Verona, Teatro Filarmonico, 26 ottobre 2025, ore 15.30
Giacomo Puccini
Le Villi
opera in due atti
Libretto di Ferdinando Fontana
Direttore d’orchestra Alessandro Cadario
Regia Pier Francesco Maestrini
Scenografia Juan Guillermo Nova
Costumi Luca Dall’Alpi
Luci Bruno Ciulli
Movimenti mimici Michele Cosentino
Orchestra, Coro e Tecnici Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
Interpreti
Roberto Galeano Salas
Anna Sara Cortolezzis
Guglielmo Wulf Gëzim Myshketa
foto©EnneviFoto
La stagione al Filarmonico è diventata – negli ultimi anni – l’occasione consolidata per il pubblico veronese di ascoltare “qualcosa di diverso”. Non è per forza un’azione di bilanciamento al tradizionalissimo cartellone dell’Arena (o almeno non solo), ma appare piuttosto come una sincera ricerca di un programma interessante e gradevole, fuori dalla comfort-zone dei titoli più celebri, ma in grado di intrattenere. E funziona, dato che domenica 26 ottobre, per la prima de Le Villi, il teatro è pressoché sold-out. Ad essere onesti, non sono mancati in passato gli appuntamenti che – proponendo qualcosa di un po’ fuori dagli schemi del grande pubblico – hanno riscontrato un successo parziale in termini di partecipazione. Questa volta però il pubblico c’è, le poltroncine vuote sono pochissime, e la scommessa è vinta. E ci auguriamo che continui in questa direzione.
L’Opera, esordio di Puccini che lo avviò alla sua fortunata carriera, è un denso concentrato di musica, che rivela una scrittura orchestrale ricca e una tensione drammatica intensa, anticipando molto dello stile che il compositore adotterà nei titoli successivi. La partitura, pur breve, alterna pagine di spiccato carattere melodico a passaggi corali e sinfonici di notevole complessità, lasciando un compito tutt’altro che scontato a chi concerta.

Prova superata con successo da Alessandro Cadario, che conduce l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona con energia e cura ai dettagli, restituendo un suono coeso, bello, e generoso nelle dinamiche. In alcuni momenti, risulta forse po’ a rischio il bilanciamento del volume tra la buca e il palco (problema che al Filarmonico si sente spesso, indipendentemente dalla bacchetta), ma nulla di particolarmente grave. Apprezzabile il contributo del Coro della Fondazione, preparato da Roberto Gabbiani.
Bene anche il cast, che vede un Galeano Salas particolarmente in forma nei panni di Roberto. La sua è una performance convincente e coinvolgente, sia sul piano prettamente musicale che per la presenza scenica. Bello anche il timbro, sonoro ma mai spigoloso. Al suo fianco, Anna è Sara Cortolezzis, anch’essa ben calata nel personaggio e in grado di rendere – con tecnica e musicalità – le diverse sfaccettature di un carattere che cambia molto tra l’inizio e la fine. Buona altresì la prova di Gëzim Myshketa, che nei panni di Guglielmo Wulf realizza un personaggio riuscito, vocalmente a posto.

Per quanto riguarda l’allestimento, si tratta del lavoro di Pier Francesco Maestrini, già in scena al Regio di Torino. L’ambientazione è “aggiornata” ad un Ottocento realistico e colorato, che ben presto si incupisce mettendo in risalto la dimensione demoniaca della vicenda. Lo schema registico è sobrio, funzionale allo svolgersi della vicenda ma coinvolgente. Le scene di trasgressione e il finale un po’ horror evidenziano uno stile privo di particolari censure, magari non da bollino rosso, ma giallo sì.
La proiezione di immagini digitali non guasta, e rimane un contributo misurato alle gradevoli scene di Juan Guillermo Nova. Belli i costumi di Luca Dall’Alpi e preziosissimo il contributo delle luci, curate da Bruno Ciulli.
Peccato per le coreografie e lo spazio ridotto che – come ormai siamo abituati a vedere – queste riescono a ritagliarsi. Le VIlli, Opera-Ballo sulla carta, poteva essere un’occasione per fare qualcosa di più. Buona la partecipazione del pubblico presente, che si rivela coinvolto e soddisfatto delle performance. Applausi per tutti al termine della rappresentazione, regia inclusa, e anche in qualche momento a scena aperta.







