Asolo, Chiesa San Gottardo, Mercoledì 3 settembre
47a edizione Incontri Asolani
BEETHOVEN 198
Integrale delle Sinfonie trascritte da Theodor Kirchner
per 2 pianoforti a 8 mani
Alfonso Alberti, Giorgia Bracci, Silvia Gatti, Gabriele Salemi
Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21
Michele Turturo, Bruno Francesco Leone, Ivan Maliboshka, Antonio Tarallo
Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60
E’ giunta alla 47a edizione la rassegna Incontri Asolani. Festival internazionale di Musica da Camera, organizzata da Asolo Musica nella splendida cornice della cittadina veneta di Asolo, nella chiesa nella Chiesa di San Gottardo, che presidia uno dei più bei poggi del colle della Rocca di Asolo, con una serie di eventi attorno al pianoforte, in tutte le sue declinazioni cameristiche.
Un cartellone fatto di proposte semplici ma non scontate quanto mai interessanti che cercano di raccordarsi a celebrazioni, qui il caso di Dmítrij Šostakóvič in occasione dei 50 anni dalla scomparsa, come di presentare le sinfonie di Beethoven nelle sue varie trascrizioni per pianoforti a 4 mani o per violino e pianoforte con il progetto Beethoven 198.
Il secondo appuntamento della rassegna è stato infatti dedicato al progetto curato dai docenti del Conservatorio di Piacenza Antonio Tarallo e Davide Cabassi di realizzare il ciclo delle sinfonie beethoveniane trascritte da Theodor Kirchner per due pianoforti a 4 mani, per offrire una visione diversa nel mondo sinfonico di Beethoven che troverà la sua completa realizzazione a Milano nel 2026.
Antonio Tarallo, responsabile dell’organizzazione dell’evento assieme a 8 pianisti colleghi è riuscito nell’intento di presentare due sinfonie la n. 1 e la n. 4 in questo contesto cameristico. Del resto la forma delle trascrizioni sinfoniche per piccoli organici era una procedura assai comune nell’Ottocento per diffondere la musica in contesti periferici o di avviamento alla pratica musicale di studio. Ma anche, come ha affermato lo stesso Antonio Tarallo nella presentazione, di percepire tutte le dinamiche melodiche che le mani su un pianoforte possono restituire. Per il pubblico cambia la percezione di ascolto che fa intravedere tutte le diverse articolazioni melodiche e le dinamiche della costruzione musicale che porteranno alla complessa partitura sinfonica

L’accostamento poi tra le due sinfonie presentate amplifica poi l’evoluzione di stile di Beethoven stesso: la Prima con la sua costruzione accademica su modello mozartiano, che insiste su leggerezza e armonia, la Quarta , scritta assieme alla quinta, che ci presenta un altro mondo musicale che insiste nel compositore di Bonn. Musicalmente più strutturata con alternanza ritmiche tra dinamiche gioiose e cupe ma che alla fine si risolvono in una corsa gioiosa verso il finale. Tutto questo reso al pianoforte, ai pianoforti dove gli 8 interpreti su due squadre hanno offerto questa rilettura musicale. Come sempre eventi di richiamo per un pubblico alla ricerca di nuove esperienze musicali di ascolto.






