al vastissimo panorama musicale del Tango e alla sua affermazione e diffusione in tutto il mondo. Ci sono i titoli più noti, quei brani intramontabili che chiunque associa immediatamente all’idea di “Tango” (Libertango e El choclo, per dirne un paio), ma anche scelte più ricercate. Tutto live, per mano di una brillante Tango Spleen Orchestra. Il quinteto è guidato dal pianista e cantante Mariano Speranza, artista versatile e capace, che ricerca quel suono tipicamente tanguero che contraddistingue il genere. Al suo fianco l’immancabile bandoneon nelle mani di Francesco Bruno, la viola di Elena Luppi, il contrabbasso di Vanessa Matamoros e il violino di Inesa Baltatescu, il cui suono è senz’altro meritevole di menzione.

In un teatro sold-out da settimane, il pubblico si dimostra coinvolto e soddisfatto, riconoscendo generosi applausi a tutti gli artisti in scena.
I prossimi appuntamenti della stagione al Ristori sono disponibili al seguente link: https://www.teatroristori.org/calendario, mentre la prossima occasione per vedere “Vuelvo al Sur” sarà venerdì 7 febbraio al Teatro Sociale di Rovigo.











Errata corrige: il nome corretto della violinista è Inesa Baltatescu. Grazie per l’attenzione
Grazie corretto ma è errore del comunicato stampa. Grazie per l’attenzione che di avete dato.
Federica Fanizza