Giunto alla sua sesta edizione, il festival “Mozart a Verona” propone anche quest’anno un
calendario serrato e originale, che dal 5 gennaio al 2 febbraio vede in programma ben 43
appuntamenti in 19 diverse sedi. Caratteristica del 2025 pare essere l’attenzione rivolta al
leggendario rivale Salieri, il cui dramma giocoso Falstaff è in scena al Filarmonico in un
nuovissimo allestimento. L’antagonista per eccellenza del genio salisburghese, con il suo
fiabesco tormento d’amore e d’odio, diventa il tema del primo appuntamento del calendario
Veronese de I virtuosi Italiani. La XXVI Stagione Concertistica si apre con il Mozart e Salieri
di Rimskij-Korsakov, in scena al Ristori Venerdì 17 gennaio.
A precedere l’atto singolo di Korsakov un’insolita introduzione: l’Histoire du soldat di
Stravinskij.
Nonostante il forte minimalismo teatrale, l’opera riesce – fin dai primi minuti – a
proiettare lo spettatore in quel clima perfettamente novecentesco che contraddistingue tanto il soggetto quanto lo stile musicale. L’efficacia del coinvolgimento è senz’altro da attribuirsi – in primo luogo – alla maestria di Luigi Maio, che con indiscutibile padronanza del ruolo porta sul palco dei credibilissimi protagonisti. Particolarmente ben riuscita la repentina e frequente contrapposizione dei due personaggi: tanto è ingenuo il soldato, ad ogni affermazione, quanto subdolo il diavolo in ogni sua risposta. La vicenda diviene così vibrante e coinvolgente, vincendo la complessa sfida di non far soffrire la “povertà” dell’allestimento. Bene l’ensemble de I Virtuosi Italiani, che sotto la guida di Oleg Caetani restituisce un’attenta lettura della partitura, in grado di cogliere le sfumature di una complessa commistione di stili musicali.

Una brevissima attesa, senza veri e propri intervalli, è sufficiente per balzare indietro di una
generazione, e portare in scena la mitologica rivalità tra Salieri e Mozart, spinta da
quest’opera all’estrema narrazione puskiniana per cui quest’ultimo verrebbe infine
avvelenato da Salieri. Impossibile non accusare un netto contrasto, sia nel linguaggio
musicale che nel sapore delle due storie raccontate, nel passare da Stravinskij a Korsakov.
L’organico si allarga, e ora a seguire la direzione di Caetani ci sono molti più Virtuosi.
L’interpretazione rimane curata e la lettura è musicale, con particolare attenzione rivolta alle citazioni mozartiane. Gianfranco Montresor è un Salieri autorevole e profondo, dal quale traspare però un piacevole sfondo di simpatia, in grado di smussare i tratti più rigidi del personaggio. Vocalmente solido e preciso, porta sul palco un timbro gradevole e sonoro, che ben si intona con ruolo. Al suo fianco, Mozart è interpretato da David Esteban, che conferisce al personaggio leggerezza e semplicità. Bene anche la sua prova vocale.
Grande apprezzamento da parte del pubblico, che riempie per almeno tre quarti il teatro e si dimostra entusiasta e coinvolto. I prossimi appuntamenti della rassegna sono elencati sul sito https://www.mozartaverona.it/.

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